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| Jill Bolte Taylor

Non tutti gli ictus vengono per nuocere
Al momento dell'ictus, Jill Bolte Taylor era ricercatrice presso l'Harvard Brain Research Center. Grazie a questo terribile sintomo, che spesso o è l'anticamera di grosse invalidità o è letale, ha avuto un'intuizione che apre nuove vie allo studio del cervello.
Jill Bolte Taylor si era svegliata una mattina con un acuto dolore dietro l'occhio sinistro e pochi minuti più tardi non era più in grado di parlare, contare, camminare, dare un senso temporale agli eventi, riconoscere sua madre.
Un'emorragia grande come una pallina da golf le premeva sull'area del linguaggio e il lobo sinistro non era in grado di funzionare. Intanto, però, con il lobo destro Jill stava sperimentando il Nirvana.
Tutte le sue preoccupazioni giornaliere erano scomparse. Anche la percezione di sé e del mondo era completamente cambiata e, soprattutto, provava una grande felicità.
 Dopo un'operazione e otto anni di riabilitazione, Jill ha completamente recuperato la funzionalità della parte sinistra del cervello e oggi è in grado di ripensare alla sua esperienza da scienziata.
In pratica, ha sperimentato su se stessa ciò che studiava: i due emisferi, uniti soltanto da un piccolo ponte (il corpo calloso), hanno personalità molto diverse.
Nel sinistro risiede la logica, nel destro la creatività e l'empatia.
L'intuizione di Jill è che in qualche modo sarebbe possibile scegliere a quale parte dare più "spazio". La neuroscienziata ha presentato la sua teoria nel corso dell'ultimo convegno Technology, Entertainment, Design (Ted), il forum annuale dedicato alle idee innovative in diversi campi della scienza.
 Oltre due milioni di persone hanno guardato il suo intervento online (www.ted.com), il suo libro My Stroke of Insight: A Brain Scientist's Personal Journey è diventato un bestseller e per il "Time" Jill è tra le cento persone più influenti del modo.
La sua idea è che sia possibile migliorare la qualità della propria vita e raggiungere uno stadio di profonda tranquillità e felicità addomesticando la nostra parte sinistra: noi potremmo coscientemente influenzare il circuito neurale che sottosta a ciò che pensiamo, al modo in cui percepiamo e reagiamo agli eventi.

Articolo Originale di Tiziana Monconi Ho girato e rigirato, senza saper dove andare.....

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