In diminuzione le aziende italiane con indirizzo e-mail 'free'
01/04/2008
Pubblicato il primo report Bancomail sull'e-mail marketing B2B. Lo studio, condotto su un campione di 408.137 aziende, analizza l'incidenza degli indirizzi e-mail "free", rispetto agli indirizzi e-mail di dominio nel mondo delle aziende Italiane. Il risultato evidenzia una percentuale ancora alta di indirizzi "free" (21%) ma in netto miglioramento rispetto allo stesso periodo del 2007.
In questo report, molto semplice, viene preso in considerazione il peso
degli indirizzi e-mail "free" rispetto agli indirizzi e-mail di dominio,
nel mondo dell'impresa. Per indirizzi "free" si intendono tutti quelli,
di norma gratuiti, forniti da provider nazionali specializzati in
questo settore. Per indirizzi di dominio si intendono invece quelli
legati al sito Web dell'impresa stessa (es. www.nomeazienda.it).
Nella fattispecie, sono stati classificati come free tutti gli indirizzi riconducibili a: Dada - SuperEva, Email.it, Fastweb, Gmail, Hotmail-MSN, Kataweb, Libero-Wind-Iol, TelecomItalia, Tiscali, Yahoo.
Il campione preso in considerazione è stato di 408.137 aziende.
Come potete osservare dal grafico, la percentuale di aziende con
indirizzo "free" è ancora abbastanza rilevante (21%) ma in netta
diminuzione rispetto a Febbraio 2007 (32%).
Ancora
molto diffusa l'anomalia (con un ritorno d'immagine piuttosto basso) di
aziende con dominio "proprietario" (www.azienda.it), ma con indirizzo
email "free" (es: nomeazienda@libero.it), che si attesta al 9,8% del
totale degli indirizzi free).
Molta incidenza sui risultati di questa statistica è data dalla
presenza dei liberi professionisti nel campione delle imprese
esaminate. Le anagrafiche prese in esame sono state quelle di 45.240 liberi professionisti. Le categorie analizzate sono state: commercialisti, architetti,
avvocati, notai, geometri, medici, ingegneri, consulenti del lavoro e
consulenti aziendali.
Come si può evincere dalla seconda immagine, la percentuale di e-mail
"free" tra i professionisti è molto alta (maggioranza assoluta) e si
attesta al 51,3% del totale.
Da segnalare come dato ulteriore, l'abitudine abbastanza diffusa (e
decisamente criticabile) di condividere un indirizzo e-mail (di norma
"free") tra due o più professionisti (8% del campione).
Questi due dati dimostrano, probabilmente, una certa resistenza
"fisiologica" da parte della categoria dei Liberi Professionisti a
considerare la posta elettronica, ed in generale il Web, come una
opportunità di crescita e di miglioramento, vedendola ancora come una
"ineluttabile" necessità.