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Pornografia ed erotismo: dove sono i confini?

di Stefania Santoro

Pornografia è una parola di origine greca che letteralmente può essere tradotta in: scrivere su o disegnare prostitute. In pratica viene considerata pornografia ogni rappresentazione esplicita espressa in scritti, fotografie, disegni, filmati, di argomenti a carattere erotico ritenuti dalla morale comune osceni o che offendano il senso del pudore.

In un primo approccio potrebbe sembrare semplice distinguere tra pornografia ed erotismo, ma in realtà la linea di demarcazione è molto sottile e tende a spostarsi in relazione a diversi fattori, quali l’età di chi osserva, la cultura, l’educazione, la sensibilità religiosa, ed altri ancora.
Da quanto detto ne deriva l’impossibilità di stabilire una distinzione netta, in quanto la definizione di cosa sia "osceno" si basa su un giudizio soggettivo e mutevole nel tempo e nello spazio.

Nonostante l’impossibilità di distinguere nettamente le due forme di rappresentazione del sesso, credo che comunque ci siano alcuni fattori che aiutano a fornire perlomeno “un indirizzo”.

Un primo fattore che potrebbe fungere da discriminante tra erotismo e pornografia è l’amore.
Nell’erotismo, il sesso è visto e rappresentato (generalmente) come conseguenza naturale dell’amore, come il raggiungimento dell’unione di due anime, oltre che di due corpi, mentre nella pornografia il fattore amore non ha nessuna importanza, l’unica cosa importante diviene il piacere fisico, portato all’estremo, senza coinvolgimento di altri sentimenti.

Altra differenza tra erotismo e pornografia sta nel fatto che, mentre il primo lascia molto spazio alla fantasia, si serve del classico vedo-non vedo, suggerisce, ma non mostra completamente, fa leva sulla psicologia umana e sull’immedesimazione dello spettatore; la seconda mostra, ostenta, non lascia alcuno spazio all’immaginazione o all’attesa. La rappresentazione “erotica” dei corpi è rispettosa e artistica, mentre quella “pornografica” fa leva sugli istinti più bassi e animali riducendo i corpi a merce esposta, prontamente usufruibile dallo spettatore, una sorta di self service del sesso.
Nella pornografia, inoltre, vi è la rappresentazione della “puttana”, la prostituta da strada, quella al più basso gradino della scala sociale, e questo, non mettendo in scena storie di vera prostituzione, ma stravolgendo l’idea di donna comune, e quindi sottointendendo, che tutte le donne sono in realtà “puttane”.
Da questo si può dedurre che la pornografia nasce principalmente per un pubblico maschile e maschilista, dove la donna diventa oggetto di possesso e sottomissione.
La pornografia è uno svilimento della dignità della persona, e soprattutto della donna e quindi non può essere considerata una qualsiasi libera espressione, in quanto offensiva per un “gruppo”. Bisognerebbe riflettere su come affrontarla al di là della censura e della distinzione pubblico/privato, nel senso che in questo caso impedirne la rappresentazione pubblica senza regole, ma garantire la libertà di scelta nel privato, non basta perché non tutela la dignità del “gruppo donne”.
Tale riflessione, a mio parere andrebbe fatta anche sull’erotismo associato alla pubblicità o alle trasmissioni televisive, in quanto sempre più spesso si “rappresenta” la stessa mercificazione e lo stesso svilimento della donna (ma ultimamente anche dell’uomo) in modo ancora più “sotteraneo”, proprio per il suo non essere apertamente pornografico.

Posted on lunedì, febbraio 4, 2008 at 12:51AM by Registered Commenterfr in | Comments39 Comments

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Reader Comments (39)

Hai detto questo

"la pornografia nasce principalmente per un pubblico maschile e maschilista, dove la donna diventa oggetto di possesso e sottomissione"

e hai detto tutto!

Un analisi riuscita.

febbraio 4, 2008 | Registered CommenterStefania

Grazie.
E pensare che alcune femministe vedono nella pornografia una sorta di "liberazione culturale", io sinceramente non le comprendo!

febbraio 4, 2008 | Unregistered CommenterStefania Santoro

Lo svilimento della dignità della persona mi sembra un tantino esagerato, nella stragrande maggioranza si tratta solo di un lavoro pagato forse meglio di tanti altri

febbraio 4, 2008 | Unregistered CommenterOscar Ferrari

Sinceramente non mi sembra proprio un lavoro come un altro, il fatto che venga ben pagato non può esere una giustificazione per trasformare l'idea di persona in semplice oggetto di piacere, privo di amor proprio e senso del pudore.
Se dovessimo giudicare un lavoro in base a quanto rende, allora tutto diventerebbe lecito.

febbraio 4, 2008 | Unregistered CommenterStefania Santoro

Io sono assolutamente d'accordo con te, Stefania. Non riesco a pensare che una liberazione culturale possa passare attraverso le varie letterine (per partire dal livello "più basso e accessibile" di mercificazione).

febbraio 4, 2008 | Unregistered CommenterAlessandra

Tranne nei casi in cui è una costrizione (purtroppo sono parecchi, ma questo è un altro discorso), la pornografia è una libera scelta di chi decide di lavorarci. Se una si sentisse degradata potrebbe sempre optare per un altro lavoro

febbraio 4, 2008 | Unregistered CommenterOscar Ferrari

Certo Oscar, è vero che molte persone che lavorano nell'ambiente lo fanno per proria scelta, ed ovviamente non vedono il lavoro che fanno come degradante, ma il problema è che la rappresentazione pornografica, come esprimo nel mio articolo, ha la presunzione di mostrare come "normale" il comportamento messo in atto, quindi coinvolge la dignità di interi gruppi e non solo quella del loro enturage. Secondo il mio parere il gruppo coinvolto in modo maggiore è quello delle donne, molte delle quali, probabilmente non si sentono ben rappresentate in quel contesto.

febbraio 4, 2008 | Unregistered CommenterStefania Santoro

Come hai detto, il mercato a cui la pornografia si dedica è quello maschile e maschilista (anche se quest´ultimo termine viene ormai usato come insulto, al contrario di "femminista" e non capisco perchè). Quindi è logico che per vendere si debba proporre uno stereotipo di donna sottomessa, altrimenti sarebbe come chiedere al Lou Reed dei tempi andati di scrivere canzoni sui biscottini della nonna e non "Heroin"

febbraio 4, 2008 | Unregistered CommenterOscar Ferrari

io non lo trovo logico...

e poi sì, anche "femminista" sa da insulto, perchè implica che sei estremamente di parte e non sei obiettiva...
dunque se sei "femminista" la tua opinione vale meno.
a me non piace quando un uomo mi dice che sono "femminista", mi offende tantissimo!

febbraio 4, 2008 | Unregistered CommenterLune

Il sesso strisciante delle pubblicità sta diventando un problema, ormai anche per vedere una pillola per il mal di testa si mette in mezzo il sesso.
Sono d'accordo la pornografia rappresenta la donna in maniera maschilista.

febbraio 4, 2008 | Unregistered CommenterGianluca

La pornografia rappresenta la donna in maniera maschilista nel 90 percento dei casi, ma qualcosa sta cambiando...l'uomo sta diventando "oggetto di piacere" da parte di femmine assatanate e decisamente più attive. Non che questa sia una cosa positiva, perché rappresenta sempre una distorsione di quello che dovrebbe essere il sesso, visto come gioco, o espressione di sentimenti più profondi.

febbraio 4, 2008 | Unregistered CommenterMaria Carla

A volte sono le donne stesse ad auto-denigrarsi, non è sempre il pubblico maschile e maschilista a dettar legge. Le ragazze che aspirano a fare le veline o le letterine, chi fa il provino per il grande fratello, ma anche la ragazza della porta accanto che si sente più desiderata (e quindi più gratificata) se i maschi si girano a guardarla e per questo mette una minigonna o esagera con la scollatura...
Tutto questo ovviamente ha poco a che vedere con la pornografia e l'erotismo, ma è la base su cui esse si poggiano. Ecco perchè non darei tutta la colpa ai "maschi" che di certo nel gioco della pornografia giocano un ruolo in prima linea...

febbraio 4, 2008 | Unregistered CommenterSalvatore Pettineo

Salvatore, ma cosa dici?

Ma se una donna vive in una società in cui viene apprezzata solo per determinate "doti", se le viene insegnato che per aver successo deve fare certe cose ed avere certi comportamenti... tu credi che si mette a scrivere un libro e fare l'intellettuale?
O credi che se fosse possibile avere facile successo in un altro modo, le donne non lo sceglierebbero?

Ovviamente non vale per tutte le donne. Ma ci sono donne che per chissà che motivo (complessi d'inferiorità, insicurezze, ignoranza, paure, esperienze, EDUCAZIONE...) hanno imparato che se vogliono fare soldi, se vogliono avere successo se vogliono arrivare ad una certa celebrità devono fare certe cose.
E ora non parlo delle Pornostar.

In Italia anche le donne che leggono i TG hanno delle scolature incredibili, che in nessun altro TG al mondo nel orario principali vedresti mai. E' un caso che tutte le attrici di successo hanno prima fatto i calendari nudi? Che hanno girato film soft o hard?
Sinceramente io, che vivo in una società molto diversa da quella italiana, noto la differenza.

In Germania tutte queste ambizioni di veline non ci sono. In effetti in Germania le donne non vengono nemmeno trattate cosi da oggetto come in Italia.

In Italia gli uomini giudicano molto di più l'esteriorità di una donna. Forse è un caso, ma in Germania per esempio non esiste la parola "cesso" per descrivere l'esteriorità di una persona.
Forse è un caso che il paese delle veline è l'Italia?
E sono sicura che se controlliamo l'accesi Internet, in Italia ci saranno più addetti ai siti pornografici...

Attento Salvatore, quando dici queste cose. Hai offeso le donne in generale. Riflettici!


febbraio 4, 2008 | Registered CommenterStefania

Però Sal non ha torto: se in Italia l'uomo è maschilista, è anche vero che ci sono nugoli di donne che pur di farsi conoscere non esitano ad accontentare questa tendenza. Se gli uomini non sono abbastanza civili da prendere coscienza di questa loro inguaribile mania da voyeurs, le donne dovrebbero capire che la strada della minigonna per avere qualche mese di effimero successo è solo uno svendere la propria femminilità e avvilire il proprio spirito.

febbraio 5, 2008 | Unregistered CommenterMaria Carla

Mi spiace Maria, io non la vedo così.

Perché basta che apro gli occhi per vedere che la socializzazione ha un effetto troppo grande su uomini e donne.
Se la società ha certi giudizi morali, certi valori, le persone che ci vivono e crescono, le vivono e le apprendono. Diventano i loro propri personali giudizi morali.
Se guardo le ragazzine di oggi, la facilità con cui a volte si comportano ecc. (Hai mai visto i video su youporn girati dagli adolescenti? Per la preparazione del mio testo ne ho visto uno che mi ha lasciato allibita: una ragazzina forse sedicenne che fa sesso in cam, lui la gira e spinge, lei ad un certo punto - in tedesco dice: ora basta però, e lui continua e lei s'arrende, tutto online!)

Da bilinguale e biculturale fin da piccola ho vissuto le differenze delle società (parlo di Germania ed Italia). In Italia sempre c'era più "tensione" di essere CARINA, di esser VESTITA BENE, di esser PETTINATA come si deve, di COMPORTARSI come si deve.
In Italia ho visto e vissuto scene allucinanti, che in Germania porterebbero al licenziamento:

Il capo che chiede ad una donna del suo ufficio:
"allora hai fatto sesso ieri notte"
lei imbarazzata risponde:
"no"
lui
"ah, hai le tue mestruazioni?"

Il capo che ti tocca la schiena per capire se porti il reggiseno...

Il capo che fa sempre allusioni sessuali...
ecc. ecc.

Se tu come donna ti lamenti, rischi il licenziamento!

Tra le donne "di carriera" c'è un detto: se vuoi fare carriera, non lo puoi fare in Italia. Lavora al estero e quando hai raggiunto un certo status, ritorna in Italia.

Perché in Italia c'è maschilismo, perchè in Italia le pari-opportunità non ci sono!

In Italia ho imparato, vali solo qualcosa quando non solo sai fare ma sei anche carina.
Anzi quasi quasi è più importante essere carine.
E non parlo solo di mia esperienza, ma anche di ciò che ho vissuto - lavorando in Italia.

Dunque le donne vengono incriminate perchè cercano di "sopravvivere" in una società maschilista?
Non lo accetto.
Sono anch'io contro il "velinismo", ma se alle donne viene insegnato che devono essere sexy, che devono essere magre e belle, se le viene insegnato fin da piccole che devono piacere, che devono essere sempre in formissima, che con l'estetica che avranno un riconoscimento... beh cosa vi aspettate?

E' un caso che sopratutto le donne di quartieri poveri e senza opportunità cadono nel volgare? Nel sexy estremo? Nel esplicito troppo visivo e auditivo?

Capisco che è difficile comprendere da "dentro", ma rifletteteci.

febbraio 5, 2008 | Registered CommenterStefania

L´Italia che vivo io, e cioè il Sudtirolo, mi semnra lontanissima da quella descritta nei commenti sovrastanti. Qui le ragazze italiane e tedesche vestono allo stesso modo, se vogliono apparire lo fanno altrimenti no. Da qunto ho letto sembra che l´indosare una minigonna, o uno spacco, o una scollatura venga considerato solo un mezzo per ottenere risultati pratici, e allora questa si che sarebbe la vera pornografia. Credo invece che molte donne lo facciano principalmente per piacersi,o al limite per piacere a chi a loro interessa

febbraio 5, 2008 | Unregistered CommenterOscar Ferrari

Oscar, oh mein Südtirol... eine andere Welt!
Un mondo diverso!

Parliamo dell'Italia dopo quelle montagne, ok?

Infatti nel Südtirol tutto è ancora tranquillo, speriamo che rimanga cosi!

febbraio 5, 2008 | Unregistered CommenterStefania

Non so, non sono convinta. Se spogliarsi o cedere a compromessi è l'unico modo di far carriera, forse c'è qualcosa di sbagliato nel concetto di "carriera". Bada che io non difendo il maschilismo, ma l'atteggiamento di certe donne che non si ribellano e preferiscono cedere.

febbraio 5, 2008 | Unregistered CommenterMaria Carla

Anch'io non penso che sia l'unico modo.
Ma capisco che forse è quello più facile e più veloce.
Dove l'investimento paga più facilmente.

Sai, non credo che le donne tedesche (e prendo come esempio loro perchè le conosco meglio) siano cosi diverse da quelle italiane e che non abbiano i stessi sogni e desideri come le italiane... e lo stesso in Germania non ci sono le veline, non ci sono programmi, come quelli del quiz-show, dove c'è una "scossa" in cui la ragazza seminuda si esibisce. Non ci sono perchè la ragazza seminuda in un programma di sapienza non ha nulla da cercare.
Tanto quanto non hai ballerine, e le conduttrici strasexy, che non portano mutandine e vari episodi della televisione italiana.
Infatti qui le ragazzine non sognano di diventare veline o di andare seminude in TV.

Dunque devo dedurre che sia l'influenza della società.

Devo dedurre che la socializzazione italiana ha distrutto un passo in avanti che la maggior parte dei paesi europei ha fatto.
Non a caso pochi mesi fa la Times parlava della TV italiana maschilista con donne nude.... mica l'avranno detto a caso.
(non parliamo di Miss Italia che in Italia dura diverse serate e in Germania nessuno segue... )

Quello che mi fa arrabbiare e di mettersi lì e dire: "Sono le donne che si auto-discriminano."
Forse lo fanno perchè non la vivano più come discriminazione?
E se è cosi, perchè?
Cosa c'è di diverso nella società italiana da quella tedesca?

febbraio 5, 2008 | Registered CommenterStefania

Quello che dite è vero: la cultura dominante è maschilista, così le giornaliste mettono le scollature e le attrici fanno i calendari nude per avere successo (per non parlare della vicenda di vallettopoli dove pur di fare le vallette alcune ragazze andavano a letto con manager e politici).

Ma credo che le donne dovrebbero rifiutare questo stato di cose e far sì che come in Germania siano trattate al pari degli uomini. Se le donne assecondano i voleri dei maschi e non si ribellano al sistema per fare "carriera" in modo facile, non fanno altro che alimentare questo sistema maschilista.

Non a caso, come ha evidenziato di recente il Finalncial Time (http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/07_Luglio/15/financial_times_italia_donne_donne.shtml), l'Italia è il Paese del femminismo tradito...
Sono quindi le donne stesse che adeguandosi al sistema senza reagire si auto-denigrano.

Stefania, tu dici che io dicendo queste cose offendo le donne; io credo, invece, che le donne si offendono da sole e offendono la loro dignità quando piuttosto che impegnarsi nel loro lavoro e combattere affinché questo sistema maschilista giunga alla fine, preferiscono la strada più breve e abbondano fatta di scollature e minigonne!!!
Se le giornaliste invece di scollacciarsi fossero più professionali degli uomini e non scendessero a compromessi, se le attrici investissero tutto sulla loro bravura e sulla loro professionalità rifiutando di fare i calendari e se le ragazzine la smettessero di sognare di avere per marito un calciatore e quindi di fare la velina impegnandosi nello studio e nel lavoro e negli affetti, allora il sistema cambierebbe e ci sarebbe una vera rivoluzione culturale femminista.
Siccome molte donne preferiscono la via più breve della scollatura e dei tacchi a splillo, allora la cultura maschilista non sarebbe più dominante. Sottoscrivo in pieno, quindi, i commenti di Maria Carla!!!

febbraio 5, 2008 | Unregistered CommenterSalvatore Pettineo

Domanda:
Una donna che sa che può fare la giornalista al TG solo con un ampia scollatura, ci rinuncia? Perdendo così un occasione?

Io credo che è una posizione troppo facile, da uomo, mettersi rilassato e dire "e vabbeh, è una società maschilista, ma voi donne dovete rinunciare alla vostra carriera e non scendere a compromessi".

"Ma credo che le donne dovrebbero rifiutare questo stato di cose e far sì che come in Germania siano trattate al pari degli uomini."

Ma Salvatore, nemmeno in Germania sono pari agli uomini. Gli uomini nelle stesse posizioni guadagnano sempre di più. Spesso le donne non vengono assunte p.e. perchè potrebbero avere figli, ed in Germania significa un permesso fino a tre anni!
Ma seppur nemmeno lì c'è la pari-opportunità, in confronto con l'Italia sono all'avanguardia!

Rifiutarsi come?
Rinunciando a dei lavori che gli piacono (e ora parlo di giornaliste e conduttrici e non di veline), ai soldi di cui hanno forse bisogno per mantenere figli o famiglia?
Ma come ragioni?
Anzi, ragioni da "maschilista"!

"Se le donne assecondano i voleri dei maschi e non si ribellano al sistema per fare "carriera" in modo facile, non fanno altro che alimentare questo sistema maschilista."

Non ti è mai venuto in mente, che forse è il sistema che deve cambiare, e non le donne?
Che è la cultura anche maschile che deve cambiare? Il modo in cui i maschi italiani vedono le donne?
O credi che se ora in poi le donne si vestono tutte da suore, le cose cambiano?

Il problema è che oramai la società ha disegnato chiaro regole come una donna dovrebbe essere, significa che anche le donne spesso sono cresciute ed educate con questo pensiero. E dunque non conoscono nient'altro. Non conoscono diverso approccio alla femminilità e al mondo lavorativo. Dunque siamo arrivati al punto che le nuove generazioni, vivono come "normalità" certe discriminazioni, e tu credi che qualcuno s'impone contro qualcosa che gli sembra normale?

E' il discorso che Maurizio faceva l'altra settimana ad Andrea, parlandogli di culture e come queste influiscono sul modo di pensare ed agire.

febbraio 5, 2008 | Unregistered CommenterStefania

Insomma, qui si sta facendo largo l´opinione per cui per una donna il "farsi bella" con tacchi a spillo, scollature e svolazzi di gonna è un vergognoso cedimento al maschilismo imperante. Mi sembra di aver già visto questo film tanti anni fa, e altro non ha portato che al detto "la gnocca è di destra"

febbraio 5, 2008 | Unregistered CommenterOscar Ferrari

Ah no, non la penso cosi Oscar.

Ovviamente le donne il giorno d'oggi si vestono come hai detto tu sopratutto per piacersi.

Ma ci sono -purtroppo- dei business code. In Germania per esempio non è ben visto la donna scolata, con la donna troppo corta, vestita troppo sexy ecc. in ufficio. Ci sono regole ben precise come vestirsi e no, l'unica eccezione: il casual friday. Ci sono per esempio ricerche tedesche che dimostrano che per il C.V. è meglio avere una foto da criteri "maschili" (mento pronunciato, capelli tirati indietro ecc.).

E per questo che è devastante che in Italia una donna si deva far notare proprio per la sua bellezza, per aver successo deve sbottonarsi, anche quando non è necessario, anzi quando non è opportuno.
Voglio dire una cosa è vestirsi come si vuole per star bene, un'altra cosa è voler dimostrare serietà in p.e. una trasmissione televisiva. Una scollatura troppo a vista spesso nuoce alla serietà. Basta che guardi come si vestono le giornaliste internazionali più importanti.
In Italia però quando accendi il TG a volte vedi delle scollature, minigonne ecc. Ecco, a me questo non sembra normale, e deduco che deriva da una società ergo cultura maschilista.

Il ciò non sarebbe un problema, se fosse "naturale". Ma vedendo i massmedia italiani, e ne abbiamo già parlato qui... mi viene il dubbio che sia "normale", anzi mi sembra una cultura anormale.

Miglior esempio è proprio la già nominata "scossa" nel quiz-show, dove una ragazza mezza nuda si esibisce per mezzo minuto. Ecco che centra questo con un show di sapienza? A quel ora del giorno?
Niente. O me lo sai spiegare?

Non so se mi sono spiegata.
Fa solo parte di questa cultura italiana.

febbraio 5, 2008 | Registered CommenterStefania

Stefania, non voglio entrare in polemica, infatti io sono perfettamente d'accordo con te: è il sistema che deve cambiare, non le donne!!!
Ma come può cambiare il sistema se le donne (ovviamente non tutte) non fanno nulla per cambiarlo?

Tu dici giustamente: possono le donne perdere carriere e denaro pur di non mettere una scollatura? In Italia per lavorare occorre essere scollacciati e allora si scollacciano (sempre le giornaliste del nostro esempio).
Credi che così facendo il sistema cambi? Io penso invece che così facendo il sistema si rinforzi!!!

Quelle giornaliste che non verrebbero assunte perchè vestite decentemente (non da suore!) dovrebbero organizzarsi e far sentire la propria voce, denunciare il tutto agli organi competenti perchè vengono violate le norme sulle pari opportunità, creare un network di informazione composto solo da donne molto più professionale e all'avanguardia di quelli tradizionali, ecc, ecc...
Certo, mi rendo conto che all'inizio tutto ciò sarà duro e difficile, ma allora come si pensa di far cambiare il sistema e far mutare la cultura maschilista in una "cultura delle pari opportunità"?
Di certo non facendo la gara a chi ha la scollatura più lunga per essere in video nel TG delle 20:00! Perchè se si segue questa strada, i caporedattori continueranno ad avere una cultura maschilista, il pubblico si abituerà (e lo ha fatto) a pensare che le donne in Tv sono solo delle ochette che stanno lì per attirare pubblico a cui qualcuno scrive i testi. Ecco, è così che il sistema resterà immutato...

L'esempio della "scossa" calza a pennello. Perchè una ragazza dovrebbe accettare di fare un balletto svestita in un programma a quiz? Se tutte le ragazze si rifiutassero di fare quel ruolo, ma anzi lottassero per poter presentare un programma di quiz, allora il sistema potrebbe iniziare a cambiare, ma fintanto che ci saranno ragazzine che accettano di auto-denigrare il proprio corpo e la propria sessualità in questo modo, il sistema resterà maschilista.
Non è facile mettere in atto una protesta del genere, ma non mi pare che nessuno ci abbia mai provato... C'è qualcuno che ha avuto da ridire sul fatto che i presentatori della Tv italiana sono per lo più maschi e che al contrario le ballerine, le veline, le letterine, quelle che fanno "la scossa" e simili aumentano sempre di più?

Tu dici: "Il problema è che oramai la società ha disegnato chiaro regole come una donna dovrebbe essere, significa che anche le donne spesso sono cresciute ed educate con questo pensiero. E dunque non conoscono nient'altro. Non conoscono diverso approccio alla femminilità e al mondo lavorativo. Dunque siamo arrivati al punto che le nuove generazioni, vivono come "normalità" certe discriminazioni, e tu credi che qualcuno s'impone contro qualcosa che gli sembra normale?"

Quello che dici è verissimo, ma non si può utilizzarlo come giustificazione...
Perchè se nessuno si ribellasse mai al "normale", la nostra società sarebbe immobile e non ci sarebbe mai nessun cambiamento in nessun campo. Infatti, tutto ciò che accade di routine è considerato normale e quindi tutto resterebbe per sempre uguale a sè stesso...
Ma allora, come mai la nostra società si evolve?
Mi spiego meglio: perchè negli anni '70 sono nati i movimenti femministi visto che, come dici tu, per le donne di allora era normale fare solo la mamma?

Il discorso è molto complesso e io penso di aver capito qual è il problema che ti e hai perfettamente ragione, ma io continuo a pensare che se la nostra cultura oggi è maschilista, in parte è anche colpa delle donne che, come dice il Financial Time, hanno tradito il femminismo arrendendosi alla cultura maschilista italiana...

Probabilmente, come dici tu, sto sbagliando tutto perchè il mio pensiero è "offuscato" dalla cultura maschilista, ma io metto in relazione due tipi di donne:

- una che lotta per far valere i suoi diritti rendendosi conto che quello che nel nostro Paese è normale, in realtà è una discriminazione nei suoi confronti e che sicuramente troverà delle enormi difficoltà nel suo cammino, ma consapevole che il suo operato andrà a beneficio delle figlie e di tutte le donne che la seguiranno perché avrà contribuito a cambiare il sistema…
- un’altra che per avere la vita facile e trovare un bel posto di lavoro allunga le scollature e accorcia le gonne senza provare nemmeno a cercare di cambiare il sistema perché ritiene "normale" che per stare in Tv una donna debba spogliarsi…

Tra le due io voto per la prima!!! ;-)

febbraio 5, 2008 | Unregistered CommenterSalvatore Pettineo

Scusate se mi sono dilungato un pò troppo nel mio commento precedente (nessuno lo leggerà mai tutto...), ma vorrei far capire bene il mio punto di vista...

febbraio 5, 2008 | Unregistered CommenterSalvatore Pettineo

Ragazzi che dibattito! Degno di 'porta a porta'. Sotto al mio postato una commentatrice, Joy, ha inserito un link molto interessante. Parla di un uomo che si è trovato a vivere una vera e propria dipendenza da materiale pornografico. Egli dice delle immagini che più lo attraevano: le donne dovevano essere umiliate, violentate, picchiate. Scaricavo filmati, filmati lunghi, mi "divertivo" a craccare i si siti a pagamento, come una specie di piccola vendetta, e poi li guardavo alla ricerca di quella espressione, quella espressione particolare, vera, di dolore, di umiliazione, uno sguardo, un unico fotogramma. Guardavo cose, cose che non farei mai, e che non vorrei mai vedere nella realtà, cose che però guardate su Internet diventano eccitanti". Il suo mi pare un punto di vista rappresentativo: il sesso pornografico appare caratterizzato sempre più da contenuti estremi, violenti e umilianti: donne con la testa nel cesso, sodomizzazioni multiple, dilatazioni di orifizi e trachee, simulazioni di stupro. La donna appare degradata ad oggetto. Ma questo è chiaramente il ruolo a cui la condanna un'ideologia maschilista, spesso ottusamente sessista cui la donna per debolezza, bisogno o plagio si presta. Non credo che ci sia un sano professionismo come sostiene Salvatore dietro certa pornografia. Prestarsi a simili violenze -anche quando consensuali- mi pare un errore specialmente se queste violenze diventano 'pubbliche' e avallano l'immagine di una donna oggetto su cui fare violenza è normale.

febbraio 6, 2008 | Unregistered Commenterfabrizio

@ Fabrizio: Che dietro la pornografia ci sia in ogni caso un sano professionismo non è sempre vero, ma io credo che la finzione giochi un ruolo fondamentale nei video porno.
Tu dici che l'ultima frontiera del porno è il sesso estremo, citi donne con la testa nel cesso, sodomizzazioni multiple, dilatazioni di orifizi e trachee, simulazioni di stupro,...
A mio giudizio, molto di tutto questo è finto, un pò come le scazzottate nei film, il sangue che si sparge nelle sparatorie, le cadute dal quinto piano, ecc, ecc...
E' innegabile, tuttavia, che ci sia un legame tra pornografia e violenza sule donne. Come ho detto in un commento all'articolo di Stefania, una cosa è parlare della showgirl che volotariamente mette la minigonna e la scollatura alimentando inconsapevolmente il maschilismo presente nella nostra società, un'altra è parlare di violenze sessuali...
Anche se i due aspetti, almeno in piccola parte, potrebero avere una relazione perchè occorre cambiare l'universo valoriale, culturale e comportamentale che in molti casi è la causa delle violenze.
Allora, escludendo i maniaci sessuali e chi ha problemi mentali o devianze particolari, molto probabilmente riducendo i corpi nudi in TV, qualcosina cambierebbe...
Tuttavia, la questione della vioilenza sulle donne è un tema molto delicato di cui è difficile trovare la soluzione. Proporre nei media modelli femminili più sobri (senza prestare attenzione alla pornografia) inciderebbe solo per una minima parte...

febbraio 6, 2008 | Unregistered CommenterSalvatore Pettineo

@Salvatore: finto? l'unica cosa finta che trovi sicuramente è l'espressione di beatitudine sulle facce degli attori/atleti, la cui credibilità è direttamente proporzionale alle doti di recitazione del soggetto.

Simulare in maniera credibile, con tecniche digitali, modellini in scala o che altro volete, compenetrazioni di parti del corpo richiederebbe budget troppo alti per questo tipo di mercato.....Già oggi i trucchi visivi di Independence Day o di Spiderman (quello con Willem Dafoe nei panni di Goblin) mostrano la corda......e non sono certamente produzioni low cost!

febbraio 7, 2008 | Unregistered CommenterMaurizio2

E infatti la risposta di Maurizio è anche la mia. Qui è tutto vero purtroppo, non si usa il succo di pomodoro...

febbraio 7, 2008 | Unregistered Commenterfabrizio

Quello che intendevo dire è che si recita molto di più di quanto si pensi in tutte le scene di porno. Nessun godiemento c'è da parte dei soggetti interessati che simulano orgasmi, che urlano per finta, che fanno espressioni tali da far sembrare che lo scopo della vita si fare sesso in quel modo...
Tutto il resto è frutto di allenamento e di capacità di resistenza... E se i maschi prendono il viagra, le donne assumono anti-dolorifici...

Non volevo dire che ci sono gli effetti speciali, ho usato termini quali "scazzottate nei film, sangue che si sparge nelle sparatorie", le cadute dal quinto piano" per rendere l'idea. Probabilmente è stato fuorviante...

Cmq concordo sul fatto che tutto questo alimenta il circuito della violenza sulle donne e contribuisce a rinfornzare la cultura maschilista della donna-oggetto.

febbraio 7, 2008 | Unregistered CommenterSalvatore Pettineo

Salvatore, non ho capito la tua ultima posizione.

febbraio 7, 2008 | Unregistered CommenterJOY

Non sono molto d'accordo sulla distinzione erotismo-pornografia basata sulla presenza-assenza di sentimento. Credo che si possa desiderare un rapporto erotico con una persona con cui ci sia un forte feeling sessuale, quindi con prevalenza di attrazione sessuale rispetto ad altri tipi di attrazione, anche in assenza di Amore, senza per questo scadere nella pornografia o dover per forza in questo caso parlare di svilimento della dignità della donna o dell'uomo. Purchè, chiaro, questo tipo di rapporto sia liberamente condiviso da emtrambe le parti. Altra cosa è il desiderare di fare sesso con chiunque e comunque, solo per soddisfare un istinto fisico, che è la base della pornografia, la non scelta, il sesso svilito esso stesso, la mercificazione del sesso, questo credo, sia pornografia.
Elena

febbraio 8, 2008 | Unregistered CommenterElena

Elena, sai che da questo punto di vista non l'avevo ancora letto l'articolo.

Sarebbe da farci una riflessione.

febbraio 10, 2008 | Unregistered CommenterLune

E' che non credo che il sesso di per sè sia pornografia; è sesso e basta, e fa parte delle tante sfaccettature della natura umana. Come per ogni cosa, credo che sia l'uso che se ne fa e che si tenta di proporre a renderlo eventualmente "pornografico". Può essere molto più pornografico lo spot di un gelato, in cui il sesso stesso viene svilito e commercializzato, che un film erotico in modo spinto. Quello che disturba nella pornografia vera è propria è il fatto che del sesso emerge solo l'aspetto degradante, che non avrebbe di per sè. Nella pornografia è il sesso ad essere privato di dignità, non le persone.
Elena

febbraio 10, 2008 | Unregistered CommenterElena

Dunque condividi l'opinione di Maria Carla? (vedi suo articolo)

febbraio 10, 2008 | Registered CommenterStefania

La condivido in pieno
Elena

febbraio 10, 2008 | Unregistered Commenterelena

:)

febbraio 10, 2008 | Unregistered CommenterStefania

non so perché, mi viene in mente un a qualsiasi tribù africana o del sud america, dove le donne girano tranquilla mente a seno scoperto. a volte anche gli uomini sono nudi.
credo che il punto di vista e la cultura, giochino un ruolo fondamentale nella pornografia e nella considerazione della donna.

febbraio 12, 2008 | Unregistered Commenterperlinavichinga

L'erotismo è allusivo, la pornografia è tautologica. Non credo però che una discriminante sia per forza l'amore. Ho visto porno dove i protagonisti si amavano e ho visto film erotici pieni di sadismo e disprezzo verso il corpo umano. La mercificazione della donna è anche nell'erotismo (penso al feticismo di Histoire d'O). C'è un bellissimo saggio di Barthes su il sistema letterario di de Sade e i pornogrammi. Anche la pornografia, in fondo, rientra in una sua retorica combinatoria. Penso anche alla divertente Bustina di Minerva di Umberto Eco su come riconoscere un film pornografico.

marzo 9, 2008 | Unregistered Commenterpears

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