06/05/08

Generazione bulla?

Insomma pare che gli adolescenti di oggi siano divisi in bulli e deficienti che si fanno vessare, (come il coglione, non il poverino,che si fa bruciare i capelli senza fiatare...)
Secondo me, l' immagine che esce dai servizi giornalistici è ampiamente distorta.
Io ho quasi quarant' anni e a 15/16 avevo, con i miei amici, quando non sapevamo cosa fare, la tradizione della "strinatio pelorum" che consisteva nel bruciare a se stessi o ad un amico, i peli di braccia o gambe, a seconda del sentimento prevalente.
Eravamo dei deficienti come del resto si è, (in termini di responsabilità), nell' adolescenza. Oggi, senza che mai nessuno ci abbia dati dei bulli, ognuno ha la propria vita.
Dovrei non essere l' unico a fare questo cosiddetto outing: molti commentatori dovrebbero ricordarsi cosa hanno combinato in gioventù, molti anziani, arrabbiati con la vita perché la gioventù è fuggita, dovrebbero evitare di prendersela con chi ha la fortuna di essere giovane pur non essendone consapevole.
Aristotele si lamentava, più di duemila anni fa, della gioventù che aveva davanti, Sant' Agostino faceva la stessa cosa riguardo i suoi studenti, eppure il mondo è andato avanti ed i giovani di ieri sono diventati i censori dei comportamenti dei giovani di oggi.
Perché ogni tanto non si allarga lo sguardo cercando di accorgersi che oggi ci sono anche giovani molto più responsabili di noi e che, oltretutto, avranno meno "fortune" nel futuro?
Perché non cominciamo a comprendere che se un giovane è male educato, il problema è a monte: la famiglia?
Perché pretendiamo che la scuola non abbia più alcun valore e poi ci domandiamo come mai i giovani non hanno più rispetto?
Spaziamente

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