Il mondo artistico di fine ‘800 non è dominato solamente da figure come Monet, Manet e Degas. Parallelamente alle prime esperienze impressioniste (di cui abbiamo già parlato qui) iniziano ad acquistare rilevanza anche operazioni che mettono in stretta relazione gli ambiti della ricerca tecnologica con quelli più squisitamente artistici.
Sul finire del secolo si assiste alla nascita della cronofotografia: il cinematografo deve ancora nascere, ma Eadweard Muybridge compie le sue prime sperimentazioni, affascinato dall’idea di rappresentare il movimento attraverso la fotografia realizzando, con più macchine fotografiche, scatti a intervalli di tempo ravvicinati, a vari soggetti.

Le immagini di questo articolo sono tratte dal sito web del ricco archivio della Pennsilvania University, nel quale sono raccolte interessanti riproduzioni digitali (visualizzabili anche in alta risoluzione) degli “esperimenti” di Muybridge, tra cui anche il famoso cavallo al galoppo, ottenuto con l’ausilio di cinquanta macchine fotografiche azionate dagli zoccoli dell’animale in corsa tramite fili.
Muybridge influenza gli studi del fisiologo francese E. J. Marey e pone le basi per la nascita del cinema . Da questo punto in poi inizia a crearsi una sempre più evidente scissione tra le forme artistiche tradizionali e quelle innovative. Il dibattito sulla “legittimità di cittadinanza” di strumenti nuovi, mutuati dal mondo della scienza e della tecnica inizia proprio in questo periodo, e tornerà a riaccendersi ogni volta che nasce un nuovo strumento tecnologico, e qualche artista vuole sperimentarlo.


1 Risposta a “il rapporto tecnologia/arte (2) - Muybridge e la cronofotografia”