Sebbene per anni sia stato un'importante figura della politica inglese, e sebbene abbia dedicato gran parte del suo tempo e delle sue energie a promuovere la propria carriera politica, Francesco Bacone va ricordato nella Storia grazie ai suoi scritti filosofici.
In questi scritti egli fu araldo di una nuova era della scienza: fu il primo grande filosofo a capire che scienza e tecnologia avrebbero potuto trasformare il mondo e fu un vero e proprio sostenitore della ricerca scientifica.
Bacone nacque a Londra nel 1561, figlio minore di un alto funzionario del governo della regina Elisabetta. Quando ebbe dodici anni entrò al Trinity College di Cambridge, ma dopo tre anni lo lasciò senza aver ricevuto un titolo di studio.
A sedici anni entrò a far parte dell'ufficio dell'ambasciata inglese a Parigi. Aveva solo diciotto anni quando improvvisamente morì suo padre lasciandolo con pochissimo denaro.

Egli si dedicò agli studi di legge e a ventun anni fu ammesso all'Ordine degli avvocati.
Poco dopo ebbe inizio la sua carriera politica.
A ventitré anni fu eletto alla Camera dei Comuni.
Tuttavia, sebbene egli avesse parenti e amici in posizioni piuttosto alte, e malgrado la sua evidente brillante intelligenza, la regina Elisabetta rifiutò sempre fermamente di concedergli incarichi più alti o più remunerativi.
Una ragione di questo fu la sua coraggiosa opposizione in Parlamento a una certa tassa che la regina sosteneva con forza.
Poiché Bacone viveva dispendiosamente e aveva costantemente dei debiti (una volta fu perfino arrestato per debiti), egli ebbe difficoltà a mantenere il suo comportamento indipendente.
Bacone divenne amico e consigliere del conte di Essex, un giovane aristocratico politicamente ambizioso e popolare.
A sua volta Essex si comportò con Bacone da amico e benefattore generoso.
La Regina Elisabetta ITuttavia, quando la smodata ambizione di Essex lo portò a concepire un colpo di stato contro Elisabetta, Bacone lo avvertì che avrebbe innanzi tutto mantenuto la sua lealtà nei confronti della regina.
Essex tentò ugualmente il suo colpo: fallì e Bacone ebbe un ruolo attivo nella incriminazione del conte per tradimento. Essex fu decapitato e a causa di questa vicenda molti provarono sentimenti di avversità nei confronti di Bacone.
La regina Elisabetta morì nel 1603 e Bacone divenne consigliere del suo successore, il re Giacomo I.
Sebbene Giacomo non seguisse sempre i suoi consigli, apprezzava Bacone che durante il suo regno, ricoprì incarichi sempre più importanti nel governo.
Nel 1607 divenne avvocato generale; nel 1613 divenne ministro della giustizia e nel 1618 divenne Lord Cancelliere per l'Inghilterra, una posizione grosso modo simile a quella del Capo della Giustizia della Corte Suprema degli Stati Uniti. Quello stesso anno fu nominato barone e nel 1621 visconte.

Re Giacomo I
Ma poi la sventura lo colpì. Come giudice, Bacone aveva accettato "regali" da persone davanti a lui convenute.
Sebbene questa fosse una pratica piuttosto comune, era tuttavia illegale.
I suoi oppositori politici in Parlamento trovarono facilmente così l'opportunità di allontanarlo dal potere.
Bacone confessò e fu condannato alla prigionia nella Torre di Londra, oltre che a pagare una grossa multa.
Fu inoltre escluso permanentemente dai pubblici uffici.
Il re lo fece presto rilasciare e gli condonò la multa, ma la carriera politica di Bacone era finita.
Il commento di Bacone alla sua condanna fu lontano dal cercare giustificazioni di sorta:
«Io sono stato il giudice più giusto che ci sia stato in Inghilterra negli ultimi cinquant'anni; ma questa è stato la più giusta censura che ci sia stata in Parlamento negli ultimi duecento anni».

Una carriera politica così attiva e così piena non sembra aver lasciato molto posto per altro.
Ma la fama durevole di Bacone e il suo posto in questa lista sono dovuti ai suoi scritti filosofici più che alla sua attività politica.
La sua prima opera importante, I Saggi, apparve per la prima volta nel 1597 e fu successivamente ampliata. I Saggi, scritti in uno stile brillante e conciso, contengono una quantità di osservazioni penetranti non solo su questioni politiche, ma anche su questioni personali.
Alcune osservazioni caratteristiche sono:
I giovani sono più adatti a creare che a giudicare, più adatti a eseguire che a consigliare, più adatti a nuovi progetti che a affari già iniziati.
[...] Gli uomini in età obiettano troppo, si consultano troppo a lungo, osano troppo poco
[...] È certo buona cosa utilizzare tutti e due perché le virtù di una età possono correggere i difetti dell'altra
[...]Colui che ha moglie e figli ha dato ostaggi alla fortuna.


Ma gli scritti più importanti di Bacone riguardano la filosofia della scienza. Egli pianificò una grande opera, la Instauratio Magna (o Il grande rinnovamento) in sei parti.
La prima parte doveva esporre il presente stato della conoscenza, la seconda parte doveva descrivere un nuovo metodo di ricerca scientifica, una terza parte doveva includere una sene di dati empirici, una quarta doveva contenere esempi del nuovo metodo scientifico in atto, la quinta doveva presentare le prime conclusioni previste e l'ultima parte doveva essere una sintesi delle conoscenze acquisite col nuovo metodo.
Non ci si può sorprendere se questo grandioso schema, forse il più ambizioso dopo Aristotele, non fu mai completato. L'avanzamento del sapere (1605) e il Novum organum (1620) possono essere considerati le prime due parti di questa grande opera.

Il Novum organum (o Nuovo Organo) è forse il libro più importante di Bacone.
Il libro fondamentalmente è un appello affinché si adotti il metodo empirico di ricerca. L'uso di affidarsi completamente alla logica deduttiva di Aristotele era ottundente e c'era necessità di un nuovo metodo di ricerca, il metodo induttivo.
La conoscenza non è qualcosa dalla quale si parte e dalla quale si deducono conclusioni: è invece qualcosa cui si arriva.
Per capire il mondo si deve prima osservarlo. Prima occorre raccogliere i fatti, diceva Bacone, poi trarre le conclusioni da questi fatti per mezzo del ragionamento induttivo.
Sebbene gli scienziati non abbiano seguito il metodo di Bacone in tutti i suoi dettagli, le idee generali da lui espresse - la cruciale importanza dell'osservazione e della sperimentazione - costituisce ancor oggi il fondamento del metodo usato dagli scienziati.

L'ultimo libro di Bacone fu La Nuova Atlantide, un resoconto di un regno utopico situato in una immaginaria isola del Pacifico.
Sebbene l'impostazione ricordi Utopia di Sir Thomas More, il contenuto del libro di Bacone è diverso.
In Bacone la prosperità e il benessere del suo regno ideale dipendono direttamente dai risultati di una approfondita ricerca scientifica.
In altri termini, Bacone stava dicendo ai suoi lettori che l'intelligente applicazione della ricerca scientifica avrebbe potuto rendere i popoli europei più prosperi e felici di coloro che abitavano la sua mitica isola.

Si può dire imparzialmente che Francesco Bacone fu il primo vero filosofo moderno.
Il suo punto di vista generale fu laico piuttosto che religioso (anche se credeva fermamente in Dio).
Fu razionale e non superstizioso; fu un empirista e non uno scolastico che spaccava in quattro un capello con le armi della logica.
In politica fu più realista che teorico e assieme agli studi classici e alla abilità di grande letterato, fu in totale sintonia con la scienza e la tecnologia.
Sebbene fosse un leale inglese Bacone ebbe una visione che andava assai al di là del suo paese. Egli distinse tre tipi di ambizioni:
La prima è quella di coloro che desiderano estendere il proprio potere nel loro paese natale: ambizione volgare e degenerata.
La seconda è quella di coloro che si danno da fare per estendere il potere del loro paese e il suo dominio tra gli uomini; questa ambizione ha certo più dignità, anche se non è priva di cupidigia.
Ma se un uomo si sforza di stabilire ed estendere sull'universo il predominio della razza umana la sua ambizione è senza dubbio più completa e nobile delle altre due.
Niccolò CopernicoSebbene Bacone sia stato l'apostolo della scienza, non fu scienziato né seguì da vicino i progressi dei suoi contemporanei. Ignorò Napier (che di recente aveva inventato i logaritmi) e Keplero, e perfino il suo seguace inglese, William Harvey. Bacone suggerì correttamente che il calore fosse una forma di moto - un'importante idea scientifica - ma in astronomia rifiutò di accettare le idee di Copernico.
Deve essere comunque ricordato che Bacone non cercava di presentare un insieme completo e corretto di leggi scientifiche, ma piuttosto tentava di presentare una ricerca su ciò che è necessario imparare. Le sue intuizioni scientifiche dovevano, a suo avviso, servire come punto di partenza per ulteriori discussioni, non come risposta finale.

L'encyclopedie di Diderot
Francesco Bacone non fu il primo a riconoscere l'utilità del ragionamento induttivo e neppure fu il primo a comprendere i possibili benefici che la scienza avrebbe potuto portare alla società.
Nessun uomo prima di lui, però, ha divulgato queste idee con tale ampiezza e con tanto entusiasmo.
Inoltre, in parte perché Bacone era un ottimo scrittore, in parte per la sua fama come importante uomo politico, il suo atteggiamento nei confronti della scienza ebbe moltissima influenza.
Quando nel 1662 fu fondata la Royal Society di Londra per promuovere la conoscenza scientifica, i fondatori considerarono Bacone come loro ispiratore. Quando, durante l'Illuminismo francese fu redatta la grande Enciclopedia, i maggiori collaboratori quali Diderot e d'Alembert, attribuirono a Bacone l'ispirazione del loro lavoro.
Se il Novum organum e La Nuova Atlantide sono oggi meno letti di quanto lo fossero una volta, è perché i messaggi in essi contenuti sono oggi totalmente accolti.