Prodi bacchetta la maggioranza.
Dopo il giovedì nero della maggioranza, in cui il governo è andato sotto per ben sette volte sul decreto fiscale collegato alla Finanziaria, Prodi scende in campo e bacchetta l'intero centrosinistra.
Il richiamo è stato forte, la reazione del premier decisa e condivisibile, un slancio di orgoglio imprevisto ma che si rendeva necessario.
Ora gli alleati sono avvisati e sistemati.
Un Prodi che sembrava in questi giorni timido e pavido è ridiventato di colpo battagliero, anche se forse si è trattato dell'ultimo respiro di un agonizzante.
Il tono comunque è stato quello dei momenti difficili "È giunto il momento" dice Prodi " che tutte le forze politiche della maggioranza dicano chiaramente se vogliono continuare a sostenere il Governo o se vogliono far prevalere gli interessi di parte su quelli del Paese" e continua "Oggi non pongo la fiducia, ma esigo che tutte le forze politiche della maggioranza rispettino gli impegni che hanno assunto di fronte ai cittadini. Questo è quello che comunicherò nelle prossime ore a tutti i partiti della maggioranza".
Se qualcuno pensava, di mandare a casa questo Governo, qui e ora, si ricordi, sembra dire il Premier , che lo dovrà dire chiaramente davanti al parlamento e al paese, ognuno si dovrà assumere le sue responsabilità.
E la maggioranza ora non può non rispondere.
Volente o nolente, non può fare altro che fare quadrato attorno a Prodi.
E' evidente che nessuno, all'interno della maggioranza, vuole assumersi apertamente e pubblicamente la responsabilità della crisi, consegnando così, in queste condizioni, il paese al centrodestra e a Berlusconi.
Tutti assieme appassionatamente allora, come ai vecchi tempi in cui ci si giurava eterno amore. Arrivano pronte le dichiarazioni di solidarietà (e come potevano mancare) di Veltroni, di Fassino, di Mastella.
Persino Di Pietro, che ha votato con l'opposizione, dichiara che "il suo obiettivo era quello di rafforzare il governo e non di farlo cadere".
A dire il vero quella di Di Pietro è sembrata più la piccola vendetta di chi non era riuscito a digerire , sul caso De Magistris, la solidarietà data da Prodi a Mastella.
Per ora comunque tutto è sistemato ; è avvisato anche il Presidente della Camera Bertinotti che aveva perorato la causa del Governo istituzionale al fine di varare le necessarie riforme e la sempre più urgente riforma elettorale.
Già in serata però, un portavoce del Partito Democratico, pur giurando assolutà fedeltà a Prodi, ammetteva una volta di troppo che se, "malaugurato caso dovesse cadere Prodi.." , si dovrebbe valutare la possibilità di un governo tecnico.
Resta da chiedersi ora fino a quando riuscirà a reggere questa situazione.
Non molto purtroppo, e l'agonia ricomincerà ben presto e ben peggio di prima.
Oramai non esiste tregua che possa reggere ad oltranza.
Resterebbe solo d'augurarsi che un minimo di responsabilità e di dignità potesse convincere le forze politiche a varare un governo tecnico o istituzionale, che dir si voglia, che almeno approvi la riforma elettorale e sbrighi gli affari correnti.
Alla fine la proposta dovrà uscire e farsi strada, dovrà avere però gambe e forza.
Ma per fare questo servirebbe almeno un po' di responsabilità e mi pare che per molti dei nostri politici si stia già chiedendo troppo.






























2 commenti:
E' così che avrebbe dovuto fare, fin dall'inizio, deciso e chiaro, che in fin dei conti è lui che ha il volante in mano e gli altri devon continuare a metter la benzina oppure giù tutti dall'autobus, cassus, quasi quasi ieri mi è piaciuto il mortadella...
PS: snapshot, guarda che è una boiata...
Ondivago Di Pietro!
Con quanta disinvoltura passa da alleanze con AN a scaramucce con Mastella a votare con Forza Italia per il ponte sullo stretto!
Ma d'altronde non è stato proprio un suo senatore a saltare il fosso?
Posta un commento