domenica 9 marzo 2008

Socialismo (sur)reale


Mentre in Spagna si consuma la sfida delle elezioni politiche - con il premier uscente Zapatero, socialista, favorito dai sondaggi, e comunque forte di cinque anni di effettiva "rivoluzione democratica" e di credibile politica progressista a vantaggio del suo paese - i socialisti italiani non perdono occasione per coprirsi di nero ridicolo, ed indurre al vomito chiunque, ancora oggi, abbia la pazienza e la testardaggine di dirsi "socialista".

Eh sì, perché se l'autorevole e indomito Boselli (il quale è candidato premier socialista!) non si vergogna neanche un po' a dire una cosa del genere:
"Offro [a Mastella] di essere capolista completamente indipendente del Senato in Campania. Comprendo il suo stato d'animo, ma mi auguro che Clemente abbia la forza di combattere anche questa battaglia [...] Ho chiamato Clemente Mastella, e gli ho espresso la mia solidarietà per come si e' conclusa la vicenda Why not. In Italia anche in questo caso i socialisti non possono accettare una impostazione giustizialista che vuole processi di piazza con condanne sommarie e mediatiche. Le differenze tra me e Mastella sono grandi. E questo lo sanno tutti. Ma questo non mi impedisce, da vero garantista, di offrire a Mastella il diritto di tribuna nelle liste del mio partito per consentire che il giudizio su Mastella non sia fatto dai media".

allora le ipotesi sono due:

1) o Boselli è un perfetto idiota, e allora non solo lo striminzito Partito Socialista italiano (che insulta la nobile cultura europea cui vorrebbe ispirarsi, e di cui non riesce che ad essere un misero franchisee) non supererà di fatto alcuno sbarramento, ma non meriterà effettivamente di superarne (come è noto, i concetti di "giustizialismo" e "garantismo" sono concetti pressocché vuoti in uno stato di diritto Costituzionale - il quale, ontologicamente, già opta per un assetto garantista nel vero senso del termine - e sono per lo più usati strumentalmente a seconda del grado di disonestà della forza politica che ne fa uso).

2) oppure ha ragione chi - anche a malincuore, come me - si rassegna semplicemente allo spettacolo pietoso di "socialisti" italiani che in realtà solo per puro e capriccioso caso non ingrassano oggi le fila di Forza Italia (che, come è noto, nasce e cresce come riparo post-ideologico dei superstiti craxiani di Tangentopoli).


Oppure sono vere entrambe le cose.
In ogni caso, il dispiacere più grande è quello di dover vedere personalità autorevoli e importanti (come Angius, Spini, o anche Grillini) immerse fino al collo in un esperimento lodevole negli intenti e nelle forme quanto deplorevole per il "capitale umano" impiegato. De Michelis, Del Bue, Villetti, Intini... Gente con un passato prossimo berlusconiano, e un passato remoto sepolto sotto le macerie di una Prima Repubblica guasta e bacata, alla cui degradazione essi stessi hanno contribuito in prima fila.

Il motto di chiosa è sempre lo stesso, drammatico e rassegnato: viva il socialismo, abbasso i socialisti. In omnia saecula saeculorum!


E ora, dedichiamoci cristianamente alla gioia altrui: adelante, Zapatero!!






Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Oppure denunciami!

Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

22 commenti:

jaime ha detto...

...e così Papandreu stava per tifare Mastella...;-)

GG ha detto...

Ti rendi conto??

l'Elfo ha detto...

Non è che Papandreu tifa per Mastella, è che gli fa schifo Veltroni. Questa è la sottile differenza che il piddinume nostrano finge di non capire.

Claudio Arzani (Arzyncampo) ha detto...

Guarda, io credo che la posizione di Boselli sia corretta, da un punto di vista teorico: il "sistema" è stato infame nei confronti di Mastella come ad esempio ora lo è nei confronti di Prodi. Non per questo però Mastella diventa un santo, anzi. Men che meno ha nulla a che vedere coi socialisti. Ancroa meno è percepito come vittima dall'opinione pubblica. Per cui Boselli è una brava persona, un fine personaggio di buona cultura politica, ma un politico del tutto cretino. Ma in questo senso non dimenticarti che anche Riccardo Lombardi aveva spesso ragione ma con dieci anni d'anticipo sugli italiani e, questo, in politica era un errore. Ora cosa devo fare, allargo le braccia sconsolato e continuo nel mio impegno per un'idea che ti ringrazio di aver definito positivamente (idea per la quale sono al fianco di Angius e Valdo). Non direi comunque che tutti gli altri che citi meritino il giudizio così negativo che dai: negli ultimi sei mesi ho ripreso a lavorare al fianco di chi si riconduce a loro nella mia provincia. Non è facile ma neppure così impossibile come sembrerebbe dalle tue parole. E comunque meglio dieci Intini che un Rutelli, un d'Alema, un Veltroni e un'unghia di Berlusconi. Ciao.

GG ha detto...

Elfo: ti sottoscrivo. Titollo ha fatto un ottimo post, da condividere.


Claudio: grazie a te per essere passato da me, già una volta abbiamo parlato di queste cose: ti leggo e ti stimo. :)
Propendi per la soluzione 1, hai le tue ragioni, indubbiamente è anche così: per il resto, spero davvero che lavorare con De Michelis non sia così drammatico. Lo spero per te, per me e per l'Italia. :D

Franca ha detto...

Sono allibita!
Per quanto mi riguarda, Mastella può anche essere penalmente non responsabile, ma la politica esigerebbe comportamenti eticamente e moralmente corretti...
Boselli lo vuole candidare? E perchè mai proprio in Campania? Provi a candidarlo in una qualunque altra parte d'Italia!

GG ha detto...

Certo, Fraca, il punto è squisitamente politico, etico e morale: non si sta parlando di diritto penale, ma di "buon gusto" (diciamo così...)

Ed il buon gusto ci porta a riflettere anche sulla scelta della Campania: MASTELLA NON HA ALCUNA RAGIONE DI ESISTERE AL DI FUORI DELLA SUA RETE DI POTERE LOCALE. E' una macchina da voti, e questo il progressista Boselli lo sa bene. Puah.

GG ha detto...

p.s. volevo dire "Franca" :)

Crocco1830 ha detto...

In Italia, purtroppo, si è ormai disintegrata un'area riformista. Sembra che nella ricerca di una disperata, quanto improbabile a questo punto, esistenza, Boselli cerchi ogni sponda possibile per rimanere a galla.
Purtroppo, a rimetterci è proprio l'espressione di una politica riformista, che sappia fare passare il suo messaggio.
Credo proprio che quello di Boselli sia stato un grossolano errore politico, del quale rischia clamorosamente di pagare le spese.
Sarebbe un peccato. Lo dico dalla mia posizione politica, che non è quella riformista.
Ciao!

GG ha detto...

Caro crocco, mi stimoli una riflessione interessante: quella sul termine "riformista", termine in cui io non credo minimamente e che reputo un semplice e vuoto artificio retorico (esattamente come "giustizialista" e "garantista") affetto peraltro da grave, irrecuperabile ma fisiologico anacronismo.

Mi fermo qui, perchè purtroppo ora non ho tempo, però ti ringrazio per lo spunto... :)

rigitans ha detto...

abbiate pietà per i socialisti!
pensate che il pd li vuole smantellare o inibire, i radicali li hanno abbandonati,e c'è troppo affollamento nel centrosinistra, con il pd da una parte e la sinistra arcobaleno dall'altra. i socialisti hanno una carta da tirar fuori: prendersi i moderati. il serbatoio è forza italia, dove il garantismo la fa da padrona. candidando mastella in campania al senato, si poteva uscire fuori anche uno o due senatori per i socialisti(unendo i voti udeur e quelli socialisti). ma se mastella rifiutava come ha fatto, comuqnue ha fatto vedere di essere generoso, di andare controcorrente ed essere un maestro del garantismo, attraendo le orecchie di ex elettori socialisti e laici del centrodestra. è una mossa, che io ripudio, perchè il problema appunto non è tanto legale, quanto morale(stessa cosa che contesto a di pietro per quelle cose che sono uscite furoi che lo riguardano)

Anonimo ha detto...

Agli antisocialisti non pare vero di difendere il plurinquisito Bassolino e attaccare i socialisti perchè mettono in luce le cazzate fatte dai giudici? Buonino, era una provocazione:Mastella ovviamente ha rifiutato. Bassolino continua a sgovernare.

sam ha detto...

ancora gli brucia la caccia alle streghe del periodo di mani pulite.
però proporre Mastella è veramente troppo.
a me comunque ha tolto ogni dubbio e ha perso il mio voto.
Ciao GG!

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Ma Mastella non aveva detto che non si ricandidava? E Boselli che fa? Va a tentare di svegliare il can che dorme (Mastella).....

No comment, altro che i Socialisti di Zapatero.

riccardo gavioso ha detto...

propendo per la teoria dell'idiota: è riuscito a perdersi un bel po' di voti, senza nemmeno mettere in fienile quelli del ceppalonico. Vai che ci liberiamo anche di lui...

un saluto notturno

andrea ha detto...

Citando un commento di GG "MASTELLA NON HA ALCUNA RAGIONE DI ESISTERE AL DI FUORI DELLA SUA RETE DI POTERE LOCALE". ecco , io direi semplicemente "mastella non ha ragione di esistere." così secondo me è più breve, suona meglio :)))

posturanismo ha detto...

Ciao GG! :) ho letto molto la tua analisi e ammetto di avere qualche dubbio in merito al ruolo del socialismo "moderno". Zapatero, a mio parere, può essere ammirato per la rivoluzione sociale in merito a pari opportunità e diritti civili. Ho delle profonde perplessità in merito ad una forma di precariato portata avanti dal governo Zapatero così come quella per fronteggiare l'immigrazione al confine col Marocco (quando è stato ordinato di sparare a chi oltrepassava il confine). Queste cose non sono propriamente di Sinistra...
Detto questo, penso che Boselli sia un'idiota. Non ci sono tentennamenti in questo e credimi, faccio persino fatica a definire Angius e Grillini delle personalità "autorevoli". Spesso e volentieri sono caduti nel ridicolo con uscite estemporanee che hanno messo persino me in imbarazzo (per loro e per chi si sente socialista ovviamente). Credo che in Italia non esista una figura socialista paragonabile a quella di Zapatero per un semplice motivo: attualmente chi è presente nel PSI non è altro che un prodotto riciclato della bufera craxiana: le solite facce. Nulla di nuovo all'orizzonte. I soliti e stucchevoli dinosauri. :)

Quanto alle forze riformiste: credo che quelle ce ne siano troppe...è questo il nostro guaio! C'è persino Berlusconi che auspica la revisione dello Statuto dei Lavoratori e Veltroni che accoglie i membri più aggressivi dell'imprenditoria italiana.

Ragazzi, qui è necessaria una svolta decisiva contro questa pericolosissima tendenza tutta italiana a scapito dei poteri forti e delle lobbies.

posturanismo ha detto...

scusate: A VANTAGGIO dei poteri forti e delle lobbies più feroci. (a scapito delle fasce deboli e dei lavoratori autonomi ed dipendenti).

GG ha detto...

@posturanismo:

Beh, Zapatero è pur sempre un socialdemocratico, non è a sinistra né più ne quanto Bertinotti... :D E' un socialista, questo sì, ma avrà sempre una visione diversa su alcuni temi rispetto alla nostra sinistra (o alla stessa Isquierda Unida). Sull'immigrazione dal Marocco hai ragione; mi consolo notando che il punto del programma del PSOE sull'immigrazione segue i principi guida della legge Amato-Ferreto di modifica alla Bossi-Fini.

Sul precariato io distinguo: un conto è scagliarsi contro il precariato, un conto è criticare il sistema della flessibilità. SONO COSE DIVERSE, anche se in Italia la differenza non c'è. Nei paesi dove si è promossa la flessibilità NON E' DETTO CHE SI SIA ARRIVATI AL PROBLEMA DI MASSA DEL PRECARIATO: i pluricitati paesi scandinavi ne sono un esempio, e la stessa riforma Zapatero di qualche anno fa ha notevolmente umanizzato le figure "flessibili" ed ha diminuito il numero di contratti a tempo, promuovendo la figura del lavoro fisso. Beh, a me basterebbe che in Italia si facesse una cosa del genere: l'abolizione della flessibilità tout court è dettata da motivi più ideologici che pratici, se mi è concesso, e attiene alla sfera del "quanto vogliamo concedere al capitalismo": è lecito parlarne, ma non è detto che il precariato si abbatta abbattendo la flessibilità!

Zapatero ha inoltre - come sai - riformato il sistema radiotelevisivo EVITANDO LA PRIVATIZZAZIONE (il che non è certamente di destra! :D ) e favorendo l'incremento di qualità dei programmi, la libertà dalla politica di governo e il contenimento dei costi (GLI SPAGNOLO, DA ZAPATERO, NON PAGANO PIU' IL CANONE).

Altre cose le ho segnalate qui...

Insomma, io francamente uno Zapatero in Italia ce lo vorrei; ew sono molto felice per gli spagnoli, per l'Europa, e per tutti i progressisti :)

GG ha detto...

p.s preciso:

quando parlo di "motivi ideologici" non carico l'espressione di alcun disvalore. A ME PIACE AVERE MOTIVI IDEOLOGICI.. :D

Così, per precisare.. ;)

posturanismo ha detto...

Sono d'accordo su tutto. :) Il fatto è che spesso "un sistema di valori", nella nostra Italia, viene spregiativamente definito come "ideologia" nell'accezione negativa del termine. Lo usano Veltroni e Berlusconi all'unisono. Credo che due ragazzi come noi, nel momento in cui aderiscono ad un sistema di valori, in controtendenza con la moda del momento, vadano cmq apprezzati come apprezzo i ragazzi di destra (che ovviamwente non condivido per nulla!!) che mostrano avere un attaccamento alla fiamma e a tutto quello che per loro ha un valore. Il duetto del Veltrusconi punta all'annullamento delle ideologie e al pout-pourrì della politica dove i partiti diventano degli enormi minestroni che si occupano della regolare amministrazione secondo le tendenze mondiali della globalizzazione.
Sono contentissimo anch'io della vittoria di Zapatero, se non altro, è un bel colpo nello stomaco della Chiesa Cattolica, degli organizzatori del family day che stranamente stanno tacendo in questi minuti (forse perchè sanno di non cavalcare l'onda del fondamentalismo...pensa se avesse vinto Rajoy..) ma spero anche che Izquierda Unida possa crescere esponenzialmente per rendere ancora più di Sinistra la democratica e rivoluzionaria Spagna.

Olè! ;)

scazonte ha detto...

come al solito condivido tutto, ma in particolare l'osservazione sul "riformismo", che non significa un cazzo. riguardo a boselli, quest'ultima uscita è stata così bassa da essere quasi più triste che squallida, suscita insomma più pietà che rabbia