Una lirica di Greta Cipriani

Una lirica della mia amica musicista (le sue mani sono fatate, sul pianoforte), nonchè musicologa e poetessa Greta Cipriani. Da una nuova raccolta, prossima alle stampe.

La finestra è rotta,
siediti,
non hai le unghie per ricordare
le pazze mani d’acero.
Lì fuori è un tugurio,
pane giallo per insetti.
Il carbone è acceso,
siediti,
non hai il coraggio di ansimare
il tuo canto è una vendemmia
la tua penna ha il ventre d’oca
aerea come la seppia
quando indigesta traballa nell’acqua.
Seguimi,
le viti invecchiano,
lasciamo i nostri corpi
come nastri di natura,
una folla o un magico baccano,
un boccale negro,
un sale
già pienamente vissuto.

16 Risposte a “Una lirica di Greta Cipriani”


  1. 1 Lamia 26 Ottobre 2007 alle 2:46 pm

    tu sei matto… cmq apprezzo ;)

  2. 2 apolide 26 Ottobre 2007 alle 4:06 pm

    Il problema è che qui ne passano parecchi, ma commentano in pochi. E’ un po’ la fregatura dei blog, questa.

    Ad ogni modo su IAP questa tua poesia espressionista l’hanno commentata molto positivamente…

    ciao

    Apolide

  3. 3 BabilonGuy 26 Ottobre 2007 alle 9:37 pm

    Ha ragione lui!
    La poesia è, manco a dirlo, divina…
    Un bacino, Greta

    P.S.: indovina chi sono….;)

  4. 4 apolide 26 Ottobre 2007 alle 10:38 pm

    le figure più belle:

    sono indeciso tra

    /le pazze mani d’acero/
    e
    /non hai il coraggio di ansimare/

    /un sale già pienamente vissuto/

    non poteva deludere, in chiusa…

    Apolide

  5. 5 lamia82 27 Ottobre 2007 alle 12:23 pm

    Babilon Guy, posso immaginare…vero?

  6. 6 apolide 27 Ottobre 2007 alle 9:42 pm

    Dài, Babylon, ti conosco anch’io? Sei alto, magro, biondo per caso?

  7. 7 lealidellafarfalla 28 Ottobre 2007 alle 6:04 pm

    Molto bella

    fabrizio

  8. 8 bippy 17 Novembre 2007 alle 12:22 am

    Llo spessore degli accostamenti in questa lirica di Greta, le metafore ellittiche,estetiche che volano leggere e imponenti come figure mitiche sono per me un grande inno alla vita, mi piace tutta, ma qui mi scioglie:

    Seguimi,
    le viti invecchiano,
    lasciamo i nostri corpi
    come nastri di natura,
    una folla o un magico baccano,
    un boccale negro,
    un sale
    già pienamente vissuto.

    E’ un sentire universalmente, quello di Greta, non solo nel la fatica del vivere, ma nella sua estrema ricchezza di magia, e mistero!

  9. 9 apolide 22 Novembre 2007 alle 7:37 pm

    Sì, le metafore di Greta sono davvero molto, molto dense e profonde…

    ciao Simo

    Apo

  10. 10 lumachina97 1 Gennaio 2008 alle 9:32 pm

    volevo scrivere solo per dire che una mia amica che viene a scuola cn me (io ho 10 anni) si chiama greta cipriani e ho trovato questo sito x caso(scrivendo greta cipriani).
    lei ha 10 anni anni ed è unj’amica vera.
    Io mi chiamo Alessandra Valle e se provate a cercare alessandra valle vedrete che esiste anche un altra ale valle che è un’allevatrice di cani(alani).
    ciao smack :))

  11. 11 lydia 16 Ottobre 2008 alle 4:49 pm

    è un inno alla vecchiaia, che prima ti entra come spavento, paura di non farcela a resisterle, a combattere le sue mani adunche che ti parlano di resa. Poi però -alzati lazzaro e cammina - ti cerca nelle pieghe della tua pigrizia e della tua poca fede, ti invita a seguire la voce che ti chiama nella notte, quando i cani abbaiano alle finestre,a buttarti un mantello sul capo, a salire sul nero cavallo che corre al crepuscolo per la pianura solitaria,a cercare le brume della notte, che non sai neanche come sono fatte, tu, donna di sola carne, che ancora dorme nel suo letto,a cercare quell’altra, donna di fuoco e di paglia, donna alata, strega del sabba, che tu sei

  12. 12 Greta 17 Ottobre 2008 alle 5:26 pm

    Lydia, chapeau!
    Piaciuto molto il commento che ne hai fatto…
    Hai seguito con sinuosa maestria le vezzosità della poesia, i rimandi, le cose nascoste.

    Grazie per questo tuo prezioso afflato.
    Dimmi, scrivi anche tu?

    Lamia

  13. 13 lydia 20 Ottobre 2008 alle 9:45 pm

    sei tu che tramandi
    il bozzolo alla luce,
    che schiudi il ciglio delle sere
    mai uguali, che apri la bocca
    al fiotto della vita del mare
    che risorge in te
    come mistero inusitato
    del rotondo immobile giorno
    di cui apri le viscere
    prigioniere del progetto di dio.
    E la vita non incombe più
    e tu sei la misteriosa sorella
    di un passato comune
    di cui nulla conosciamo.

    Da ” Il guardiano oscuro”. Cordialmente, lydia.

  14. 14 Greta 24 Ottobre 2008 alle 1:12 pm

    Molto bella!!!
    Spiritualmente affascinante.
    Hai un blog dove si può leggerti e magari scambiarci qualche opinione?

  15. 15 lydia 30 Ottobre 2008 alle 12:58 pm

    Cara Greta le parole stancano. Tu sei giovane, si sente.Non io,più, che forse ora vado in cerca di altro, o che altro mi trovi, mi stani, mi convinca.
    Tu sei appassionata e donna , e possiedi il dono dello sguardo, senza il quale non esiste poeta, uno sguardo lungo, che non cataloga ma provoca, che non aggiunge all’esistente ma lo ribalta. Sei brava.
    Ah, il mondo salvato dai poeti!…….
    sempre lydia

  16. 16 Greta 30 Ottobre 2008 alle 5:00 pm

    Ti ringrazio, mi lusinghi molto!
    Le tue parole sono dell’anima che le partorisce.
    Dire è sempre un modo di specchiarsi. E tu hai un bellissimo volto.
    Mi piacerebbe conoscerti più a fondo, vorrei leggere qualcosa.

    gretacipriani@libero.it

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