Singolare iniziativa del sindaco di Amsterdam, trasformare il quartiere a luci rosse delle prostitute in negozi per turisti
Amsterdam punta a un ridimensionamento drastico di una delle sue più importanti attrazioni turistiche. Il quartiere a luci rosse delle prostitute non viene più considerato il fiore all'occhiello del turismo olandese e così il sindaco della città ha deciso che la posto di quelle vetrine della prostituzione sorgeranno dei negozi per turisti. Il sindaco ha firmato un accordo con una società immobiliare per rilevare un terzo delle vetrine delle prostitute. Il costo di questa operazione si aggira attorno ai quindici milioni di euro per demolire, mentre il guadagno per le casse del comune si aggira attorni ai venticinque milioni di euro. Il sindaco Job Cohen: "E' un grande passo in avanti" visto che il suo obiettivo è ripulire il "Wallen", il noto quartiere a luci rosse di Amsterdam, forse un luogo più antico e pittoresco della città. Ha continuato il Cohen: "Da quando la prostituzione è divenuta legale nel 2000, le cose sono cambiate, la legge regola la prostituzione volontaria, ma oggi si tratta di traffico di donne, sfruttamento, e di tutti i tipi di attività criminali. Non si tratta di cacciare la prostituzione da Wallen, ma di lottare contro la criminalità".
La decisione del primo cittadino di Amsterdam ha sollevato le proteste dell'associazione di difesa della prostituzione De Rode Draad: "Pensiamo che meno vetrine significhi maggiore sfruttamento per le donne". La portavoce dell'associazione, Metje Blaak, ha dichiarato all'Afp: "Se le vetrine chiudono, le donne verranno nascoste, e nè noi, nè i servizi di sanità potranno raggiungerle".
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