esistono svariati metaversi
per cui disperdersi, in notti sempre
disincantate e differenti
[e l'incrociare ruffiano vite standard, ma speciali]
che sanno risuonare eco dissonanti,
neomediali
[gli attimi in cui si ferma lo sguardo, voyeurista ]
sul vissuto codificato in bytes
le aspirazioni e i feticismi
celati da omertoso anonimato
[Raccontano un tempo spezzato, dis-armonico]
che gira e rigira indefinito
nella rete
non può non risuonare
secondo ritmi propri e non imposti
[nessi sociali, occasioni transitorie
e intercambiabili]
condivisioni di pezzi del sentire
non-luoghi aggregatori di un pensiero
difforme, possibile
praticabile in un sistema
perfettamente privo di attriti
Utopistico riferimento stabile
punto di vista comune, (l’ir)reale,
affannato incombere
dis-sensi unificanti
alternative da proporre
a masse critiche
a lenire l’horror vacui dell’esistere
[il ping di scambio, terapia relazionale]
Da segnalare questa poesia…ancora più ricercata nella scelta dei termini, più composta e quasi “rassicurante”. l’uso raro della punteggiatura ne dà dei respiri significativi, come a voler porre ogni tanto uno sbalzo cognitivo.
Bella.
Rileggendola, a mente lucida: forse ho scritto di meglio… ma non la cancello.
Ciao
Apolide