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martedì 8 luglio 2008

Varii tipi di mutui: tasso con Cap, tasso bilanciato, rata costante e durata variabile


I mutui con Cap o tetto massimo sono a tutti gli effetti dei mutui a tasso variabile, ma con un’importante caratteristica: cioè il tasso di interesse è destinato a rimanere al di sotto di una soglia massima, indipendentemente dall’andamento dei tassi di mercato. Chi accende il mutuo per la casa, in definitiva, non sarà tenuto a corrispondere alla banca un tasso d'interesse superiore al tetto massimo stabilito contrattualmente, anche nell'eventualità in cui la somma Euribor + spread dovesse oltrepassare tale valore. Benché il tasso di interesse iniziale sia superiore se confrontato con quello di un comune mutuo a tasso variabile (ma comunque inferiore rispetto ad un mutuo a tasso fisso), si tratta una soluzione che permette al mutuatario di evitare un eccessivo rialzo delle rate da pagare nel caso in cui si verifichino rilevanti cambiamenti a livello di mercato. E' possibile che il cap non rimanga in vigore per tutta la durata del mutuo o che siano previste della modifiche al suo valore con il passare del tempo; di ciò l'aspirante mutuatario dovrà debitamente informarsi, richiedendo all'istituto finanziatore la documentazione alla base delle offerte proposte.
I mutui a tasso bilanciato si compongono di una parte a tasso fisso e di una a tasso variabile; la divisione del debito avviene secondo le preferenze espresse dal cliente. E’ una soluzione che permette al mutuatario di definire entro quali limiti il tasso di interesse complessivo, relativo al proprio mutuo, debba risultare soggetto alle fluttuazioni dei mercati monetari.
I mutui a rata costante e durata variabile, pur essendo regolati a tasso variabile, permettono al mutuatario di corrispondere periodicamente alla banca una rata costante, il cui importo è determinato in fase di stipula del contratto. Se insorgono delle variazioni sul tasso applicato al mutuo, l’ammontare delle rate rimarrà lo stesso, mentre a subire delle modifiche sarà la durata del finanziamento. Tassi decrescenti porteranno quindi ad una diminuzione della durata del mutuo, tassi crescenti determineranno un aumento della stessa. Si noti che per questo tipo di mutuo è in genere prevista una durata massima di 25-30 anni; se, oltrepassata questa scadenza, il mutuatario ha un debito residuo con la banca, potrà essere predisposta una rata finale dal valore maggiorato. Il vantaggio dei mutui a rata costante e durata variabile è la possibilità di usufruire dei benefici legati ai mutui a tasso variabile, con in più la sicurezza di pagare delle rate dall’importo costante; di contro, il mutuatario non può sapere fin dall’inizio quale sarà l’effettiva durata del mutuo acceso, essendo questo un fattore condizionato dall’andamento dei tassi sul mercato.