
Ci siamo mai chiesti perché sempre più famiglie sono strozzate da un mutuo? Io sì e mi sono guardato attorno. Ovunque giri la testa oppure schiacci il tasto di un telecomando o di una tastiera, scritte cubitali ti richiamano all’ordine urlandoti a migliorare la tua vita (fino a cinque anni fa circa, solo l’azione cattolica), chiedendo “semplicemente” un prestito ad una banca.
E’ la realtà degli ultimi dieci anni. Le nostre cassette della posta, le nostre caselle di posta elettronica e i parabrezza delle nostre auto sono costantemente invasi da volantini che invitano la gente a chiedere soldi in prestito alle banche (quelle specializzate nello strozzinaggio legalizzato, oggi si chiamano, per la precisione, finanziarie). E’ ovvio che, chi è preso dalla disperazione, si lascia tentare ed entra in un giro vorticoso, in cui spesso succede che non riesce a restituire quanto ha avuto (che inesorabilmente diventa “quanto è dovuto”), più gli interessi. Si pensi al dilagare degli acquisti a rate (cioè, ci si indebita per acquistare un televisore, un computer, un frigorifero, ecc.); in questo modo, per chi non ha i soldi necessari per acquistare un’automobile, non ci sono problemi: si paga pian piano per i prossimi 3 anni (se ve lo potrete permettere!). Ma la mania di contrarre debiti dilaga anche nell’imprenditoria. Conosco più di un imprenditore (di Ruvo, ma non solo) che apre un negozio, una rivendita di tabacchi, o addirittura, aziende vere e proprie, esclusivamente con euro prestati dalle banche (in pratica esistono aziende che nascono già indebitate fino al collo).
Oggi, purtroppo, la vita è stata resa più costosa, hanno fatto in modo che gli stipendi siano sempre più insufficienti, che le tentazioni che inducono a spendere inutilmente il denaro e che distraggono dalla cupa realtà siano sempre in agguato e che, quando non si arriva più alla fine del mese, gli sfizi non si riescono più a togliere o i figli non possono sposarsi perché non si riesce a comprare casa, il diavolo possa avvicinarsi, accarezzarti, prestarti dei soldi, ma chiedendoti in cambio di consegnargli, nel pugno della sua mano, la punta della tua cravatta, quella che oggi ognuno di noi porta al collo. E quando lui decide di tirare e di stringere con forza il nodo, ormai non puoi fare più nulla perché non si è mai potuto fare nulla; era tutto architettato a legarti a lui.
Dobbiamo tornare ai valori di sempre. Se si desidera acquistare qualcosa, la si compra solo se i soldi si hanno. La vita non può migliorare firmando 5 pagine di un contratto, con decine di clausole scritte in minuscolo microscopico, dove ti piangono gli occhi solo per lo sforzo di riuscire a leggerle. Un vero imprenditore è colui che rischia col proprio capitale (non con quello degli altri). Bisogna tornare a risparmiare e a dimenticare l’acquisto a debito: chi ha voluto tutto questo sono le banche che ci stanno schiavizzando.
Il denaro è solo carta, non può fruttare e moltiplicarsi in altro denaro (quello che chiamiamo “interesse”). Le piante, gli animali e l’uomo; solo le cose vive possono fruttare e moltiplicarsi.