Durante i primi giorni di conflitto, essendo in pieno agosto, non ho avuto modo di seguire con attenzione gli avvenimenti che si stavano verificando nel Caucaso, ma ascoltando i media occidentali, venne fuori apertamente che si trattava di un'aggressione russa alla Georgia. Solo attraverso un’informazione più accurata ed ampia, ho avuto modo di approfondire la questione. Si capisce chiaramente come l’occidente o meglio i media occidentali abbiano scelto fin dall’inizio del conflitto a chi assegnare torti e ragioni, omettendo spesso verità non trascurabili, come il fatto che la presenza di militari russi in Ossezia ha una funzione di peacekeeping e si inserisce in un programma di pacificazione concordato a livello internazionale. Certamente la reazione militare russa è stata durissima, d’altro canto questo è un elemento innegabile in un conflitto, ma la guerra in Caucaso ha inizio con l’attacco georgiano all’Ossezia del Sud ed alle truppe russe, quest’ultime ribadisco erano presenti in quei territori con un mandato internazionale di interposizione. I mass media russi, stampa, TV, radio ed internet sono tra l’altro meno schierati con il governo di quanto i mezzi di informazioni occidentali li dipingano. Basti pensare ai rinomati analisti come Vladimir Pozner o come la fondazione Carnegie di Mosca che hanno un atteggiamento più collaborativo con gli USA e l’Europa e sicuramente queste voci erano ancora più forti sotto la presidenza Eltsin di quanto non lo siano oggi, ma comunque continuano ad avere un ruolo determinante nel panorama mediatico russo. Ritornando al tema centrale dell'articolo, c’è da dire che il mondo non ha saputo che tra il 7-8 agosto, le truppe georgiane hanno aggredito l’Ossezia del Sud radendo al suolo la città di Tskhinvali e uccidendo quasi 3.000 civili. Come è possibile che l’opinione pubblica mondiale non abbia saputo niente di ciò che la dirigenza russa ha definito con santa ragione Genocidio? Allo scoppio della guerra molti analisti russi hanno dichiarato: “Stiamo perdendo la guerra dell’informazione” ed in effetti l’8 agosto la CNN riportava “La Russia invade la Georgia”. Nelle prime ore di conflitto il compito principale dei media è stato sorvolare sulla notizia dell’aggressione georgiana e scaricare ogni responsabilità a Mosca. L’attacco georgiano all’Ossezia del sud ed alle truppe russe e la conseguente risposta russa, si è conclusa con il riconoscimento da parte di Mosca delle due repubbliche georgiane di Abkhazia e Ossezia del sud. Il conflitto in questione, per la prima volta dopo l’ex URSS ha mostrato al mondo una recuperata azione militare di Mosca e senza manifestare il minimo timore nei confronti degli Stati Uniti. Naturalmente la Russia forte del precedente del Kosovo, ha intrapreso quest’azione a difesa dei territori secessionisti. Già nel 2006 il Ministro degli esteri russo aveva più volte avvertito Condoleeza Rice e l’Europa che un riconoscimento del Kosovo avrebbe costituito un precedente pericoloso per il Caucaso. La crisi georgiana va letta comunque in profondità e le contraddizioni georgiane sono emerse non solo a seguito della risposta del Cremlino, ma soprattutto a causa dell’affermazione del progetto georgiano ultranazionalista, che ha inteso applicare in un territorio plurietnico e plurilinguistico, un’identità omogenea a tutti i costi. Oggi sembra che l’accordo sul piano di pace presentato dalla Francia firmato da Tblisi e Mosca potrebbe essere il primo passo verso una distensione ma i negoziati con la Polonia per la costituzione del progetto dello scudo spaziale potrebbero portare nuove tensioni con il Cremlino. mercoledì 17 settembre 2008
La crisi del Caucaso e la guerra dell’informazione.
Durante i primi giorni di conflitto, essendo in pieno agosto, non ho avuto modo di seguire con attenzione gli avvenimenti che si stavano verificando nel Caucaso, ma ascoltando i media occidentali, venne fuori apertamente che si trattava di un'aggressione russa alla Georgia. Solo attraverso un’informazione più accurata ed ampia, ho avuto modo di approfondire la questione. Si capisce chiaramente come l’occidente o meglio i media occidentali abbiano scelto fin dall’inizio del conflitto a chi assegnare torti e ragioni, omettendo spesso verità non trascurabili, come il fatto che la presenza di militari russi in Ossezia ha una funzione di peacekeeping e si inserisce in un programma di pacificazione concordato a livello internazionale. Certamente la reazione militare russa è stata durissima, d’altro canto questo è un elemento innegabile in un conflitto, ma la guerra in Caucaso ha inizio con l’attacco georgiano all’Ossezia del Sud ed alle truppe russe, quest’ultime ribadisco erano presenti in quei territori con un mandato internazionale di interposizione. I mass media russi, stampa, TV, radio ed internet sono tra l’altro meno schierati con il governo di quanto i mezzi di informazioni occidentali li dipingano. Basti pensare ai rinomati analisti come Vladimir Pozner o come la fondazione Carnegie di Mosca che hanno un atteggiamento più collaborativo con gli USA e l’Europa e sicuramente queste voci erano ancora più forti sotto la presidenza Eltsin di quanto non lo siano oggi, ma comunque continuano ad avere un ruolo determinante nel panorama mediatico russo. Ritornando al tema centrale dell'articolo, c’è da dire che il mondo non ha saputo che tra il 7-8 agosto, le truppe georgiane hanno aggredito l’Ossezia del Sud radendo al suolo la città di Tskhinvali e uccidendo quasi 3.000 civili. Come è possibile che l’opinione pubblica mondiale non abbia saputo niente di ciò che la dirigenza russa ha definito con santa ragione Genocidio? Allo scoppio della guerra molti analisti russi hanno dichiarato: “Stiamo perdendo la guerra dell’informazione” ed in effetti l’8 agosto la CNN riportava “La Russia invade la Georgia”. Nelle prime ore di conflitto il compito principale dei media è stato sorvolare sulla notizia dell’aggressione georgiana e scaricare ogni responsabilità a Mosca. L’attacco georgiano all’Ossezia del sud ed alle truppe russe e la conseguente risposta russa, si è conclusa con il riconoscimento da parte di Mosca delle due repubbliche georgiane di Abkhazia e Ossezia del sud. Il conflitto in questione, per la prima volta dopo l’ex URSS ha mostrato al mondo una recuperata azione militare di Mosca e senza manifestare il minimo timore nei confronti degli Stati Uniti. Naturalmente la Russia forte del precedente del Kosovo, ha intrapreso quest’azione a difesa dei territori secessionisti. Già nel 2006 il Ministro degli esteri russo aveva più volte avvertito Condoleeza Rice e l’Europa che un riconoscimento del Kosovo avrebbe costituito un precedente pericoloso per il Caucaso. La crisi georgiana va letta comunque in profondità e le contraddizioni georgiane sono emerse non solo a seguito della risposta del Cremlino, ma soprattutto a causa dell’affermazione del progetto georgiano ultranazionalista, che ha inteso applicare in un territorio plurietnico e plurilinguistico, un’identità omogenea a tutti i costi. Oggi sembra che l’accordo sul piano di pace presentato dalla Francia firmato da Tblisi e Mosca potrebbe essere il primo passo verso una distensione ma i negoziati con la Polonia per la costituzione del progetto dello scudo spaziale potrebbero portare nuove tensioni con il Cremlino. lunedì 7 luglio 2008
Pitagora e la Simbologia Massonica

Ma la domanda che qui ci si pone è quella di capire che legame c’è tra l’insegnamento di Pitagora che visse nel VI secolo a.C. e la Massoneria che nasce invece ufficialmente nel XVIII secolo d.c..

Il simbolo pitagorico del Tetractis nella sua forma schematica di triangolo equilatero coincide perfettamente con la forma schematica del Delta massonico.
Il Delta che è insieme al sole ed alla luna uno dei lumi sublimi della società dei liberi muratori come dice il rituale dell’apprendista, si trova nei lavori di primo grado tra i simboli del sole e della luna dietro il saggio del Venerabile, mentre nei lavori di secondo grado è sostituito dalla stella fiammeggiante. Le rispettive età iniziatiche dell’apprendista e del compagno corrispondono a questa sostituzione. Ne deriva, una stretta connessione tra i due simboli e siccome la stella a cinque punte è simbolo tanto dell’antico sodalizio pitagorico che della Massoneria, ne risulta confermata l’identificazione del Delta massonico con la Tetractis pitagorica.Tra i simboli muratori, non compare invece nessun simbolo cristiano, neppure la Croce, ed è naturale, solo simboli di mestiere e simboli geometrici, architettonici e numerici. Se il simbolo massonico avesse un carattere cristiano, esso sarebbe un simbolo isolato, spaesato e non si comprenderebbe l’esistenza in Massoneria.
La massoneria eredita dalla dottrina di Pitagora molti simboli.
L’operazione di sviluppo e perfezionamento spirituale nella tradizione muratoria ed in quella ermetica, si chiama La Grande Opera, da compiersi secondo le norme dell’arte.
In entrambe le tradizioni è espressa mediante un simbolismo, rispettivamente muratorio-geometrico ed alchemico. La materia prima è la pietra grezza, ossia il novizio libero muratore ed è quindi una materia già scelta e giudicata atta a tale scopo. Questa pietra grezza va sgrossata, squadrata e levigata sino ad assumere la forma della pietra cubica della maestria. Strumenti di questo lavoro sono la squadra ed il compasso; il lavoro va compiuto passando dalla squadra al compasso ossia dalla rettitudine alla misura e tra squadra e compasso che è quanto dire segretamente, poiché si tratta per la natura stessa dell’operazione di un travaglio interiore ed intimo.Non è facile rintracciare i legami tra la filosofia ermetica e la Massoneria. Secondo quanto riferisce Apuleio, Pitagora diceva che non da ogni legno si deve scolpire un mercurio ed analogamente per la Massoneria non qualunque profano può divenire un Massone e non tutti gli apprendisti e compagni possono divenire dei Maestri, perché si tratta di sviluppare un dono naturale e non di creare dal nulla e non esiste un’arte che possa fare un Paganini di chi non è fornito dell’orecchio necessario.
Anche il Pitagorismo come la Massoneria, ha per scopo questa grande opera di edificazione spirituale, anche se si incontra la difficoltà del mistero e del segreto, aggravata dalla scarsezza degli scritti e documenti pitagorici pervenuti a noi.
Il nostro grande concittadino Dante Alighieri si ispira manifestatamene al concetto della Tetractis o quaderno pitagorico, del Delta luminoso Massonico (vedi Par. XVII, 37-39). Egli si ricollega nella sua suprema visione al nobilissimo filosofo Pitagora facendo uso della stessa parola, dello stesso simbolo e dello stesso concetto. L’insegnamento da trarre oggi, è il dovere di contribuire a richiamare gli adepti sparsi su tutta la superfice terrestre al nobile e secolare compito della fratellanza: dare luce a chi bussa alla porta del tempio e condurre gli eletti verso la perfezione.
mercoledì 14 maggio 2008
L'Europa tra politiche di integrazione ed Islam
L’integrazione rappresenta oggi una sfida per l’intera Europa e per tutte le forze politiche sia conservatrici che progressiste, proprio perché il concetto se travisato o interpretato in maniera scorretta, può generare diffidenza sia per i cittadini di un determinato paese che per gli immigrati e pertanto si spera in un dialogo ed in una condivisione di idee che non possono essere come spesso accade soprattutto in Italia, di cancellare quello che è stato fatto dal governo precedente. Oggi, la Germania è il più grande paese di immigrazione in Europa con circa 7 milioni di immigrati, a seguire la Francia, e l’Italia che si appresta a rilevarne il posto in graduatoria, avendo flussi di crescita molto superiori.Quello su cui si dovrebbe riflettere è in che misura si possono riconsiderare le politiche per fare in modo che anche i cittadini stranieri siano parte di questo processo. Credo che gli immigrati che sono in Europa da più tempo è che ormai per loro l’Occidente è diventata la loro terra, possono aiutare i nuovi migranti che comunque ci saranno, ad essere più integrati ed a comprendere meglio gli usi e le culture europee.
L’esperienza tedesca o quella francese pur con molti aspetti migliorabili possono essere preziose per l’Italia e per l’intera Europa, proprio perché hanno rappresentato nel corso degli ultimi anni, un’immigrazione che unisce, agevola l’integrazione fra i popoli.
Nel concludere vorrei citare una frase di Michael Steiner, ambasciatore di Germania in Italia, “Troppo a lungo noi tedeschi non abbiamo voluto considerarci un paese d’immigrazione: volevamo manodopera, ma spesso abbiamo trascurato il fatto che venivano persone, cioè uomini e donne che desideravano rimanere da noi e condurre una vita dignitosa. Capire questo è stato un processo molto doloroso e caratterizzato da vari conflitti a livello di politica interna”. La svolta, secondo l’ambasciatore è avvenuta lo scorso luglio con l’approvazione del Piano d’integrazione nazionale redatto dal Cancelliere Angela Merkel.
Auspico che il nuovo governo italiano nell'affrontare il delicato tema dell'immigrazione faccia un distinguo sulle misure forti da adottare nei confronti di chi delinque da una seria politica di integrazione di pari passo con gli altri paesi europei perché non è chiudendo le frontiere che si risolvono i problemi e non si vince una battaglia contro l'insicurezza sociale attraverso un approccio basato esclusivamente sulla sicurezza.
martedì 15 aprile 2008
Gli Stati Uniti e l’esperimento Guantànamo
All’indomani dell’11 settembre 2001, i leader mondiali, riconoscevano negli Stati Uniti la vittima di un attacco terroristico e davano al Presidente Gerge Bush l’occasione per diventare uno statista. Soltanto oggi, la Comunità Internazionale con molta delusione, si è dovuta ricredere e l’opinione negativa nei confronti degli Stati Uniti ha raggiunto il massimo storico.Gli Stati Uniti sono i primi a proporre il proprio modello di democrazia nel mondo, ma la loro avversione alla democrazia è spesso dimostrata in molte situazioni. Prima fra tutte, gli USA hanno bloccato i propri finanziamenti fino a quando l’ONU fornirà sostegno all’aborto, ma in una democrazia nessun cittadino può decidere di non pagare le tasse perché in disaccordo con una parte politica del paese. Gli Usa non riconoscono il Tribunale Penale Internazionale nel timore che qualche americano possa essere imputato per crimini di guerra e ancora oggi non hanno posto la firma al primo documento sui diritti umani. E si potrebbe ancora continuare.
Ma ci si soffermerà a dopo l’11 settembre contestualmente all’invasione americana in Afghanistan dove molti uomini furono arrestati e le autorità della base navale di Guantànama furono avvisati dell’arrivo dei prigionieri tre giorni prima, nel momento in cui il primo aereo atterrò nella base agli inizi del 2002, e le immagini mostrarono subito le disumane gabbie aperte dove furono rinchiusi i prigionieri.
I processi formali che dal 2003 si svolgono sono chiamati commissioni militari e fino ad oggi nessun prigioniero è comparso in giudizio. A dicembre del 2006 erano circa una cinquantina i Cubani che fuggiti da Fidel Castro per richiedere asilo politico nella base, vennero rinchiusi e sottoposti a misure molto rigide, è stato vietato loro persino l’uso del telefono per contattare i familiari o gli avvocati.Che dire allora? Penso che un popolo non può abbandonare i propri valori di democrazia al primo momento di difficoltà. Oggi la tortura non può essere giustificata con nessuna motivazione e non si può costringere un esercito ad utilizzare dei metodi brutali con il motto che vige a Guantanàmo “Obbligati dall’onore a difendere la libertà”. La storia ci insegna chiaramente che ogni volta che si è agito con tali mezzi per difenderci da una minaccia, fossero nazisti o sovietici, ci si è resi sempre conto nel tempo degli orrori commessi.
Con questo articolo non si vuole giustificare nessun atto terroristico, ribadendone la condanna più assoluta, ma solo rimanere fedele ai principi di civiltà e democrazia. Il sistema processuale può avere molti difetti, ma rimane l’unico strumento efficace senza ricorrere a torture ed a commissioni militari.
venerdì 14 marzo 2008
Il Sistema Universitario Italiano
L’Articolo 34 della Costituzione Italiana statuisce: “La scuola è aperta a tutti. L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.” Nell’analizzare la scuola italiana, emerge chiaramente come, soprattutto negli ultimi anni e con particolare riferimento alle università, ci sia molta mediocrità. Con questo non voglio che si creda che io sia a favore del numero chiuso, anzi, penso che il diritto allo studio spetti a tutti i cittadini, soprattutto alle fasce più emarginate e più deboli della società, ma penso che ci sia bisogno di una procedura di selezione durante il percorso universitario e non al momento dell’iscrizione, proprio perché la possibilità di studiare è un diritto che non può essere negato a nessuno. Mi spiego meglio, si dovrebbe esigere da chi si iscrive ad un Corso Universitario, di raggiungere almeno la sufficienza, oggi invece si ha la certezza della promozione ed il risultato è la mala sanità, insegnanti mediocri e dirigenti incompetenti. Vi è l'urgenza di una revisione completa della normativa vigente in materia, che preveda il numero chiuso non in termini numerici, ma qualitativi, una selezione di studenti meritevoli e la necessità di una scuola pubblica che funzioni realmente e che cessi di essere anche ciò che oggi rappresenta ovvero un parcheggio per disoccupati. L’insegnante deve essere severo, ma non cattivo, perché lo studente possa coniarlo come colui che gli ha insegnato valori e saperi che gli serviranno per affermarsi nella vita dal punto di vista professionale. Per chi non vuole studiare o semplicemente non ha attitudini in determinate discipline, esistono altri settori dove ci si può realizzare diversamente. Oggi per esempio si stanno abbandonando gli antichi mestieri, non esiste più il bravo fabbro, il muratore che un tempo si distingueva perché esprimeva il meglio di sè in quel determinato settore e di conseguenza proprio perché esistono quegli insegnanti che non trasmettono né insegnamenti e né valori, ma che regalano voti, ci si imbatte, purtroppo con troppa frequenza in medici mediocri e privi del senso di responsabilità. Vorrei brevemente aprire una parentesi sul sistema scolastico di alcuni Paesi come la Repubblica Ceka, la Lituania, la Polonia o la stessa Russia, dove il merito viene premiato con borse di studio elargite fino al completamento degli studi e con una selezione qualitativa che non avviene soltanto al momento dell’iscrizione, ma anche durante il percorso universitario. Mi raccontava recentemente un ragazza iscritta alla facoltà di medicina in Polonia, che uno studente, bocciato ad un esame per la seconda volta, per poterlo nuovamente sostenere, viene esaminato da una commissione composta da più persone e preposta a valutare accuratamente se lo studente sia meritevole e se ci siano i presupposti affinchè possa nuovamente sostenere l’esame. In Italia una persona, pur non avendo nè la vocazione né l'attitudine, dal punto di vista scolastico, per poter proseguire il corso di studi prescelto, alla fine si ritroverà con il tanto famigerato foglio di carta in mano. Accade anche questo oggi nelle Università Italiane. Le facilitazioni per gli studenti stanno causando il deterioramento dell’istruzione segnando una diminuzione degli standard formativi. Ed è per questo che troppo spesso ci si imbatte in studenti demotivati, scadenti e poi professionisti con scarso senso del dovere e di responsabilità. Certo occorre ricordare anche che le scuole del nostro paese, pur con tanti connotati negativi, riescono per fortuna a formare anche tanti studenti bravi e seri professionisti che si distinguono per competenza in Italia e nel mondo. Ma la situazione può e deve nettamente migliorare con l’impegno di tutti coloro che si sentono parte attiva nell’educazione, nell'istruzione e nella formazione dei giovani, in primis lo Stato. martedì 22 gennaio 2008
Africa
Sono stati pubblicati sulla rivista Rotocalco gli articoli relativi al tema di questa settimana "Africa". Un Continente da scoprire e che conosciamo poco. L'articolo che ho redatto è il seguente:"L’Africa e le origini della società umana". Buona lettura. lunedì 21 gennaio 2008
Povera Italia!
Dov'è finita l’Italia che fino agli anni 80 era tra le prime 10 potenze mondiali, l’Italia che ci faceva sentire orgogliosi per il solo fatto di essere cittadini italiani, l’Italia che faceva invidia al mondo intero, l'Italia culla della cultura, della grande cucina, del savoir-faire, l’Italia che ospitava nelle Università gente civile proveniente da tutto il mondo e che adesso sceglie altri paesi d’Europa.E’ proprio di oggi l’articolo pubblicato sul giornale inglese Financial Times, dove emerge un’Italia in grande difficoltà con una classe politica super pagata, un paese che perde legittimità di giorno in giorno in preda all’immobilismo. Secondo l’analisi del quotidiano londinese, l’Italia è il paese peggio governato in Europa. Il 2008 inizia molto male per l’attuale Presidente del Consiglio che si trova a fronteggiare due eventi che provengono entrambi dalla Campania: L’emergenza rifiuti e le dimissioni del Ministro della Giustizia. Non è esente da colpe la Casa delle Libertà la quale viene accusata di aver approvato una dannosa legge elettorale e di aver condotto una politica fiscale molto irresponsabile.
La stessa Eurispes comunica che la fiducia dei cittadini nelle istituzioni è diminuita considerevolmente nel 2007. Infatti nel rapporto che sarà reso noto a fine gennaio a Roma, è emerso che un italiano su due ha visto diminuire la propria fiducia. Quasi il 50% degli italiani è scettico verso la politica, la magistratura, le forze dell’ordine, i sindacati e anche la Chiesa.Non è possibile credere che la forte tradizione di azione collettiva della recente storia d’Italia sia morta improvvisamente. Negli ultimi anni c’è stata molta disillusione nei cuori degli italiani. Rimane ancora da vedere se i valori acquisiti negli anni ottanta saranno duraturi e se le alternative potranno ancora avere un ruolo nella storia della nostra Repubblica.
Certo è che L’Italia oggi non ha bisogno di lotte tra destra e sinistra, ma di un pò di buon senso da entrambe le parti, di gente volenterosa che si mette al servizio dei cittadini affinchè possa ritornare fiducia e prosperità e possano di nuovo riaffermarsi nel lessico politico espressioni come "La Nave và" a testimonianza di come la creatività italiana nei primi anni ottanta portava il paese a ritmi di crescita elevati.
mercoledì 5 dicembre 2007
Professione della fede cattolica ed appartenenza alla Massoneria: il relativismo massonico e l'antidogmatismo.
La ricerca della verità è una via fondamentale al cammino iniziatico per cui si può affermare che:

- la tradizione massonica è portatrice di verità il cui fondamento è collegato allo sviluppo storico del pensiero e della prassi massonica. Queste verità hanno un diverso fondamento: sono verità razionali, esoteriche, intuitive e spirituali;
- la ricerca della verità è un obiettivo fondamentale del cammino massonico;
- l'istituzione massonica si propone di presentare e difendere le proprie verità.
La concezione massonica della verità, quindi, nega ogni forma di relativismo, secondo cui esistono solo opinioni e non verità e allo stesso tempo sollecita un atteggiamento di rispetto e dialogo verso le diverse verità considerate come differenti prospettive che si completano vicendevolmente.
In conclusione, si può constatare che Massoneria e Chiesa sono due distinte entità con caratteristiche e con sfere di influenze differenti. Pertanto, la dichiarazione di inconciliabilità tra le stesse, da parte della Chiesa, può essere intesa non come sentenza di condanna o di un assoluto giudizio negativo ma come consapevolezza dell'accennata diversità in una prospettiva di dialogo.
sabato 17 novembre 2007
Rotocalco
Sono stato di recente contattato dalla Redazione di Rotocalco, una rivista online interdisciplinare che affronta diverse tematiche. Il mese scorso ha trattato il tema "TV e Mass Media" e il prossimo argomento sarà "Russia, Oggi" per il quale sono stato invitato a scrivere un articolo che con molto piacere ho accettato di redigere ed è il seguente: "La Russia del nuovo millennio". venerdì 2 novembre 2007
Problema Immigrazione o Crisi dello Stato Sociale in Italia?
E' da tanto tempo ormai, che in Italia si sente parlare di sicurezza, immigrazione, violenza. Entrambi gli schieramenti politici tendono a fare un uso strumentale del termine sicurezza, ai soli fini elettorali, senza rendersi conto che i problemi che la società italiana sta attraversando non sono stati risolti né dai 5 anni di governo delle destre che, continuano ancora oggi a simboleggiare il termine, né tantomeno dall’attuale governo Prodi. Il carattere più rilevante e il più evidente è costituito secondo me dal fenomeno dell’affievolirsi dell’immagine dello Stato che emana le leggi, che oggi sembra assistere da spettatore al contrasto tra i gruppi, alle violenze che nel nostro paese quotidianamente si registrano. La prima causa di questo dramma è la crisi della governabilità cioè l’incapacità di dare una risposta adeguata alle domande che i cittadini rivolgono in maniera sempre più frequente e pressante agli organi di governo. Una crisi dovuta da una parte all’aumentata complessità sociale, dall’altra al fatto che il potere, paralizzato dalla lentezza delle procedure, è sommerso da leggi sempre più numerose emanate senza strutture idonee ad applicarle o per lo meno a farle conoscere. La politica italiana non si deve concentrare sulla chiusura delle frontiere, ma deve promuovere una cultura dell'immigrazione, educare i propri cittadini ad un'integrazione ragionevole nella quale nessuna comunità percepisca l'altra come dannosa per la propria integrità e che persegua una positiva interazione, la buona vita e la convivenza pacifica. In Italia si sta assistendo al degrado della qualità dei rapporti umani, non solo a causa di processi di esclusione, ma soprattutto per la progressiva disgregazione della coesione sociale e i dati lo dimostrano. Spesso lo straniero diventa il bersaglio privilegiato di disagi e tensioni che sono prodotti all'interno del nostro paese, ma che è molto più facile attribuire ad una causa perturbatrice esterna. In questo modo l'immigrato diventa l'espressione di tutte le situazioni di malessere sociale. Si deve smettere di guardare alle altre culture come a blocchi indifferenziati, cercando invece di ascoltare e capire le differenze interne, aiutandole a venir fuori. Credo che si debba evitare di cadere nella trappola del confronto tra le comunità e ascoltare invece preferenze e scelte individualizzate, portate ava
nti dalle persone e non dalle comunità. Le altre culture non possono essere accettate o rifiutate in blocco, perché cosi facendo si rischia di annullare l’individuo stesso. E’ necessario che si inizi a guardare con più attenzione ai comportamenti devianti del nostro paese cercando di capirne le cause, che non provengono solamente da fattori esterni, ma è necessario concentrarsi su di essi, come complesso di violazioni di norme da parte di cittadini italiani. I casi di devianza sociale, di violenza in Italia aumentano di giorno in giorno. I dati statistici che si possono scrutare su questo link, sono allarmanti. Gli studi in materia mostrano chiaramente che l'aumento degli stupri e della violenza sulle donne in Italia non è collegabile all'aumento degli extracomunitari. Ma cosa sta succedendo?Ogni giorno arrivano i segnali di una società in decadenza, la strage di Erba, extracomunitari ammassati in appartamenti fatiscenti, la povertà che aumenta, rate di debiti per acquistare una lavatrice e giovani che non hanno più rispetto per i genitori.
E nonostante ciò, si assiste indifferenti alla costruzione della società dell’immagine, dei reality, una società priva di quei valori che dovrebbero essere le fondamenta della nostra civiltà.
lunedì 15 ottobre 2007
Elezioni in Russia

Quindi nel dibattito politico in questi giorni, sulla successione all’interno dell’èlite politica russa regna un certo grado di confusione, conseguenza delle profonde incognite connesse alla fine della Presidenza Putin ed alle possibili turbolenze nella fase di transizione che potrebbero portare con sé aspri regolamenti di conti. Quali sono i possibili scenari di successione a Putin? Finora i due candidati per le prossime elezioni presidenziali sono Medvedev ed Ivanov; poi vi sono altri candidati non ufficiali come Jakunin molto amico dell’attuale presidente. Per quanto riguarda Putin le ipotesi potrebbero essere varie;
Putin potrebbe uscire temporaneamente di scena affidando il paese ad un suo fidato luogotenente per rientrare in gioco alle successive elezioni del 2012 (infatti la Costituzione Russa vieta solo il terzo mandato consecutivo ma non il presentarsi per più mandati). Oppure potrebbe diventare Presidente di Gazprom e magari entrare anche come deputato della Duma.
Cosa pensare allora? Vista la situazione da lontano ed un’Europa Occidentale sempre pronta a stracciarsi le vesti per i diritti umani universali, ma resistente a rinunciare ai benefici derivanti dagli idrocarburi che Mosca fornisce a prezzi convenienti, quest’ultima tende a dimenticare spesso che se le prossime elezioni in Russia fossero veramente senza Putin, molto probabilmente le vincerebbero i nazionalisti ed i populisti antioccidentali. Conviene forse facilitare l’ascesa di costoro? Oggi Putin, benchè non propriamente filoccidentale, rimane l'unico interlocutore serio ed affidabile che da anni ha deciso di orientare la Russia verso l’occidente, malgrado i segnali negativi che spesso ci giungono per insabbiare un personaggio a volte scomodo ad alcuni.
venerdì 21 settembre 2007
I Balcani ed il difficile equilibrio
Il Kosovo in questo momento è al centro delle ansie di Europa, USA e Russia poiché il suo status non è stato ancora definito, anche se il Segretario Generale dell’ONU ha dichiarato che il termine ultimo per la soluzione è stabilito per il prossimo mese di dicembre. La vicenda che ha rimarcato l'indipendenza del Kosovo è stata la guerra della Nato contro Belgrado nel 1999, ma oggi la questione è ostacolata dall'opposiozione della Serbia appoggiata anche dalla Federazione Russa. Ritengo legittima la posizione Serba non solo perchè è segnata dal suo diritto storico sul Kosovo, ma anche dalla consapevolezza di non essere abbastanza grande da potersi permettere la perdita della culla del proprio Stato e della propria cultura, ne abbastanza piccola da poter essere privata di parte del proprio territorio senza reagire.Nel video si vede in maniera chiara cosa succede oggi nel Kosovo. Un gruppo di albanesi sta distruggendo e dissacrando una Chiesa Ortodossa.
E' come se l'Italia venisse privata della regione dell'Alto Adige, sopportando inerte un'amputazione del proprio territorio, vedendosi abbattere le antiche Chiese Cattoliche e Monumenti senza risentirne.
E poi spetta forse solo alla Serbia dar vita con la svendita del proprio territorio a quella pace balcanica che di certo non è essa a mettere a rischio? L'indipendenza del Kosovo credo che desti serie preoccupazioni sul futuro dei Balcani, legate principalmente alle dubbie capacità del futuro sistema kosovaro di garantire lo stato di diritto e la lotta alle attività criminali. Le capacità di governare una volta ridotta la presenza internazionale che oggi garantisce il funzionamento a livelli minimi, si ridurrebbe ad una progressiva deriva criminale con ricadute sui paesi vicini quali la Serbia, il Montenegro, la Macedonia. La comunità serba vive nella paura di nuovi disordini e non accetta l'indipendenza perchè non vede la possibilità di vivere in pace, anzi sarebbe una fonte continua di conflitti e la continuazione di attività da parte delle più potenti narcomafie del mondo.
martedì 19 giugno 2007
Inchiesta "Whynot" in Calabria: Implicate Alte Cariche dello Stato.
Dalla Calabria oggi arriva un monito a tutti i cittadini italiani che sono stanchi di rimanere inerti di fronte al saccheggio delle istituzioni, delle imprese e della società. Sono stati messi sotto inchiesta dai Magistrati Luigi De Magistris e Henry John Woodcock almeno 26 persone in tutta Italia e non si parla certo di gente comune, ma del Capo di Stato Maggiore della Guardia di Finanza, di Agenti del Sismi e di uomini appartenenti a quasi tutti gli shieramenti politici. L'inchiesta è stata chiamata Whynot dal nome di una Società di lavoro interinale e, dalle pagine che compongono le indagini, dalle intercettazioni telefoniche, emergono dei fatti allarmanti. Una consorteria potente che vede coinvolti anche appartenenti ad una Loggia Massonica deviata di San Marino che manovrava dagli appalti ai finanziamenti comunitari e regionali, dall'informatica ai lavoratori a tempo determinato. L'operazione naturalmente era già iniziata con l'inchiesta Poseidone che vide come indagati il Segretario Nazionale dell'UDC Lorenzo Cesa e l'ex Presidente della Regione Calabria Giuseppe Chiaravalloti. Sul conto dello stesso Magistrato De Magistris erano tra l'altro state presentate decine di interrogazioni parlamentari volte a dichiarare l'incompatibilità ambientale e quindi trasferire lo stesso in altra sede, poichè ritenuto personaggio scomodo. Ma io mi chiedo spesso come si può combattere la Mafia, la 'Ndrangheta, la corruzione presente in quasi tutti i settori del nostro paese, se il marcio sta a monte? In questi ultimi 10 anni non si è fatto nessun passo avanti. Dai tempi di tangentopoli, nulla è cambiato ma forse è peggiorata qualcosa. La nostra Calabria, incantevole e straziante terra, che appartiene a tutto il popolo italiano sta diventando spesso oggetto di giochi politici e di spartizione di bottini. Dagli stanziamenti comunitari che sono stati erogati per la depurazione delle acque in questi anni e utilizzati per altri fini, la Calabria dovrebbe avere il mare più pulito del mondo e invece
proprio quest'anno le sono state tolte ulteriori tre bandiere blu di quelle che le erano rimaste. Potevo capire le critiche di un tempo, quando la gente era quasi rassegnata ai fenomeni mafiosi che si registravano. Ma oggi ci sono molti presupposti affinchè le cose vadano diversamente. Difatti è dalle associazioni alla Chiesa, dalla scuola e dai cittadini, che è arrivato un appello che ripudia la malapianta presente in questa terra, si sono levati in piedi all'unisono per non dimenticare gli stessi ragazzi di Locri, per rilanciare con più forza e determinazione il bisogno di cambiamento, di crescere. La Calabria dunque può riscattarsi solo se, anche le stesse Istituzioni, la smettessero di essere ambigue nella scelta degli obiettivi. I fenomeni come quelli di oggi vanno abbattutti e, in questa drammatica emergenza nazionale di corruzione e di antipolitica, è giunto il momento di un'assunzione di responsabilità collettiva, di un impegno civile finalizzato ad eradicare le consolidate sindromi culturali tipiche del nosto Paese che vanno dalla corruzione, ai costi della politica etc. E' necessaria quindi un'interposizione della Società Civile tendente a creare resistenze diffuse capaci di innovare e di migliorare la squilibrata Società Italiana e capace di esigere di più dalla Politica e dalle Istituzioni.Tutto questo è solo una questione di Civiltà!
lunedì 18 giugno 2007
Nasce in Italia la Sinistra Democratica.

la Dirigenza del partito di Franco Giordano guardi con fiducia a questo nuovo progetto politico. Dopo il crollo del PCI, la nascita del PDS e poi DS e oggi la nascita di una nuova "Democrazia Cristiana" in Italia già presente, era doveroso ed inevitabile per uomini come Mussi mantenere una Sinistra Unita che si stava indebolendo a tal punto da rischiare di scomparire. Non sarebbe stato leale per tutto quel popolo della sinistra che conserva ancora oggi un'identità, un bagaglio culturale alle spalle al quale non intende rinunciare; gente che ha assistito in lacrime all’ultimo congresso dei Ds a Firenze e che oggi spera e vede, in questo nuovo movimento, delle solide fondamenta per formare una nuova famiglia politica che in Italia stava venendo a mancare.Un duro colpo per il nascente Partito Democratico di Romano Prodi e Massimo D'Alema che pensavano di formare un partito all' Americana, invece di rafforzare l'azione politica del centrosinistra e attuare il programma presentato agli italiani e ancora non realizzato, aggiungendo instabilità al governo del paese e dimenticando che il sistema politico italiano non era ancora maturo per quel tipo di scelta.
Lo avevano capito bene Gianfranco Fini e Pier Ferdinando Casini con il loro no all'idea Berlusconiana di formare un grande partito unico della libertà mostrando grande prova di saggezza politica.
Dunque la sfida al Partito Democratico è stata lanciata, ora si aspetta la prima tornata elettorale per vedere i risultati.
mercoledì 6 giugno 2007
Federazione Russa-USA: Nuovi Scenari.
Quando Vladimir Putin, ex agente del KGB, salì al potere la Federazione Russa appariva al mondo come un immenso territorio assoggettato all'egemonia americana e divorato dalla famiglia Eltsin. In pochi avevano scommesso sulla sua rinascita. Eppure già con il suo primo mandato 2000-2004 Putin ricompose il territorio. Sul fronte interno scacciò gli oligarchici e gli uomini politici corrotti che avevano spogliato brutalmente la Russia ed il Cremlino promuovendo cosi la riconquista del controllo statale. Mi chiedo spesso se avessero avuto la stessa efficacia altri metodi, magari più democratici per ricostruire un territorio cosi vasto ed un sistema politico che non esisteva più da anni dopo il crollo dell'ex Unione Sovietica. Lo stesso Putin ha ribadito che non si possono fare delle riforme liberali senza uno Stato efficiente e capace di far rispettare le leggi promulgate. In Europa i metodi usati dal premier russo non sono mai piaciuti, ma sembrerebbe che la maggior parte della popolazione approva le sue scelte, come la nazionalizzazione dell'energia ed anche la sua linea politica e programmatica. Criticato spesso dagli americani per poca credibilità, in silenzio, senza mai alzare la voce, Putin, anche se alcuni suoi metodi potessero risultare discutibili, ha portato il suo Paese ad una crescita economica senza precedenti e in soli pochi anni il numero delle famiglie al di sotto della soglia di povertà è sceso da 42 a 26 milioni. Sorprendente! Ma il punto centrale della mia riflessione non è la politica interna del Cremlino, ma i rapporti con l'esterno e soprattutto con l'Europa e gli USA e i nuovi equilibri che si verranno a creare dopo il G8 che si sta svolgendo in questi giorni in Germania. E' da un pò di tempo che è nata una forte polemica tra gli Stati Uniti di Bush in seguito ad alcune sue aspirazioni insensate e La Federazione Russa di Putin. Insensate considero le scelte del Presidente USA di installare in Europa e precisamente in Polonia e Rep. Ceca uno scudo anti-missile a scopo difensivo. Ma per difenderci da chi e da cosa? Bush risponde, dall'Iran di Ahmadinejad. Anche se fosse ipotizzabile la sua tesi, non ci crederebbe nessuno, poichè le potenzili armi iraniane non hanno la gittata necessaria per arrivare in europa.Bruxelles a mio avviso dovrebbe gettare uno sguardo critico su questi nuovi avvenimenti che sono venuti alla luce negli ultimi tempi, per una serie di motivi. Primo tra tutti, una Russia forte difenderebbe l'Unione Europea da Oriente e la sua vitalità non minaccerebbe veramente nessuno soprattutto quei paesi confinanti che temono con le loro fobie storiche, la vicina potenza.
Gli Stati Uniti dopo il crollo di consensi e la perdita di prestigio sul piano internazionale, vorrebbero far crescere l'influenza sui paesi che confinano con Mosca, cercando di incrinare i rapporti tra questi ed il grande gigante; ma i legami culturali, economici e politici con Mosca sono troppo forti per essere spezzati da semplici programmi di formazione ed assistenza tecnica. Tra qualche anno scadrà anche il trattato tra USA e Russia sulla riduzione e non proliferazione degli armamenti nucleari e l'obiettivo principale di Putin è quello di firmare un ulteriore documento che continui quella linea ma, dagli ultimi eventi emersi, sembra che agli USA questa politica non piaccia più.
Pertanto, la conclusione alla quale sono giunto, mi porta ad affermare che un'Europa forte ed alleata ad una forte Federazione Russa spaventa, e quindi il cammino sarà lungo e tormentato da fattori esterni che cercheranno di destabilizzare il progetto europeo e l'ambizione Russa di essere uno dei protagonisti sulla scena politica mondiale sia per tutelare i propri interessi, sia per il bene del mondo. Mi auguro che le cose si risolvino nel migliore dei modi per non ritornare nell'incubo di una nuova guerra fredda che potrebbe essere devastante per l'intera umanità.
mercoledì 30 maggio 2007
La Politica Italiana è al servizio dei cittadini?

La politica deve avere a che fare con il governo della società e uno dei modi per cominciare a rispondere deve essere il cambiamento delle forme di organizzazione dei partiti. I partiti di massa sono ormai usciti di scena; il partito di massa si basava su una società relativamente semplice e invece cosa si fa per il cambiamento? Ci si inventa un nuova Democrazia
Cristiana, il nuovo Partito Democratico. Si litiga già per chi deve essere il leader. Non penso siano queste le risposte da dare ai cittadini.Si dice che la Lega abbia contribuito al crollo del vecchio sistema politico raccogliendo la protesta sociale. E’ vero. Infatti il nord è spaventato dall’aumento della pressione fiscale per ripianare le spese di un sistema politico insufficiente e per le redistribuzioni alle aree meno produttive della penisola. (vedi le ultime elezioni amministrative del 27-28 maggio 2007).
La società è cambiata, le innovazioni organizzative della grande industria, lo sviluppo della piccola impresa hanno trasformato completamente il tessuto sociale preparando un cambiamento politico che purtoppo tarda ad arrivare. Siamo di fronte ad un'Italia ancora ancorata a vecchi stereotipi.
La situazione di oggi la possiamo percepire allora come un disordine generale che mette a rischio l’ordine politico e sociale di un paese che si è costruito con fatica e con lealtà nazionale. La questione italiana dunque non si presta a facili soluzioni, ma non c'è più tempo per piangere, bisogna rimboccarsi le maniche.
Vorrei chiudere con una citazione che può essere interpretata sotto tanti aspetti