Il solare italiano in forte ritardo, nonostante tutto
Ci eravamo già occupati dell’argomento in questo articolo, ora ritorniamo a parlare dei pannelli solari montati sul tetto del Vaticano in occasione della fine dei lavori e dell’ inaugurazione dell’impianto avvenuta pochi giorni fa.
Oltre a riportare per dovere di cronaca la notizia sono importanti le dichiarazioni fatte dal premio Nobel Carlo Rubbia a margine della cerimonia, dichiarazioni che andrebbero ripetute su tutti i telegiornali per la loro importanza, ma che rischiano di passare quasi inosservate.
Il professor Rubbia ha criticato le scelte strategiche fatte negli ultimi anni in Italia, bocciandole come poco lungimiranti, infatti se solo cinque anni fa si fosse investito con convinzione sull’energia solare oggi l’Italia si troverebbe probabilmente al posto della Spagna e subito dopo la Germania, in una posizione guida sia nella ricerca sia nella produzione.
Invece si ritrova ad inseguire posizioni perdute, che erano state conquistate una quindicina d’anni fa grazie a investimenti e ricerche che la ponevano all’avanguardia per l’epoca.
Purtroppo non si vedono grandi cambiamenti all’orizzonte e Rubbia ha ragione ad alzare i toni della polemica, perchè nonostante parecchie dichiarazioni di maniera e la crescente Obama-mania, tutto sembra muoversi con estrema lentezza tranne nei casi in cui entrino in gioco capitali stranieri (vedi notizia pubblicata sull’investimento della Sharp).