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Prima di dedicarmi alla difesa degli Utenti dei Servizi
bancari e derivati, sono stato impiegato dell’IMI-Istituto Mobiliare Italiano-
Ente di diritto pubblico, fin dal 1969, presso il Servizio Legale, Segreteria Insoluti e Precontenzioso, con
specializzazione legale-contrattuale, analisi di bilancio e recupero dei
crediti, occupando da metà carriera circa posizioni funzionariali, rendendomi
disponibile a collaborare presso l’ABI con altri Istituti nella vicenda Autostrade,
risoltasi più che brillantemente nel 1985.
Quanto riaccennato circa la esperienza che ho acquisito in
queste funzioni, ha una gran peso nello
svolgimento della mia attuale attività.
In Istituto mi è stato insegnato, con imput tassativi, da parte
di esimi Capi Servizio,Direttori Centrali e Generali, che “il danaro deve
essere trattato, prestato e recuperato, nel più ampio rispetto della Clientela,
delle Sue esigenze, aiutandola anche
tecnicamente, sia in campo finanziario che in quello amministrativo e
professionale, sia con analisi di mercato e di settore , restando noi persone per bene e principalmente oneste.
La filosofia
dell’Istituto, dimostratasi sempre una politica vincente e remunerativa,
era quella di considerare inaccettabile
finanziare oggi una persona, fisica o giuridica, e farla fallire entro i primi
5 anni, in quanto avrebbe chiaramente
significato aver prestato danaro a chi
non lo meritava, a causa di cattiva valutazione del Cliente stesso da parte dei
nostri Uffici.
A quel punto, in difetto, il primo addetto veniva di sicuro
destinato ad altra sede ed altre mansioni ove non potesse più danneggiare, ed
il suo diretto superiore, che non lo aveva controllato a dovere, di certo non
faceva più carriera, ed era inviato a fare nulla in zona d’ombra, che
all’interno veniva denominata “parco
elefanti”. Ci sono stati dirigenti,
anche di elevato grado, che dopo 10 anni di parcheggio, sceglievano le
dimissioni senza buonuscita, stanchi di girare come zombi per i corridoi alla
ricerca di solidarietà da parte dei
colleghi.
Le pratiche invece passavano a noi e
abbiamo avuto punte massime di morosità
sul finanziato annuo del 2,5% , mentre i colleghi Avvocati del Contenzioso potevano contare su un passaggio a loro
di un massimo dello 0,3% di dette pratiche, tant’è vero che venivano a piatire nuovo lavoro da noi.
Se ne deduce che le spese di contenzioso erano ridotte
all’osso, e questo dovrebbe indurre più di un banchiere ad una riflessione: non sono necessarie le Consulenze esterne.
E non per nulla, come prefazione al mio sito, ho voluto
riproporre quanto detto da Einaudi, ritenuto all’IMI come il fondatore
dell’equilibrio bancario.
Invece negli anni ‘85/90 all’Imi ci ritrovammo ad un
cambiamento di vertice che portò l’Istituto ad abbandonare il vero motore delle
sviluppo economico del Paese: le Piccole e medie Imprese, artigiane,
industriali e commerciali, per dedicarsi a finanziare carrozzoni e grosse
imprese di servizi: da qui è cominciato il crollo italiano!
Primi colpevoli i Politici e i Sindacati: innanzi tutto il
mantenimento dei posti di lavoro, ma anzi il loro lievitare in modo
spropositato per fare contenta l’una e l’altra parte del “tavolo rotondo”
occupato da Governo e parti sociali”.
Fu il periodo in cui cominciarono a verificarsi i fenomeni
di esubero di personale che divenne ingestibile da parte aziendale anche perché
si manifestò un assenteismo non indifferente, nel pubblico e nel privato,
curiosamente sempre coperto, per evitare il licenziamento “per giustificato
motivo”, da incarichi sindacali fittizi
a tutto campo con copertura cedolare! Il gioco era fatto: costi elevatissimi a
fronte di introiti bassissimi.
Ma, è stato fatto così anche il danno della Italia: gli antichi padri Romani, portatori di cultura,
civiltà e legalità, sostenevano che “ un paese è ricco ove circola il danaro”, il che significa che se si produce si vende, se si vende si
guadagna, se si guadagna si
diventa ricchi, se si è ricchi consumiamo, così Tizio porta denaro a Caio, Caio a Sempronio e
Sempronio lo porta a Tizio.
Al contrario, se riteniamo ridurre gli aumentati costi per
effetto di mancata produzione causa assenteismo, provvederemo non potendo
licenziare , a mantenere le
remunerazioni costanti, senza
aggiornarle, secondo una teoria
economica emergente che ritiene che una tale manovra riduca l’inflazione, ma
per spingere l’acceleratore su questo
discorso si è costretti comunque
ad alzare i prezzi, a prezzi
aumentati diminuiscono sempre più i clienti, le entrate, i guadagni: insomma
tutto si ferma e si deve ricorrere necessariamente
all’indebitamento, e quello diventa un Paese povero.
Questa è la famosa stagflazione , prezzi alti, mercato
asfittico, stipendi insufficienti , tanti poveri e pochi super-ricchi.
I nostri rappresentanti politici parlamentari, in nome di
una inesistente democrazia, hanno bocciato la geniale soluzione di Craxi, che
dimostrò di essere un grande statista, come
dissi in un altro mio articolo,
di procedere alla costituzione della così detta “ lira pesante”, che
doveva corrispondere a 1000 delle vecchie lire, permettendo così di pareggiare
i conti con il marco.
Tale bocciatura fu promossa dal Settore del Credito che
aveva imposto il veto in quanto, in quel momento, avrebbe vanificato gli sforzi del Settore
stesso che, con l’accordo di alcuni Paesi Europei, all’interno dello SME, stava
sperimentando dal 1979, il sistema di più facile guadagno con l’introduzione
dell’ECU ( European Currency Unit), prima moneta virtuale, che doveva
costituire una valida contrapposizione al Dollaro ( quanto è datato il
PROGETTO!).
Da quel periodo sono cominciati ad impazzire tutti, come se
si fosse spezzato un asse invisibile, anche se tangibile: Governo, Settore del
Credito, Grosse Imprese, Sindacati.
Tutti avrebbero avuto da perdere una grossa fetta di
potere politico, finanziario e contrattuale.
Le Banche, dall’oggi al domani si sarebbero trovate un ECU che, da un valore di vecchie £ 1365,35,
sarebbe passato a £ pesanti pari a 1,365 , perdendo quei 0,35 centesimi che,
nella economia bancaria a tutto campo ( ove 1/16 di punto rappresenta un
guadagno stratosferico nel “gioco delle divise straniere”, interdetto ai miseri
mortali), avrebbero rappresentato centinaia di miliardi di perdite per il
Settore, in considerazione dei mutui già concessi in controvalore dell’ECU.
Altrettanto i Sindacati, per mantenere i propri iscritti tra
i lavoratori dipendenti, espressero lo slogan che la manovra nascondeva di
fatto una riduzione di stipendio ed una perdita di potere di acquisto,
sollevando la pubblica opinione e boicottando il progetto.
Volevo con i miei articoli, riportare sulla retta via il
Settore del Credito che è ormai invaso , come temeva Einaudi, da “asini ed
ingordi”.
Ho spiegato, in
alcuni dei miei articoli , che la vecchia CEE non aveva indicato con le sue formule il
TAEG come Tasso Annuo Effettivo Globale,
che si calcola “ex post”, ovvero a pagamenti effettuati o in corso ( ex 5°
comma dell’art.1 della Legge 7.3.1996.n.108),
e cioè comprensivo di tutto ciò che è
inerente al servizio del prestito, compresi gli eventuali interessi di mora (che
se per ipotesi fossero calcolati al tasso del 2% giornaliero, questo sarebbe
pari al 730% annuo: usura?), bensì il "TEG", Taux Effectif General, oggi dal
Settore ridefinito, con le medesime formule, ISC , vale a dire Indice Sintetico
di Costo, probabilmente per creare maggiore confusione nelle menti dei Clienti.
Infatti mentre l’ISC è calcolato con ben precisi criteri
imposti dalla Banca d’Italia, e riguarda ogni singola operazione, il TEG è determinato ( ex art. 2
della L.108/96) per ciascun Istituto di
Credito, dalla media degli ISC, ed anche questo si riferisce, al momento della
concessione dei prestiti, per ciascuna tipologia di credito, applicati da ciascuna
Banca, che deve fornire tali TEG alla Banca d’Italia, allo scopo di permettere
a questa di calcolare la media degli stessi, secondo la campionatura, ed
ottenere i TEGM pubblicati trimestralmente su i DD.MM. emessi ai sensi della citata legge
n.108/96, che maggiorati della metà, misurano i Tassi Soglia di Usura.
Ed è inutile vestirsi da sciocchi che non capiscono o che
non condividono : QUESTA E’ LA
REALTA’ DEI FATTI.
Le formule in questione sono riservate al solo Settore del
Credito al fine di stabilire un coefficiente idoneo per sapere se si sia
superato il Tasso soglia di Usura o meno.
La conferma può essere fornita dalla UE, dall’OSCE, o dalla
struttura addetta nell’ambito della Banca centrale Europea, denominata SEC95 (
Sistema Europeo dei Conti Economici) le cui funzioni sono rappresentate dalle analisi degli aggregati
dei conti economici, delle distinzioni tra beni e servizi prodotti destinati o
destinabili alla vendita attraverso il mercato ( prodotti della agricoltura,
della industria, del commercio, della attività edilizia, dei trasporti, del
credito, ecc.), dalle analisi dell’economia di un Paese, ed infine da quelle relative al consumo finale ( spesa
per il consumo, corrispondente esborso monetario a carico delle famiglie,
quindi stabilità dei prezzi, il consumo effettivo, cioè il valore dei beni e servizi dei quali
la famiglia può effettivamente disporre per il soddisfacimento dei suoi
bisogni, compresi gli oneri ospedalieri e di istruzione), nonché l’analisi
della manifestazione di quei fenomeni
caratteristici, ivi compresi quelli di usura, che si possono evidenziare nei
Paesi UE.
Ed ora rientro nel merito del confronto con questi “
Commercianti di danaro” (il Settore del Credito).
Cari Signori, Economisti, Filosofi del Credito, Ingegneri di
Economia, Ragionieri contabili, Dottori Commercialisti, agguerriti neo
laureati, cavallini rampanti del Credito, Yes-Men dei Soros di turno, Operatori
di Associazioni, Fondazioni e diavolerie varie: ma vi rendete conto delle
cappellate finanziarie che avete fatto fino ad oggi, che hanno causato
l’effetto vergognoso di portare allo sfacelo un Paese come l’Italia, esuberante
di lavoratori professionali e seri, produttivi di danaro, portando alla miseria
milioni di famiglie?
Realizzate che tutto è causato dal fatto gravissimo che non
sapete più come rimettere le vostre ingenti perdite di bilancio, determinate
principalmente dai Vostri giochi alla Roulette Finanziaria, a livello dei
giocatori incalliti presso gli allibratori?
Voi che per rimediare e non farvi scoprire da “papà” le
“bamboccionerie” ( come direbbe Padoa Schioppa) commesse, tentate di recuperare
la persa liquidità, trasferendo le vostre perdite, con truffe varie (
investimenti con risultati degni delle capacità di Re Mida, Operazioni di falsa
Previdenza, come le note My Way e For You di MPS, indirizzate a giovani
lavoratori precari o a vecchissimi pensionati, Cartolarizzazioni, Cessioni di
Imprese, Derivati, Assicurazioni convenientissime)
Non bastavano i danni prodotti dagli inganni dei vostri
biscazzieri su investimenti con facili e certi guadagni ( Bond Argentini,
Ducato, Cirio, Parmalat, Derivati..ecc),
frequentemente senza neppure la proposta
all’ignaro Cliente e sua relativa accettazione arrivando in certi
casi a falsificarne la firma.
Ora si va a ruota libera con i mutui per l’acquisto prima
casa con previsto rimborso a rate mensili per durate di 25 anni, che invece
possono nei fatti trascinarsi fino a 40 anni, infatti avrebbero il bello della rata fissa e sempre
costante, ma a tasso variabile, così è
garantito per la banca di realizzare liquidità dalle vendite all’asta di tali
case nell’arco dei primi 5 anni ( mutui “Sonni Tranquilli” e similari)!
Cari miei “Banchieri” del passato, del presente, e del futuro
( ho una età e ne ho conosciuti tanti, che mi posso permettere di chiamarVi
affettuosamente in tal modo): ma vi rendete conto che andando avanti così
perderete sempre più clientela? Che quando avrete portato i Clienti che ancora
avete, a finire sotto i ponti, come accade
ad ogni tipo di commercio perderete la Vostra attività?
Ma cosa pensate di fare “da grandi”, oltre che riciclare
denaro, di finanziarvi a vicenda? E quando voi Banche vi sarete incorporate per
fusione tutte quante per realizzare l’aberrante progetto della “Banca
Universale”, cosa farà tale UNICA BANCA: finanzierà se stessa, per rendere ai
Soros di turno i guadagni faraonici che avete organizzato loro sulla pelle dei
cittadini?
Bella soddisfazione: dire a questo punto “cui prodest” mi
sembra riduttivo.
Ritengo che il
Settore del Credito, invece di continuare nelle allucinanti abitudini di
sopravvalutare o svalutare quel che vuole, a cominciare dalle azioni di borsa
quando vuole vendere, o azzerarle quando vuol comprare, o di stilare leggi ad
hoc e pretendere che i governi le legiferino, per poi arrampicarsi sugli
specchi quando si rende tardivamente conto di averle male elaborate, tentando
di correggerle con successive “norme interpretative”, dovrebbe solo riprendere
a studiare ed imparare ad applicare i relativamente recenti testi di Tecnica Bancaria ( vedi Goisis, Onado ed
altri), rendendo contenti tutti.
Se poi esistono Clienti particolarmente facoltosi, che sono
abituati a vincere a tutti i costi a Roulette Russa, ma non con un solo
revolver con unico proiettile, bensì con due revolver, di cui uno integralmente
scarico che prenderà chi deve vincere, e l’altro completamente carico, per
l’allocco che deve sicuramente perdere, preparate loro una stanzetta riservata
nel Caveau.
Ed ancora: dove è scritto che il danaro costa di più o di
meno, quando le riserve auree che bilanciano la carta moneta non esistono più?
Il danaro è divenuto ormai solo virtuale, a cominciare
dall’Euro, proprio perché il bilancio delle Banche Centrali è pareggiato da indebitamenti vari ,
per cui solo per gonfiatura di politica
economica prettamente Tedesco- Franco-Ispano –Italica- Cattocomunista l’Euro risulta essere una volta e mezzo il Dollaro,
nella speranza di sopraffare secondo il vecchio progetto la moneta che ci fu prestata al tasso dello
0’5% per 50 anni per la ricostruzione
dei paesi distrutti dall’ultima guerra, fossero questi nemici o alleati (
European Recovery Programm).
Una siffatta operazione porta alla rovina la cittadinanza,
con l’unico scopo di dividere la società non più in tre classi, bensì in due,
cioè con poche centinaia di migliaia di persone mostruosamente ricche , e 50
milioni di poveri da continuare a sfruttare in modo medievale.
Questa si chiama dittatura oligarchica e non potrà mai
esistere, come affermava Duverger, una vera democrazia: noi serviamo solo a
mettere una croce anonima su di un pezzo di carta per fornire a coloro che
conquisteranno le poltrone, autentici specchietti per le allodole, l’alibi per
coprire il “vero governo ombra “ rappresentato nei fatti da questa dittatura oligarchica costituita proprio dal settore del credito ,
ne è prova, il fatto che abbia avuto
persino l’improntitudine di fare inviare
dall’ABI in periodo preelettorale ai candidati
al governo del Paese , un documento in cui venivano espresse
precise linee guida per il futuro governo.
Perché le Banche insistono nel non volere applicare regole
finanziarie del recente passato che hanno sempre dimostrato di consentire la vita a tutto il Paese, di ridurre
l’inflazione, permettendo un equilibrio
economico, salutare per tutti?
Perché il Settore è
gestito, come paventava Einaudi ,da
ingordi, avidi, asini ed arrivisti , abituati a non conoscere la materia ed a farsi
servire da personaggi senza esperienza che conoscono solo studi di sedicentisi
economisti, i quali, invece di tromboneggiare, dovrebbero tornare alle vecchie
attività: sarebbe auspicabile che riprendessero la loro attività di analisti, ritornando a raccogliere quelle
notizie socio-economiche, che servirebbero per cercare di trovare le combinazioni paramatematiche del tutto empiriche,
( infatti questo tipo di ricerca non è una scienza esatta)che permettono loro di elaborare teorie onde studiare le situazioni economiche esistenti;
tornando quindi ad essere dei teorici
come Sant’Agostino con i suoi “flussi e riflussi della vita”, evitando
di tentare di forzare la società a svilupparsi sulla base dei loro
schemi teorici, funzionali allo sviluppo della sola Oligarchia creditizia.
Ma costoro non sono in grado di valutare se sia opportuno o
meno applicare sull’Euribor uno spread di 1, 2, 3, 5 o 8 punti percentuali, più o meno
giustificabili da agglomerato di parametri uniti alla rinfusa; non sono in
grado altrettanto di valutare l’opportunità di applicare ad un mutuo un tasso
fisso o uno variabile con ammortamento di capitale prefissato ( a buon conto
neppure sanno cosa sia); non conoscono la differenza tra un piano ad interesse
semplice ed uno ad interesse composto, tant’è che sono giunti ad inventarsi i
termini di “capitalizzazione semplice” e “capitalizzazione composta”, senza
sapere che è solo il calcolo dell’interesse in modo diretto che si definisce “
a sistema semplice” e senza capitalizzazione, o in modo composto, che si
definisce “ a sistema con applicazione della formula francese”, che consente
l’anatocismo automatico.
Costoro quindi non sanno che se si capitalizza un interesse
semplice, automaticamente questo diventa
un interesse composto!!!!!.
E loro invero conoscono solo quest’ultimo tipo di interesse,
quello composto: ma come si divertono, di contro, ad applicare non una, ma due
o tre volte la formula francese, addebitando un aumento di interessi totali del
20, 40, o 60 per cento, tanto non sono loro a pagare, e otterranno per la
bravata un bel buffetto sulla guancia.
Alleluia!
Invece il Settore con
un comportamento virtuoso alla Einaudi ,accumulerebbe enormemente meno perdite
e sofferenze, aumenterebbe i propri guadagni con la crescita della Clientela e,
vivaddio, riacquisterebbe il necessario rapporto di reciproca fiducia, oggi
totalmente perso, i fallimenti si
ridurrebbero, ed i rientri sarebbero più facili e meno onerosi per entrambe le
parti.
Non c’è bisogno, dopo l’invio del sollecito e lettera
minatoria, ricorrere al telefono ed al cellulare per perseguitare il Cliente
anche di notte, a mò di lavaggio del cervello, o peggio di giungere ad
ipotizzare, come chiarisce su internet la ditta di recupero di J.B: Morgan in
Italia, anche il “contatto fisico”: che intenderebbero fare, prendere a tortorate
il Cliente che a buon bisogno non ha neppure più gli occhi per piangere o
gambizzarlo?
Ho paura che anche questo mio scritto farà un buco
nell’acqua, in quanto non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.
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