domenica, novembre 25, 2007
16:56
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Quando la rabbia offusca la ragione
Doveva essere la giornata delle donne. Poteva essere l'occasione per un'alzata di scudi contro la violenza che da tempi lontani la donna subisce da parte dell'uomo. Qualcosa ha guastato quello che doveva essere un risultato completo e condivisibile da tutte le donne, ma non solo!! Vediamo di analizzare i "perchè". Non ho gradito molto le dichiarazioni di Sansonetti, direttore di Liberazione. Mi sembra che abbia voluto giustificare molto marcatamente l'atteggiamento ostile che un gruppo delle manifestanti ha rivolto all'indirizzo di alcuni politici presenti allontanandoli dal corteo. Ovviamente si parla di personaggi politici di genere femminile, in quanto gli uomini erano stati "diffidati" dal partecipare!! Su questo ho già avuto modo di mostrare, ancor prima della manifestazione, la mia disapprovazione... L'unico errore che a mio avviso è stato fatto da qualcuna di queste rappresentanti del mondo politico, è stato quello di voler parlare al momento della "chiusura", quando invece la piattaforma concordata era quella che non prevedeva nessun tipo di conclusioni politiche. Ricordo che la manifestazione era gestita e promossa da collettivi femministi e centri sociali, e mi sembra giusto che fossero rispettate le impostazioni date dagli organizzatori. Impostazioni precise e concordate in largo anticipo. Su queste si può essere o non essere d'accordo, ma si deve prenderne atto. Su questo punto posso "comprendere" una certa "irritazione" da parte di qualche manifestante, ma non condivido assolutamente l'allontanamento dal corteo della Prestigiacomo e della Carfagna, che in realtà non hanno fatto altro che seguire silenziosamente la manifestazione. Volendo si può contestare anche "pacificamente", fischiando o gridando slogan, ma non eccedendo in modi che sanno tanto di estremismo fascistoide, come giustamente sottolinea Miriam Mafai. Dello stesso tenore le parole di Dacia Maraini, certamente insospettabile interprete del femminismo anni settanta. Ecco perchè non riesco a trovare la giustificazione per la contestazione rivolta ad una persona come Barbara Pollastrini, interprete di una politica sulle pari opportunità fatta con decisione e determinazione, anche se pur tra mille difficoltà. Forse è l'unica, insieme ad una "splendida" Anna Finocchiaro, che continua a battersi con argomentazioni chiaramente e fattivamente di sinistra in un partito che di sinistra ha conservato ormai ben poco..!! La stessa Pollastrini ha voluto vedere il bicchiere "mezzo pieno" dichiarandosi contenta per la partecipazione numericamente alta... Ma ci possiamo fermare solo a questo? Non credo. Finora anche in parlamento c'era un vento trasversale agli schieramenti politici che si batteva per nuove conquiste sociali da parte delle donne. Perchè rompere questo fronte? Perchè voler far passare una ventata di antipolitica? La giornata di ieri è sembrata più una contestazione nei confronti del governo, piuttosto che un momento di lotta contro i soprusi e le prepotenze intrise di violenza, a cui sono ormai da tempo soggette le donne. Mi dispiace vedere o ipotizzare che qualcuno possa aver voluto strumentalizzare una piattaforma rivendicativa che appartiene a tutte le donne. Nessuna esclusa. La Turco, sinceramente, poteva risparmiarsi quel protagonismo che l'accompagna ormai da diverso tempo, tanto da aver monopolizzato il settore del "welfare" anche all'interno del suo partito. Ma nulla toglie che se si bandisce la violenza non la si può certamente usare quando la si ritiene un mezzo di espressione giusto per l'occasione..!! Accetto di prendere atto della positività della partecipazione a patto che il futuro porti consigli migliori a queste persone che ieri si sono rese protagoniste di gesta sicuramente antidemocratiche. Non ho mai creduto che il fine possa giustificare i mezzi. Una causa indiscutibilmente giusta non può subire una battuta d'arresto per episodi simili.
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