
Ovvero: quando la cura per l’estetica, il look e il design fine a se stesso diventa il trionfo della scomodità e della forma che prende il sopravvento sulla funzione, svilendo i prodotti e offendendo i consumatori.
In giro sugli scaffali dei vari megastore di elettronica ci sono troppi oggetti che sembrano fatti apposta per attirare l’attenzione. Ma che poi- all’atto pratico- si rivelano un disastro in termini di usabilità.
E fra questi spiccano le cuffie per i player mp3, anzi, i fili della cuffie.
La moda del momento, che vuole più qualità percepita (non reale, però) prevede guaine di gomma morbida al tatto (che, ahimè, adoro).
E così le cuffiettine, che tanto poco non costano, hanno un filo rivestito con una gomma piacevolissima al tocco che però fa si che il cavo, annodandosi, resti sempre impigliato. Non scorre. E se l’auricolare è quello del telefonino, la cosa è assai più fastidiosa. Nokia è stata tra i primi a tuffarsi nel filone del “soft-touch” = filo gommato che si annoda e non si scioglie.
Ma questi sono dettagli rispetto a prodotti nel cui sviluppo l’attenzione per il design e il look ha inciso troppo, con l’effetto di sacrificare la qualità costruttiva o la durata nel tempo. E questo vale tanto di più nel settore dei telefonini, considerati dagli eserciti del marketing alla stregua di un oggetto da acquisto emozionale, fatto senza riflettere e sotto la spinta di forme attraenti e materiali scintillanti.
E infatti, a parte alcuni casi di telefoni con il display protetto da una lastra antigraffio, il panorama è desolante.
Telefonini e smartphone da 500 e passa euro che si graffiano e si usurano in pochi mesi, con vernice e scritte che sbiadiscono rapidamente.
Forse investire un pò più sulla qualità dei materiali ripagherebbe, anche in termini di soddisfazione degli utenti che non si ritroverebbero sotto le dita tastiere che diventano poco sensibili in breve tempo, con tasti scoloriti e scritte malmesse.
E’ così che il cellulare, magari pagato a rate a interessi zero, che da nuovo sembrava bellissimo, un’emozione alla vista, è durato lo spazio di un mattino con il suo display sfregiato dal contatto accidentale, non con le chiavi, ma con il bottone interno della giacca.
E, a proposito di seccature, che poi l’utente comunque paga, che dire degli assurdi imballi, pardon “packaging”, tutti trasparenti che sono tanto, ma tanto belli, ma poi sono difficilissimi da aprire e obbligano a lotte all’ultimo morso?
Serve una forbice robusta. Ma davvero robusta, altrimenti ci si può fare anche male.
Oltre il danno, la beffa.
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cinquecento euro per un telefonino-e c’e’ chi ne spende anche di piu’-mi sembrano una follia;in due anni ne ho dovuto comprare due perche’ il primo lo ha fatto volare la gatta e il secondo e’ caduto in una pozzanghera;anche il terzo credo di averlo pagato meno di cento euro e ha la sua patina adesiva anti-graffio.
Carissimi un grazie speciale per il bellissimo messaggio lasciato al fratellone che sta male;quando potra’ dedicarsi nuovamente al blog sara’ felicissimo di farlo lui stesso.
un abbraccione
Veronica
Cara Vique, il messaggio di auguri era il minimo, dovuto per persone come voi che non negano mai la loro sensibilità…e ci aprono gli occhi con tatto…
In merito ai telefonini, noi, non lo nego, siamo attratti dalla tecnologia, dalle potenzialità di un telefonino come di altri apparecchi, ma non arriviamo mai a spendere cifre folli.. tutt’al più aspettiamo che passi il primo periodo dopo l’uscita sul mercato e, se lo riteniamo ancora un prodotto valido, tentiamo di trovarlo in offerta…500 euro sono una pura follia!
Mat, Sara, desidero farvi i miei complimenti per questo splendido spazio. Validissimo sia dal punto di vista dei contenuti (cosa prioritaria), sia dal punto di vista grafico. Posso linkarvi. Avete il sito del mio spazio,fateci un salto e fatemi sapere senza problemi. Un caro saluto, Luca