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Gen 0815

Scrittori ed editori: pago o non pago?

Pubblicato da Camilla Cannarsa alle 12:11 in Tra le righe


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Qualcuno di voi mi ha chiesto qualche informazione sulle case editrici che chiedono soldi per pubblicare manoscritti.

Bene.

Per come la vedo io, il lavoro, oltre a dover essere pagato, deve essere rispettato. Decidere di effettuare uno stage, un tirocinio o una qualsiasi attività che NON prevede salario, ma prevede apprendimento, equivale ad investire il proprio tempo per un futuro migliore, ma pagare per lavorare no.

Mi spiego: un libro costa all’autore tempo e fatica così come una palazzina costa tempo e fatica all’operaio, all’ingegnere, al geometra, all’architetto eccetera.

Avete mai sentito un ingegnere dire: “Ehi, sai che bello? Hai presente quel nuovo quartiere in costruzione che si trova vicino a Talenti? Mi hanno chiesto un po’ di soldi per partecipare ma in cambio mi fanno lavorare. Cosa ne pensi?”.
Voi cosa ne pensereste?

E’ mia idea che le case editrici che chiedono denaro in cambio di pubblicazioni, non solo mancano di rispetto a voi e al vostro lavoro ma approfittano della buona fede del prossimo.
E poi, se il materiale su cui avete tanto lavorato non è buono, il lettore se ne accorgerà e voi riceverete orribili stroncature e tristi commenti che logoreranno la vostra autostima.
Molto meglio sentirsi dire che “no, questo libro non va” da un editore serio, e migliorare lì dove vi suggerirà di farlo (se mai lo farà), che vedere pubblicato la propria “creatura” senza sapere com’è veramente.

Comunque, è probabile che io mi sbagli.

Per rendervi le cose ancora più chiare, ho trovato un articolo molto interessante che TUTTI dovreste leggere; è un po' vecchio ma molto attuale.
Vi consiglio inoltre di leggere un libro recensito tempo fa da Barbara Gozzi su Blogosfere Cultura; si chiama Esordienti da spennare e già il titolo ne suggerisce i contenuti.

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Commenti

1. simo, Martedì 15 Gennaio 2008 ore 13:08

sottoscrivo in pieno il tuo punto di vista... capisco le difficoltà economiche degli editori, ma nessuno li obbliga a fare tale lavoro se non ne hanno le possibilità o le capacità... ti propongo di stilare una lista con gli editori, anche piccoli, che continuano a credere nel loro lavoro e non chiedono soldi agli scrittori... E' sempre utile avere bene a mente i nomi :)

2. Camilla, Martedì 15 Gennaio 2008 ore 13:47

Ma grazie Simone,

consiglio preziosissimo! 

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