Facile lasciare andare fuori
moti di senso, che non trovi
nei dettagli naturali, o nelle
guglie della trionfante scienza
nelle voci di chi sa
solo chiedere, nella folla
anonima e distratta.
Follia, comoda etichetta
circoscrive recinti per non-uomini
porta d’uscita facile
ma dolorosa, ad esiti.
E raccogliere cocci di sensazioni
distinti dal torpore dominante
e discorsi fatti solo avanti a specchi
d’illudersi, inutile [l'altro fugge, quando hai
poche energie da spendere]
e giorni, e notti a interrogare
l’oracolo interno su quello che parrebbe
avere un senso.
Ma siamo noi, a colorare
i paesaggi stepposi di eccezioni possibili
basta sporgersi dalla conchiglia calcarea
e attentare l’ambiente [esporsi, se arrivano messaggi,
fare brevi approssimazioni, poi attendere ancora]
nuovi gesti sincroni
come paguri spauriti nella danza rituale
reduci da baccanali d’anime
Una bella poesia e complimenti al tuo sito. La parte più simpatica è “cocci di sensazioni”. Riesce a dare l’immagine di quelle sensazioni brevi.
ti ringrazio. Complimenti a te, per l’ottimo aggregatore di notizie che proponi. E per la fulmineità del commento. Non ho fatto in tempo a postare…
ciao
Apolide
piaciuta!
Ti diletti a scrivere di movimenti d’anima, a stringarne le sensazione, a sezionarne i possibili eventi. Ti piace guardare l’uomo come essere “anima-le”, che si muove gattoni nel proprio microcosmo cerebrale, dove l’intelletto è solo un riflesso delle proprie propiezioni sensibili.
eccomi caro.
Devo far crescere ancora un po’ le unghie…?
Vedo con grande piacere che hai registrato un account WP.
Signorina. Lei, lei…avrà presto mie notizie.
ciao
Apolide