martedì 13 novembre 2007

Veltroni ha dato inizio alle danze.

Finalmente Walter Veltroni se ne esce con una proposta concreta sulla riforma delle riforme, la più urgente , la più "sentita" , quella che può aprire un varco serio anche all'interno della compagine del centro destra.
Veltroni ha indicato i «quattro principi» su cui invita anche l’opposizione a lavorare, questi sono: "Un sistema su base proporzionale, senza premio di maggioranza, per evitare che le alleanze siano fatte dopo il voto, un sistema che riduca la frammentazione e che dia agli elettori la possibilità di scegliere i rappresentanti".
Il leader del Pd ha poi invitato tutte le forze politiche a "cercare sulla base di questi quattro principi la soluzione migliore per il sistema italiano. Questa è la mia offerta - dice - per arrivare ad avere un vero bipolarismo, una democrazia dell’alternanza, un bipolarismo virtuoso che non nasca per costrizione e che produce alleanze basate non sul minimo comune denominatore ma sul massimo comune denominatore". Perciò Veltroni insiste: "Continueremo a offrire il dialogo e presenteremo al tavolo le tre proposte di riforme istituzionali, riforme dei regolamenti parlamentari e riforma elettorale".
Dico subito che la proposta è seria e apprezzabile, e per certo riuscirà ad accogliere molti consensi all'interno di quel vasto fronte proporzionalista che ha caratterizzato la nostra prima repubblica.
Non a caso ha già incassato pur nelle distinzioni i si di Casini, di Fini e di Bertinotti.
E' altrettanto vero che la politica è spesso l'arte di fare realisticamente non ciò che si desidera o si vuole fare, ma solo ciò che è possibile fare, non domandando mai l'impossibile o ciò che si sa in partenza non sarà mai accettato.
Aggiungo anche che personalmente sono sempre stato favorevole al sistema elettorale proporzionale, ma anche in politica però si deve avere un qualche progetto a lungo termine, qualche profonda convinzione, una qualche coerenza a volte è necessaria per non fare sempre la figura dei fessi.
Mi viene istintivo chiedermi per quale motivo gli Italiani abbiano mai battagliato per tanti anni per avere un sistema maggioritario quando ora dopo quesi 15 anni di colpo si fa dietrofront. La risposta è semplice, solo perchè c'è stato chi per tanto tempo li ha convinti che questo era il solo sistema elettorale che avrebbe eliminato definitivamente tutti gli antichi mali della politica italiana ed assicurato finalmente la governabilità del paese. Così non era e non è stato i mali sono profondi e non basta una legge elettorale.
Come pensassero poi di realizzarlo in un paese che è stato per secoli diviso quasi esattamente a metà è sempre stato per me un mistero. E' utile riflettere che oggi, gli stessi che ci ripropongono il sistema proporzionale, sono quelli che per anni ci hanno convinti al referendum ed alla legge maggioritaria. Se questa è la loro lungimiranza politica, se questa è la loro coerenza Dio ci salvi e li faccia ravvedere prima o poi.
In ogni caso rimane ferma la convinzione che non si può andare al voto con l'attuale sistema elettorale e qualsiasi cosa si possa realisticamente fare nell'immediato è comunque meglio.
La strada sembra percorribile e utile al paese, che se ne deve uscire al più presto dal tunnel dell'ingovernabiltà in cui lo hanno portato i tanti falsi profeti. Ora i giochi e le proposte sono fatte. Rimane solo da vedere se Prodi riuscirà a superare gli scogli della finanziaria.
A questo punto il dialogo con quelle forze politiche che come L'UDC e Allenza Nazionale, hanno già dato la loro disponibilità, potrà avere inizio. Ma questo scenario rischia di scompaginare non solo il centro destra, ma anche il centrosinistra che a questo punto si troverà diviso come non mai tra sostenitori del maggioritario e del proporzionale e tra grandi e piccoli partiti, soggetti al costituendo sbarramento elettorale, insito nella proposta di Veltroni.
Un accordo sulla legge elettorale potrebbe favorire il centro permettendo di eliminare la sinistra estrema e favorire il dialogo con i centristi come Casini, confidando magari, anche solo nell'immediato, in un loro appoggio. Sia pure nascosto tra le righe ma sembra essere questo il gioco neanche tanto nascosto di Veltroni.
Bertinotti approva le propste sulla riforma e per il resto tace, ma siatene certi, parlerà non appena avrà visto realizzato il suo vecchio sogno di una legge elettorale proporzionale, che favorisce di fatto l'aggregazione di schieramenti con caratteristiche simili, allora dovrà cercare di evitare ogni altro accordo tra i centristi.
I giochi sono appena all'inizio e si tratta per ora solo di aspettare gli sviluppi e l'approvazione della finanziaria se possibile, poi si vedrà.

3 commenti:

AnelliDiFumo ha detto...

Il tuo ragionamento ha una grande falla a monte:

"Mi viene istintivo chiedermi per quale motivo gli Italiani abbiano mai battagliato per tanti anni per avere un sistema maggioritario quando ora dopo quesi 15 anni di colpo si fa dietrofront."

L'Italia, come dovresti sapere, non ha mai avuto un sistema maggioritario, purtroppo. Ha avuto un sistema elettorale misto, 75% maggioritario e 25% proporzionale alla Camera, la Camera con il corpo elettorale più esteso.

Quindi, per 15 anni si è avuto un sistema misto, che è tutt'altra cosa rispetto a un sistema maggioritario. E infatti, tra le altre cose, ha funzionato male. Certo, sempre meglio dell'attuale porcellum, ma lì è perché si sono applicati per ideare una legge che potesse fare del male.

S.B. ha detto...

A me sembra un passo indietro, ma lo dico "di pancia". Per giudicare bisogna aspettare la proposta concreta.

Franca ha detto...

La proposta di Veltroni è condivisibile.
Anch'io sono per il proporzionale. In Italia il maggioritario è stata una forzatura; da noi non c'è mai stata questa cultura.
Se Veltroni vuole allearsi con il centro faccia pure: lui è già centro!
Altrimenti non si sarebbe fuso con la Margherita che, vuoi o non vuoi, sono sempre una costola della vecchia DC