Ecco, un dono per te
figlia mia
è una bambola
è simile a un figlio
da curare e accudire
da cullare se piange
pensa da ora
di essere madre
che soffre il suo parto
che allatta e pulisce
che soffre notti insonni
aspettando il ritorno
si divide, stanca
tra casa e lavoro
prepara ogni giorno
il pane
da servire alla tavola
e tiene pulita la casa
impara, giocando
un futuro da donna
Ecco, un dono per te
figlio mio
è un fucile di plastica
pensa di essere
un forte soldato
tu, un giorno
stringerai un’arma
che serve a colpire
ad uccidere
un nemico crudele
senza pensare
che quell’uomo
lì, a terra
è stato
un giorno lontano
un bambino
a cui il padre
ha donato
un gioco simile al tuo
e che tu, per lui
sei il nemico crudele
che gli strappa
il cibo di bocca
impara, giocando
un futuro da uomo
Ed ora non pensate
altre cose, figli miei
spensierati, fingetevi
madre e soldato
cominciate da adesso
in questi giorni innocenti
a vedere soltanto
il lato felice
del vivere
senza sapere
che vivere
è sudare
è soffrire
e forse è morire
giocando, preparatevi
al vostro domani
mi piace molto il tono della poesia.
Fai scorrere le cose mischiando semplicità e morte, innocente.
Ti piacciono i temi apocalittici, e questo mi ha sempre affascinato di te.
In fondo sono un fatalista, un maledetto cui però, all’ultimo momento, appare sempre uno spiraglio di luce.
*happy ending*
e
grazie…
Apo