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Gli orfani di Salo' di Antonio Carioti

È da qualche anno, ormai, che gli storici si vanno interessando dei giovani, e spesso giovanissimi, italiani che dopo l' 8 settembre 1943 scelsero la Repubblica sociale, soprattutto per un atto di estrema ribellione contro il «tradimento» del re e di Badoglio. Meno noto è che, nei primi anni del dopoguerra, molti di quei giovani avrebbero animato un movimento che, per capacità di mobilitazione e vivacità culturale, può essere addirittura considerato una specie di «Sessantotto nero». Questa appunto è la definizione che utilizza Antonio Carioti, in un lavoro di grande interesse dedicato a un settore minoritario ma certo non irrilevante del mondo giovanile, Gli orfani di Salò, Mursia, pp. 293 ... [www.ariannaeditrice.it]

Titolo: Gli orfani di Salò. Il Sessantotto nero dei giovani neofascisti nel dopoguerra 1945-1951
Genere: Storia D'europa
Autore: Antonio Carioti
Editore: Mursia (Gruppo Editoriale)
Anno: 2008
Informazioni: pg. 300
Codice EAN: 9788842536666

Il nostro prezzo: € 17,00

IL LIBRO - Poco dopo la fine della guerra irrompe nelle scuole, nelle università e nelle piazze d’Italia una presenza rumorosa e inaspettata: migliaia di giovani che agitano i simboli e cantano gli inni del fascismo, guidando le più affollate manifestazioni studentesche dell’epoca, quelle per il ritorno di Trieste alla madrepatria.

Molti sono reduci della RSI, altri non hanno fatto in tempo a parteciparvi, ma tutti vivono l’avventura di Salò come un mito eroico, l’ultimo sussulto di dignità della nazione. Rifiutano l’Italia democratica, ma spesso contestano duramente anche i dirigenti del MSI per la loro linea moderata e compromissoria.

Non si limitano a lottare nelle piazze, ma studiano, discutono, pubblicano riviste, trovano maestri come il filosofo tradizionalista Julius Evola. Sono i protagonisti di un «Sessantotto nero» che lascia il segno nella vicenda della destra italiana. Questa è la loro storia.

L'AUTORE - Antonio Carioti, nato a Reggio Emilia nel 1961, ha esordito come giornalista alla «Voce Repubblicana» e dal 2004 lavora alle pagine culturali del «Corriere della Sera». È stato caporedattore della rivista «Ventunesimo Secolo» e ha firmato diverse pubblicazioni, tra cui Cinquant’anni di nostalgia (1995), un libro intervista con Marco Tarchi sulla destra nell’Italia repubblicana.

È autore del saggio Di Vittorio (2004) sulla figura del leader storico della CGIL, di una Breve storia del presidenzialismo in Italia (1997) e del pamphlet Maledetti azionisti (2001). Ha curato la riedizione di scritti di Eugenio Reale, Dante Corneli, Giovanni Amendola e Mario Vinciguerra.


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