secondo me lo spirito del pd e chi ne aderirà è molto ben detto in quest’ intervista deve rappresentare ogni fascia di ceto dal interinale all’operaio impiegato dirigente ossia rappresentare il paese non una fascia che decida per un altra di cui non ne ha competenza che solo tramite persone di fiducia che riferiscono anche se attendibili non danno non sono credibili per il ruolo che svolgono (un dirigente d’ impresa o un imprenditore mal si addice ad essere rappresentante di un operaio anche se imparziale un operaio difficilmente lo voterà)
walter on
19 Settembre 2007
condivido le parole di marescotti e il bel commento di antonio
giovanni on
20 Settembre 2007
ancora una volta si dimostra quanto siano più lucide le parole di gente “comune” rispetto ai nostri “dipendenti”
marco on
20 Settembre 2007
complimenti a ivano e a chi ha realizzato l’intervista. bravi!
Paolo on
20 Settembre 2007
bravo Ivano!
akab on
21 Settembre 2007
Premetto che voto a sinistra da sempre,e di anni ne ho molti,e il mio futuro si fa sempre più corto.Le mie paure sono molte:lasceremo per strada la magica parola “sinistra”?Dovremo percorrere la nuova strada assieme a qualcuno che quando sentiva la parola sinistra,comunista,sindacato,storceva il naso?Dovremo ancora lottare contro i burocrati di partito(pare che ce ne siano ancora in giro,viste le regole poste per le candidature)?Non so ancora se andrò a votare perchè non mi spinge lo stesso entusiasmo che ho avuto per Prodi;questa mi sembra un’altra cosa,troppa burocrazia.Non sono primarie da cui scaturisce un nome e basta.non mi entusiasma insomma.
gino on
21 Settembre 2007
anch’io penso ci sia troppa burocrazia e mi spaventa il “vecchio apparato” che sembra voglia mettere le mani sul nuovo partito… io spero che qualcosa cambi ma spero che gli attuali “dirigenti” capiscano che un mancato cambiamento impicherebbe un ulteriore abbandono della politica da parte di tanta gente di sinistra
akab dice che non ha alcun entusiasmo per le primarie del pd… beh come dargli torto!
dove sono i candidati? chi sono? come faccio a decidere? o meglio… su cosa, ancora, posso decidere? Poco coinvolgimento, una specie di “reset” su tutto e tutti, affidandosi a liste lunghe e complesse di nomi scaturiti da discutibili meccanismi di scelta, che nella migliore delle ipotesi nascono dalla palese forza politica dei singoli candidati. L’idea del Partito Democratico è la cosa migliore che i partiti abbiano prodotto negli ultimi anni, eppure il modo per arrivarci non entusiasma neppure me, anzi, mi lascia alquanto perplessa. Temo che partire così, con 35.000 candidati scelti prima dei programmi, senza alcuna condivisione con chi dovrà esprimersi, non sia il modo migliore per partire. Basta andare fra la gente, anche quella più impegnata politicamente, o semplicemente quella più “fedele”, per capire che il dubbio e l’incertezza ci sono. Mancano 19 giorni, eppure di chiaro c’è ben poco. Credo sia ora, dopo settimane di snervanti tira e molla per le liste, che ciascuno di noi (e i 35.000 candidati per primi) lavori per portare la gente a votare, spiegando bene ogni passaggio, con franchezza ed onestà. E cominciare proprio da quelle strutture politiche organizzate che già esistono, e non solo dalla “società civile”. I “vecchi apparati” sono fatti anche di tanta gente che da decenni porta avanti idee e progetti senza alcun interesse personale. Non mi piace sparare sul mucchio. Se non rafforziamo prima i nostri contenuti e poi i contenitori, continueremo a parlare solo a noi stessi e non avremo grandi speranze.
Comunque spero di sbagliarmi, e anche di molto.
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Grande Ivano!!!!
bella intervista. grazie ivano!
secondo me lo spirito del pd e chi ne aderirà è molto ben detto in quest’ intervista deve rappresentare ogni fascia di ceto dal interinale all’operaio impiegato dirigente ossia rappresentare il paese non una fascia che decida per un altra di cui non ne ha competenza che solo tramite persone di fiducia che riferiscono anche se attendibili non danno non sono credibili per il ruolo che svolgono (un dirigente d’ impresa o un imprenditore mal si addice ad essere rappresentante di un operaio anche se imparziale un operaio difficilmente lo voterà)
condivido le parole di marescotti e il bel commento di antonio
ancora una volta si dimostra quanto siano più lucide le parole di gente “comune” rispetto ai nostri “dipendenti”
complimenti a ivano e a chi ha realizzato l’intervista. bravi!
bravo Ivano!
Premetto che voto a sinistra da sempre,e di anni ne ho molti,e il mio futuro si fa sempre più corto.Le mie paure sono molte:lasceremo per strada la magica parola “sinistra”?Dovremo percorrere la nuova strada assieme a qualcuno che quando sentiva la parola sinistra,comunista,sindacato,storceva il naso?Dovremo ancora lottare contro i burocrati di partito(pare che ce ne siano ancora in giro,viste le regole poste per le candidature)?Non so ancora se andrò a votare perchè non mi spinge lo stesso entusiasmo che ho avuto per Prodi;questa mi sembra un’altra cosa,troppa burocrazia.Non sono primarie da cui scaturisce un nome e basta.non mi entusiasma insomma.
anch’io penso ci sia troppa burocrazia e mi spaventa il “vecchio apparato” che sembra voglia mettere le mani sul nuovo partito… io spero che qualcosa cambi ma spero che gli attuali “dirigenti” capiscano che un mancato cambiamento impicherebbe un ulteriore abbandono della politica da parte di tanta gente di sinistra
Che bravo che é quest’uomo…
marescotti candidato!!!!!!
akab dice che non ha alcun entusiasmo per le primarie del pd… beh come dargli torto!
dove sono i candidati? chi sono? come faccio a decidere? o meglio… su cosa, ancora, posso decidere? Poco coinvolgimento, una specie di “reset” su tutto e tutti, affidandosi a liste lunghe e complesse di nomi scaturiti da discutibili meccanismi di scelta, che nella migliore delle ipotesi nascono dalla palese forza politica dei singoli candidati. L’idea del Partito Democratico è la cosa migliore che i partiti abbiano prodotto negli ultimi anni, eppure il modo per arrivarci non entusiasma neppure me, anzi, mi lascia alquanto perplessa. Temo che partire così, con 35.000 candidati scelti prima dei programmi, senza alcuna condivisione con chi dovrà esprimersi, non sia il modo migliore per partire. Basta andare fra la gente, anche quella più impegnata politicamente, o semplicemente quella più “fedele”, per capire che il dubbio e l’incertezza ci sono. Mancano 19 giorni, eppure di chiaro c’è ben poco. Credo sia ora, dopo settimane di snervanti tira e molla per le liste, che ciascuno di noi (e i 35.000 candidati per primi) lavori per portare la gente a votare, spiegando bene ogni passaggio, con franchezza ed onestà. E cominciare proprio da quelle strutture politiche organizzate che già esistono, e non solo dalla “società civile”. I “vecchi apparati” sono fatti anche di tanta gente che da decenni porta avanti idee e progetti senza alcun interesse personale. Non mi piace sparare sul mucchio. Se non rafforziamo prima i nostri contenuti e poi i contenitori, continueremo a parlare solo a noi stessi e non avremo grandi speranze.
Comunque spero di sbagliarmi, e anche di molto.