venerdì, 01 febbraio 2008, ore 17:45

Fernandel-Don_CamilloCacca e preti, può sembrare un binomio che non c’azzecca nulla, e di norma è così, ma questa volta il paz cercherà di farlo combaciare.

Partiamo dal presupposto che dal mio punto di vista il prete è una professione, di fede, ma pur sempre una professione, tanto quanto lo era quella di Moana Pozzi, intendo dire, che anche la sua era, è, una professione, e in un certo qual modo, di fede pure quella, quindi incastrarmi con perbenismi o moralismi non serve a nulla.

Detto questo partiamo. Mi trovavo anche stamattina, come anche ieri, a casa della nonna, questa volta per un tagliando di sicurezza al letto che giusto ieri le avevo montato. Un veloce checkup al giaciglio per evitare che eventuali guasti improvvisi o cedimenti strutturali trascinassero lei all’ospedale e me in tribunale per procurate lesioni gravissime, due chiacchiere per sincerarsi che brontolasse (se non brontola o non protesta contro qualcuno o qualcosa allora vuol dire che la situazione è grave) e poi via, verso il ricettacolo in cui si pratica l’arcaica arte della defecatio, il cesso insomma, che la mattina ormai volgeva al termine e come dice il detto: Defecatio matutina bona tam quam medicina, o anche: Cacatio matutina est tamquam medicina, che non serve che traduca perché penso risulti chiarissimo.

Ero dunque in profonda crisi mistica dal momento che da ieri sta cazzo di “medicina” non m’era mica arrivata, e lo pancino dolor facea. Contemplavo assorto in un trip il capovolgersi dei vestiti nel cestello della lavatrice che andava davanti ai miei occhi paragonandolo alla vita, un giorno va così, il giorno dopo tutto si capovolge. Vedete come una lavatrice e un water possano essere spunto di altissima filosofia?

Dicevo, ero li, e avvertivo la stessa sensazione che deve aver provato Picasso prima di dar vita al guernica, o Dalì prima di creare il Grande masturbatore (non ridete idioti ignorantoni, andate a verificare…cazzolina) oppure la Persistenza della memoria, o come Leornardo, che l’era un bischerone goliardico secondo me, quindi si sarebbe andati d’accordo, mentre stava per dar vita alla Gioconda, o monna lisa, come dir si voglia, insomma, l’ero li, intendo a dimenar lo cervello con lo sguardo perso in si fatto cestello, che roteava e roteava, poi un vuoto, eureka, la nebbia nuovamente nel cervello. Totale di tutta l’impresa, comprese le connessioni casalingo filosofiche, 4 minuti netti.

Il singolar evento però mi si para in tutto lo sconcerto che il mio candido cuore può provare nel esatto momento in cui riapro la soglia del sacro ricettacolo, perché scorgo, sul letto a fianco a quello della nonna, un lumino, sapete di quelli, che, Dio non voglia, si mettono davanti ai loculi, o che si possono accender in chiesa, per rendere grazie all’invisibile pagando però con del tangibilissimo e visibilissimo danaro? Ecco, era li, posato e belle e acceso sul letto, e tutt’intorno un’altarino improvvisato. Che mi venga un colpo, un pinguino, voglio dire, un prete? Come ha fatto un prete ad arrivare li? Cioè, io non ho sentito campanelli, sono stato al bagno 4 minuti netti, e quando esco c’è un prete accampato in una sorta di pic-nic eucaristico fai da tè sul letto di mia nonna e con tanto di cerino rosso, stile estrema unzione o rendiamo grazie a Dio, insomma, sapevo che mia nonna e la chiesa erano tutt’uno, che uno dei suoi migliori amici era uno dei più famosi esorcisti (non lasciatevi mai trascinare da ragazzini, nella tentazione di chiedere all’amico di vostra nonna, esorcista, che cosa succede, A perché non vi dirà nulla o quasi, B quel poco che vi dirà, vero o no vi farà cagare sotto come la peggiore delle dissenterie che possiate anche solo immaginare), sono cosciente del fatto che la sua radiolina da comodino ha la rondella delle frequenze ossidata su radio maria, che estrarre Excalibur, o la spada di San Galgano, o il petrolio dal mio giardino sarebbero imprese nettamente più semplici, ma da qui, a far materializzare un prete con tutto il kit da messa d’emergenza al suo cospetto mi sa di arte oscura, molto oscura. Preso atto che il prete non avrebbe detto qualche semplice preghierina, come prima di andare a letto, ma avrebbe anche letto brani dal vangelo ecc ecc, una quasi messa tet a tet in cui non avevo certo intenzione di figurare come chierichetto, ragion per cui sono fuggito dalla porta posteriore…caffè con un amico e poi diritti a Media World a sbavare su un poco di tecnologia…

Adesso ho paura di andare in bagno, me la sto tenendo….


paz83
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Commenti
#1   01 Febbraio 2008 - 18:44
 
di solito la gente mentre sta sul water legge cose che sono state scritte ad una scrivania;
ora, sarĂ  l'effetto lavatrice ma... seduta alla scrivania, sto leggendo delle parole pensate sul water;
questi sono i miracoli del paz;
a..
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#2   01 Febbraio 2008 - 19:11
 
eh, vedi te che robe..è il sommo potere del paz, dopo tutto come ho scritto le cose spesso si capovolgono..e non ti sei lamentata della lungaggine del post..stupendo..
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#3   01 Febbraio 2008 - 19:37
 
Complimenti..e' molto bello qui :)

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#4   01 Febbraio 2008 - 22:55
 
Bellino quello che hai scritto.
Però una cosa te la dico: m'hai rotto! Offenditi... =p

NAMELESSNAME
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#5   02 Febbraio 2008 - 00:12
 
mo perchè mai dovrei..hihi? Un bacio Name!
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#6   02 Febbraio 2008 - 07:19
 
No dopo il mio post di ieri non mi puoi fare sto post XD
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#7   02 Febbraio 2008 - 12:01
 
@cernobil: ti giuro che è stato del tutto casuale, dopo tutto la chiesa e la fede impregnano le nostre vite..hihi
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#8   02 Febbraio 2008 - 14:45
 
Defecatio cerebris...
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#9   02 Febbraio 2008 - 16:02
 
Attento che vale anche:

defecatio meridiana, neque bona neque sana :)
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Commenti
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