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Come augurio a tutti i cittadini di raggiungere al più presto un rapporto ottimale con il Settore del Credito, mi permetto di citare un intervento del Prof. EINAUDI espresso nel lontano 1930: 

Le Aziende di Credito esistenti in Italia non “paiono né troppe né poche. Sono troppe tutte quelle casse e banche – ora assai diminuite però, come si è visto, da allora -  che sono amministrate da asini, da ingordi, da dilettanti e da gente che vuol fare la banca per amor del prossimo.
Sono poche in confronto delle alcune altre migliaia di Banche che potrebbero utilmente lavorare in centri rurali, i quali ora ne sono sprovvisti, in altri centri, dove esistono solo filiali di grossi istituti affaccendate a pompar denari da rovesciare al centro e nelle stesse grandi città, dove gli istituti esistenti non abbiano saputo rispondere alle esigenze di ceti sociali pur bisognosi dell’aiuto della Banca”.

(EINAUDI, 1930)
Riportato nel Rapporto della
Commissione Economic

In questo secolo ci stiamo impattando contro le conseguenze proprio di questa fattispecie, ormai giunta al massimo della macroscopicità, fenomeno che nel 1930 sembrava cominciare a scomparire.

Federico Lippi

Settore del Credito ottuso PDF Stampa E-mail
lunedì 16 giugno 2008

Prima di dedicarmi alla difesa degli Utenti dei Servizi bancari e derivati, sono stato impiegato dell’IMI-Istituto Mobiliare Italiano- Ente di diritto pubblico, fin dal 1969, presso il Servizio Legale,  Segreteria Insoluti e Precontenzioso, con specializzazione legale-contrattuale, analisi di bilancio e recupero dei crediti, occupando da metà carriera circa posizioni funzionariali, rendendomi disponibile a collaborare presso l’ABI con altri Istituti nella  vicenda  Autostrade,  risoltasi più che brillantemente nel 1985.

Quanto riaccennato circa la esperienza che ho acquisito in queste funzioni,  ha una gran peso nello svolgimento della mia attuale attività.

In Istituto mi è stato insegnato, con imput tassativi, da parte di esimi Capi Servizio,Direttori Centrali e Generali, che “il danaro deve essere trattato, prestato e recuperato, nel più ampio rispetto della Clientela, delle Sue esigenze,  aiutandola anche tecnicamente, sia in campo finanziario che in quello amministrativo e professionale, sia con analisi di mercato e di settore , restando noi  persone per bene e principalmente oneste.

La filosofia  dell’Istituto, dimostratasi sempre una politica vincente e remunerativa, era quella di considerare  inaccettabile finanziare oggi una persona, fisica o giuridica, e farla fallire entro i primi 5 anni, in quanto  avrebbe chiaramente significato aver  prestato danaro a chi non lo meritava, a causa di cattiva valutazione del Cliente stesso da parte dei nostri Uffici.

A quel punto, in difetto, il primo addetto veniva di sicuro destinato ad altra sede ed altre mansioni ove non potesse più danneggiare, ed il suo diretto superiore, che non lo aveva controllato a dovere, di certo non faceva più carriera, ed era inviato a fare nulla in zona d’ombra, che all’interno  veniva denominata “parco elefanti”. Ci sono stati  dirigenti, anche di elevato grado, che dopo 10 anni di parcheggio, sceglievano le dimissioni senza buonuscita, stanchi di girare come zombi per i corridoi alla ricerca di  solidarietà da parte dei colleghi.

Le pratiche invece passavano a noi   e abbiamo avuto punte   massime di morosità sul finanziato annuo del 2,5% , mentre i colleghi  Avvocati del Contenzioso  potevano contare  su un passaggio  a loro  di un massimo dello   0,3% di dette pratiche,  tant’è vero che venivano a piatire nuovo  lavoro da noi.

Se ne deduce che le spese di contenzioso erano ridotte all’osso, e questo dovrebbe indurre più di un banchiere ad una  riflessione: non sono necessarie  le Consulenze esterne.

E non per nulla, come prefazione al mio sito, ho voluto riproporre quanto detto da Einaudi, ritenuto all’IMI come il fondatore dell’equilibrio bancario.

Invece negli anni ‘85/90 all’Imi ci ritrovammo ad un cambiamento di vertice che portò l’Istituto ad abbandonare il vero motore delle sviluppo economico del Paese: le Piccole e medie Imprese, artigiane, industriali e commerciali, per dedicarsi a finanziare carrozzoni e grosse imprese di servizi: da qui è cominciato il crollo italiano!

Primi colpevoli i Politici e i Sindacati: innanzi tutto il mantenimento dei posti di lavoro, ma anzi il loro lievitare in modo spropositato per fare contenta l’una e l’altra parte del “tavolo rotondo” occupato da Governo e parti sociali”.

Fu il periodo in cui cominciarono a verificarsi i fenomeni di esubero di personale che divenne ingestibile da parte aziendale anche perché si manifestò un assenteismo non indifferente, nel pubblico e nel privato, curiosamente sempre coperto, per evitare il licenziamento “per giustificato motivo”,  da incarichi sindacali fittizi a tutto campo con copertura cedolare! Il gioco era fatto: costi elevatissimi a fronte di introiti bassissimi.

Ma, è stato fatto così anche il danno della Italia: gli  antichi padri Romani, portatori di cultura, civiltà e legalità, sostenevano che “ un paese è ricco ove  circola il danaro”, il che significa  che se si produce si vende, se si vende si guadagna, se si guadagna   si  diventa ricchi, se si è ricchi   consumiamo, così Tizio porta denaro a Caio, Caio a Sempronio e Sempronio lo porta a Tizio.

Al contrario, se  riteniamo ridurre gli aumentati costi per effetto di mancata produzione causa assenteismo, provvederemo non potendo licenziare , a mantenere le  remunerazioni  costanti, senza aggiornarle,  secondo una teoria economica emergente  che ritiene  che una tale manovra riduca l’inflazione, ma per spingere l’acceleratore su questo  discorso si è costretti comunque  ad alzare i prezzi, a  prezzi aumentati  diminuiscono sempre più  i clienti, le entrate, i guadagni: insomma tutto si ferma e  si deve ricorrere necessariamente all’indebitamento, e quello diventa un Paese povero.

Questa è la famosa stagflazione , prezzi alti, mercato asfittico, stipendi insufficienti , tanti poveri e pochi super-ricchi.

I nostri rappresentanti politici parlamentari, in nome di una inesistente democrazia, hanno bocciato la geniale soluzione di Craxi, che dimostrò di essere un grande statista, come  dissi in un altro mio articolo,  di procedere alla costituzione della così detta “ lira pesante”, che doveva corrispondere a 1000 delle vecchie lire, permettendo così di pareggiare i conti con il marco.

Tale bocciatura fu promossa dal Settore del Credito che aveva imposto il veto in quanto, in quel momento,  avrebbe vanificato gli sforzi del Settore stesso che, con l’accordo di alcuni Paesi Europei, all’interno dello SME, stava sperimentando dal 1979, il sistema di più facile guadagno con l’introduzione dell’ECU ( European Currency Unit), prima moneta virtuale, che doveva costituire una valida contrapposizione al Dollaro ( quanto è datato il PROGETTO!).

Da quel periodo sono cominciati ad impazzire tutti, come se si fosse spezzato un asse invisibile, anche se tangibile: Governo, Settore del Credito, Grosse Imprese, Sindacati.

Tutti avrebbero avuto da perdere una grossa fetta di potere  politico, finanziario e  contrattuale.

Le Banche, dall’oggi al domani si sarebbero trovate un  ECU che, da un valore di vecchie £ 1365,35, sarebbe passato a £ pesanti pari a 1,365 , perdendo quei 0,35 centesimi che, nella economia bancaria a tutto campo ( ove 1/16 di punto rappresenta un guadagno stratosferico nel “gioco delle divise straniere”, interdetto ai miseri mortali), avrebbero rappresentato centinaia di miliardi di perdite per il Settore, in considerazione dei mutui già concessi in controvalore dell’ECU.

Altrettanto i Sindacati, per mantenere i propri iscritti tra i lavoratori dipendenti, espressero lo slogan che la manovra nascondeva di fatto una riduzione di stipendio ed una perdita di potere di acquisto, sollevando la pubblica opinione e boicottando il progetto.

Volevo con i miei articoli, riportare sulla retta via il Settore del Credito che è ormai invaso , come temeva Einaudi, da “asini ed ingordi”.

 
Ho spiegato,  in alcuni dei miei articoli , che la vecchia CEE non aveva indicato con le sue formule il TAEG come Tasso Annuo  Effettivo Globale, che si calcola “ex post”, ovvero a pagamenti effettuati o in corso ( ex 5° comma dell’art.1  della Legge 7.3.1996.n.108), e cioè comprensivo di tutto ciò che  è inerente al servizio del prestito, compresi gli eventuali interessi di mora (che se per ipotesi fossero calcolati al tasso del 2% giornaliero, questo sarebbe pari al 730% annuo: usura?), bensì il "TEG", Taux Effectif General, oggi dal Settore ridefinito, con le medesime formule, ISC , vale a dire Indice Sintetico di Costo, probabilmente per creare maggiore confusione nelle menti dei Clienti.

Infatti mentre l’ISC è calcolato con ben precisi criteri imposti dalla Banca d’Italia, e riguarda ogni singola  operazione, il TEG è determinato ( ex art. 2 della  L.108/96) per ciascun Istituto di Credito, dalla media degli ISC, ed anche questo si riferisce, al momento della concessione dei prestiti, per ciascuna tipologia di credito, applicati da ciascuna Banca, che deve fornire tali TEG alla Banca d’Italia, allo scopo di permettere a questa di calcolare la media degli stessi, secondo la campionatura, ed ottenere i TEGM pubblicati trimestralmente su i  DD.MM. emessi ai sensi della citata legge n.108/96, che maggiorati della metà, misurano i Tassi Soglia di Usura.

Ed è inutile vestirsi da sciocchi che non capiscono o che non condividono : QUESTA E’ LA REALTA’ DEI FATTI.

Le formule in questione sono riservate al solo Settore del Credito al fine di stabilire un coefficiente idoneo per sapere se si sia superato il Tasso soglia di Usura o meno.

 

La conferma può essere fornita dalla UE, dall’OSCE, o dalla struttura addetta nell’ambito della Banca centrale Europea, denominata SEC95 ( Sistema Europeo dei Conti Economici) le cui funzioni sono  rappresentate dalle analisi degli aggregati dei conti economici, delle distinzioni tra beni e servizi prodotti destinati o destinabili alla vendita attraverso il mercato ( prodotti della agricoltura, della industria, del commercio, della attività edilizia, dei trasporti, del credito, ecc.), dalle analisi dell’economia di un Paese, ed infine  da quelle relative al consumo finale ( spesa per il consumo, corrispondente esborso monetario a carico delle famiglie, quindi stabilità dei prezzi, il consumo effettivo,  cioè il valore dei beni e servizi dei quali la famiglia può effettivamente disporre per il soddisfacimento dei suoi bisogni, compresi gli oneri ospedalieri e di istruzione), nonché l’analisi della  manifestazione di quei fenomeni caratteristici, ivi compresi quelli di usura, che si possono evidenziare nei Paesi UE.

Ed ora rientro nel merito del confronto con questi “ Commercianti di danaro” (il Settore del Credito).

Cari Signori, Economisti, Filosofi del Credito, Ingegneri di Economia, Ragionieri contabili, Dottori Commercialisti, agguerriti neo laureati, cavallini rampanti del Credito, Yes-Men dei Soros di turno, Operatori di Associazioni, Fondazioni e diavolerie varie: ma vi rendete conto delle cappellate finanziarie che avete fatto fino ad oggi, che hanno causato l’effetto vergognoso di portare allo sfacelo un Paese come l’Italia, esuberante di lavoratori professionali e seri, produttivi di danaro, portando alla miseria milioni di famiglie?

Realizzate che tutto è causato dal fatto gravissimo che non sapete più come rimettere le vostre ingenti perdite di bilancio, determinate principalmente dai Vostri giochi alla Roulette Finanziaria, a livello dei giocatori incalliti presso gli allibratori?

Voi che per rimediare e non farvi scoprire da “papà” le “bamboccionerie” ( come direbbe Padoa Schioppa) commesse, tentate di recuperare la persa liquidità, trasferendo le vostre perdite, con truffe varie ( investimenti con risultati degni delle capacità di Re Mida, Operazioni di falsa Previdenza, come le note My Way e For You di MPS, indirizzate a giovani lavoratori precari o a vecchissimi pensionati, Cartolarizzazioni, Cessioni di Imprese, Derivati, Assicurazioni convenientissime)

Non bastavano i danni prodotti dagli inganni dei vostri biscazzieri su investimenti con facili e certi guadagni ( Bond Argentini, Ducato, Cirio, Parmalat,  Derivati..ecc), frequentemente senza neppure la proposta  all’ignaro Cliente e sua relativa accettazione arrivando in certi casi  a falsificarne la firma.

Ora si va a ruota libera con i mutui per l’acquisto prima casa con previsto rimborso a rate mensili per durate di 25 anni, che invece possono nei fatti trascinarsi fino a 40 anni, infatti  avrebbero il bello della rata fissa e sempre costante, ma  a tasso variabile, così è garantito per la banca di realizzare liquidità dalle vendite all’asta di tali case nell’arco dei primi 5 anni ( mutui “Sonni Tranquilli” e similari)!

Cari miei “Banchieri” del passato, del presente, e del futuro ( ho una età e ne ho conosciuti tanti, che mi posso permettere di chiamarVi affettuosamente in tal modo): ma vi rendete conto che andando avanti così perderete sempre più clientela? Che quando avrete portato i Clienti che ancora avete, a finire sotto i ponti, come accade  ad ogni tipo di commercio perderete la Vostra attività?

Ma cosa pensate di fare “da grandi”, oltre che riciclare denaro, di finanziarvi a vicenda? E quando voi Banche vi sarete incorporate per fusione tutte quante per realizzare l’aberrante progetto della “Banca Universale”, cosa farà tale UNICA BANCA: finanzierà se stessa, per rendere ai Soros di turno i guadagni faraonici che avete organizzato loro sulla pelle dei cittadini?

Bella soddisfazione: dire a questo punto “cui prodest” mi sembra riduttivo.

Ritengo  che il Settore del Credito, invece di continuare nelle allucinanti abitudini di sopravvalutare o svalutare quel che vuole, a cominciare dalle azioni di borsa quando vuole vendere, o azzerarle quando vuol comprare, o di stilare leggi ad hoc e pretendere che i governi le legiferino, per poi arrampicarsi sugli specchi quando si rende tardivamente conto di averle male elaborate, tentando di correggerle con successive “norme interpretative”, dovrebbe solo riprendere a studiare ed imparare ad applicare i relativamente recenti testi di  Tecnica Bancaria ( vedi Goisis, Onado ed altri), rendendo contenti tutti.

Se poi esistono Clienti particolarmente facoltosi, che sono abituati a vincere a tutti i costi a Roulette Russa, ma non con un solo revolver con unico proiettile, bensì con due revolver, di cui uno integralmente scarico che prenderà chi deve vincere, e l’altro completamente carico, per l’allocco che deve sicuramente perdere, preparate loro una stanzetta riservata nel Caveau.

Ed ancora: dove è scritto che il danaro costa di più o di meno, quando le riserve auree che bilanciano la carta moneta non esistono più?

 

Il danaro è divenuto ormai solo virtuale, a cominciare dall’Euro, proprio perché il bilancio delle Banche  Centrali è pareggiato da indebitamenti vari , per cui  solo per gonfiatura di politica economica prettamente Tedesco- Franco-Ispano –Italica- Cattocomunista l’Euro  risulta essere una volta e mezzo il Dollaro, nella speranza di sopraffare secondo il vecchio progetto  la moneta che ci fu prestata al tasso dello 0’5% per 50 anni  per la ricostruzione dei paesi distrutti dall’ultima guerra, fossero questi nemici o alleati ( European Recovery Programm).

Una siffatta operazione porta alla rovina la cittadinanza, con l’unico scopo di dividere la società non più in tre classi, bensì in due, cioè con poche centinaia di migliaia di persone mostruosamente ricche , e 50 milioni di poveri da continuare a sfruttare in modo medievale.

 Questa si chiama dittatura oligarchica e non potrà mai esistere, come affermava Duverger, una vera democrazia: noi serviamo solo a mettere una croce anonima su di un pezzo di carta per fornire a coloro che conquisteranno le poltrone,  autentici  specchietti per le allodole,  l’alibi per  coprire il “vero governo ombra “ rappresentato nei fatti  da questa dittatura oligarchica  costituita proprio dal settore del credito , ne è prova, il fatto  che abbia avuto persino  l’improntitudine di fare inviare dall’ABI  in periodo preelettorale  ai candidati  al governo del Paese , un documento in cui venivano espresse precise  linee guida per il  futuro governo.

Perché le Banche insistono nel non volere applicare regole finanziarie del recente passato che hanno sempre dimostrato di consentire  la vita a tutto il Paese, di ridurre l’inflazione, permettendo  un equilibrio economico, salutare per tutti?

Perché il  Settore è gestito,  come paventava Einaudi ,da ingordi, avidi, asini ed arrivisti ,  abituati a non conoscere la materia ed a farsi servire da personaggi senza esperienza che conoscono solo studi di sedicentisi economisti, i quali, invece di tromboneggiare, dovrebbero tornare alle vecchie attività: sarebbe auspicabile che riprendessero la loro attività  di analisti, ritornando a raccogliere quelle notizie socio-economiche,  che servirebbero  per cercare di trovare le  combinazioni paramatematiche del tutto empiriche, ( infatti questo tipo di ricerca non è una scienza esatta)che  permettono loro di elaborare teorie onde  studiare le situazioni economiche esistenti; tornando quindi ad essere dei  teorici come Sant’Agostino con i suoi “flussi e riflussi della vita”,  evitando  di tentare di forzare la società a svilupparsi sulla base dei loro schemi teorici, funzionali allo sviluppo della sola Oligarchia creditizia.

 Ma costoro non sono in grado di valutare se sia opportuno o meno applicare sull’Euribor uno spread di 1, 2, 3,  5 o 8 punti percentuali, più o meno giustificabili da agglomerato di parametri uniti alla rinfusa; non sono in grado altrettanto di valutare l’opportunità di applicare ad un mutuo un tasso fisso o uno variabile con ammortamento di capitale prefissato ( a buon conto neppure sanno cosa sia); non conoscono la differenza tra un piano ad interesse semplice ed uno ad interesse composto, tant’è che sono giunti ad inventarsi i termini di “capitalizzazione semplice” e “capitalizzazione composta”, senza sapere che è solo il calcolo dell’interesse in modo diretto che si definisce “ a sistema semplice” e senza capitalizzazione, o in modo composto, che si definisce “ a sistema con applicazione della formula francese”, che consente l’anatocismo automatico.

Costoro quindi non sanno che se si capitalizza un interesse semplice, automaticamente questo diventa  un interesse composto!!!!!.

E loro invero conoscono solo quest’ultimo tipo di interesse, quello composto: ma come si divertono, di contro, ad applicare non una, ma due o tre volte la formula francese, addebitando un aumento di interessi totali del 20, 40, o 60 per cento, tanto non sono loro a pagare, e otterranno per la bravata un bel buffetto sulla guancia.

Alleluia!

Invece il Settore  con un comportamento virtuoso alla Einaudi ,accumulerebbe enormemente meno perdite e sofferenze, aumenterebbe i propri guadagni con la crescita della Clientela e, vivaddio, riacquisterebbe il necessario rapporto di reciproca fiducia, oggi totalmente perso,  i fallimenti si ridurrebbero, ed i rientri sarebbero più facili e meno onerosi per entrambe le parti.

Non c’è bisogno, dopo l’invio del sollecito e lettera minatoria, ricorrere al telefono ed al cellulare per perseguitare il Cliente anche di notte, a mò di lavaggio del cervello, o peggio di giungere ad ipotizzare, come chiarisce su internet la ditta di recupero di J.B: Morgan in Italia, anche il “contatto fisico”: che intenderebbero fare, prendere a tortorate il Cliente che a buon bisogno non ha neppure più gli occhi per piangere o gambizzarlo?

Ho paura che anche questo mio scritto farà un buco nell’acqua, in quanto non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.

 
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Quesiti dei Giudici e ricalcolo degli interessi- Posizione anomala di alcuni CTU

Quando il Giudice dispone il ricalcolo degli interessi passivi applicando la capitalizzazione semplice degli interessi, si intende che debba applicarsi la capitalizzazione annuale o nessun tipo di capitalizzazione?

 

 Grazie per l’attenzione. Cordialità.

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