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Dic 0716

Prestiti 2.0: arriva in Italia il Social lending. Ecco come funziona

Pubblicato da Eleonora, Blogosfere Staff alle 08:00 in Economia e Cittadino, Innovazioni & Processi, Tendenze & Scenari


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Ci ha contattato Andrea Girelli di Boober.it per spiegarci un nuovo fenomeno di Finanza2.0, il Social lending, appena sbarcato in Italia. Pubblichiamo di seguito il post che ci ha inviato e rimaniamo in attesa di un vostro parere

Prestito sociale, prestito 2.0, prestito peer-to-peer, chiamatelo come volete, rimane il fatto che il Social Lending, da poco più di un mese nel nostro paese, è un fenomeno in forte crescita e di sicuro interesse per gli utenti privati.
 
In ogni ambito del web, sia esso ludico, economico, informativo, 2.0 è sinonimo di contatti, di community, di relazioni dirette, di peer-to-peer. Social Lending significa proprio questo: prestiti tra privati, prestiti diretti, online e senza alcuna intermediazione se non quella delle piattaforme che offrono il servizio. E senza alcuna intermediazione. Che in altre parole vuol dire vantaggi per tutti, quindi tassi d’interesse migliori.
 
Ma c’è un’altra parola molto più potente che attrae gli utenti: è libertà. Già, libertà. Perché senza condizioni imposte da banche o istituti di credito, l’utente, sia esso un richiedente (borrower) o un finanziatore (lender), torna in totale possesso della propria autonomia. E tutto questo vedendo ridotti i costi relativi all’attività di prestito, ossia eliminando parte di quelle spese – onerose per lo più - che facevano la fortuna di banche e istituti di credito. Sì, ma nella pratica?

Ok, vediamo nel concreto come funziona e per farlo prendiamo ad esempio il Social Lending di Boober.it , che è stato il primo servizio per prestiti peer-to-peer (p2p) ad aprire in Italia. Frutto di una joint-venture fra la bergamasca Centax e l’olandese Boober International, questa e-Bay del credito al consumo è attiva dal 13 Novembre 2007.

Ecco come funziona. Chi richiede un prestito decide tutte le condizioni del finanziamento: ammontare, tasso d’interesse e durata. Dopodichè pubblica sul marketplace online la propria richiesta. I finanziatori prendono visione di tutte le proposte pubblicate e aderiscono solo a quelle ritenute vantaggiose. Tutto qui. Semplice, trasparente e senza costosi intermediari.
 
Iscriversi a Boober come richiedente costa 19,95€ una tantum più una commissione sui prestiti erogati che varia, in base al rating, tra l’1,5% e il 3% dell’ammontare richiesto. Registrarsi come finanziatore costa 9,95€ all’anno – ma per tutto il 2008 l’iscrizione è gratuita - a cui si deve aggiungere una commissione pari al 10% degli interessi percepiti.
 
I rischi di ritardati o mancati pagamenti da parte dei richiedenti sono in capo ai finanziatori. Tuttavia Boober e Centax hanno posto in essere diverse soluzioni per minimizzare tali rischi: per prima cosa gli utenti richiedenti sono selezionati e a quelli accettati viene assegnato un indicatore di rischio, che può assumere 6 diversi livelli da AAA fino a D. Inoltre il rischio viene diversificato suddividendo su almeno 10 prestiti il totale messo a disposizione (e comunque non è possibile prestare più di 500€ per singola richiesta). Infine, Boober garantisce i prestiti erogati in una percentuale legata all’indicatore di rischio del richiedente e, nei casi di mora o inadempienza, attiva la procedura di recupero crediti, senza alcuna spesa aggiuntiva per i creditori.
 
Insomma il Social Lending sembra essere bello anche nella pratica, almeno su Boober.it. Staremo a vedere. Di certo è un fenomeno da tenere sott’occhio, un'alternativa che può catalizzare su di sé l'interesse di molti utenti privati.

E voi cosa ne pensate? 

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Commenti

1. salvatore condorelli, Giovedì 20 Dicembre 2007 ore 10:54

Mi spiace dirlo, ma credo che la cosa non abbia un gran futuro. Innanzitutto pagare una commissione tra l'1,5 ed il  3 p.c. mi pare un'enormità. Chi ha buone capacità di credito non vedo perchè debba sottoporsi, oltre agli interessi, ad una simile gabella. e poi ho paura che nonostante l'importo assai ridotto della somma da erogare a ciascun finanziato, il maggiore introito sarà per la società di recupero crediti. Insomma credo che le insolvenze saranno tali e tante da uccidere in breve l'iniziativa

2. Andrea, Lunedì 24 Dicembre 2007 ore 20:52

A me invece sembra un'ottima idea. Finalmente smetteremo di dare soldi alle banche ed alle finanziarie!

Penso sia vantaggioso sia per chi offre denaro (quali sono i tassi di rendimento attivi che otteniamo??) sia per chi lo richiede, che oggi paga tassi d'interesse molto elevati. Ciao a tutti e buon Natale

3. gabriele graziani, Mercoledì 26 Dicembre 2007 ore 10:07

Minicrediti, banca etica e altre simili iniziative servono ad aprire quelle fortezze quasi inespugnabili, come le banche, che sono alla base di tanti disastri sociale. A volte basta la fiducia anche piccolissima  per cambiare la vita di una persona

4. Giovanni, Domenica 30 Dicembre 2007 ore 11:13

Trovo molto interessante questa iniziativa!
Sempre più spesso le persone per richiedere finanziamenti e prestiti si affidano al web. Io ho trovato questo sito interessante http://www.loanprestiti.it e spero possa essere utile anche a voi.

5. Lazo, Mercoledì 2 Gennaio 2008 ore 10:14

Ma scusa Giovanni, stiamo parlando di Social Lending, ossia di prestiti senza intermediazione o con intermediazione ridotta al minimo, e tu ci metti il link di un sito di intermediazione finanziaria?... bah.

L'iniziativa di Boober mi piace perché è piuttosto agile e chiara. Non so se c'è da gudagnarci. Di certo non sarà sufficiente per abbattere il sistema bancario, ma è comunque un'ottima alternativa.

6. Antonio, Sabato 5 Gennaio 2008 ore 14:42

Ritengo che il social lending rivoluzionerà il mondo dei piccoli prestiti. Boober, in Italia, non è l'unica realtà attiva nel settore.  Anche Zopa è una piattaforma che offre lo stesso tipo di servizi a costi differenti. In rete ho trovato un interessante articolo che mette a nudo le differenze tra le due società con particolare riferimento ai vantaggi per i prestatori e i richiedenti e ad i costi cui sono soggetti. Spero possa contribuire a chiarire alcuni aspetti del social lending, ecco il link all'articolo: "Social lending: vantaggi per i prestatori e per i richiedenti".

7. Maurizio, Martedì 8 Aprile 2008 ore 12:41

Mi sono posto un problema: i tassi interessi che si applicano al prestito, anche se fossero concordati, ove siano superiori al tasso di interesse legale, sarebbero da concordarsi per iscritto (art. 1284 c.c.); ma se superano una certa soglia, che ora non ricordo, sono usurari! Il che esporrebbe chi presta sia ad una possibile denucia, sia al rischio di non vedersi riconosciuti gli interessi. Stiamo attenti, il prestito tra privati è un mutuo e come tale è regolato dal codice civile, mentre il credito al consumo è appannaggio di intermediari iscritti all'albo. Nessuno regale niente...

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