È il momento delle donne dai capelli rossi e dalla pelle diafana (e un po' di lentiggini non guastano): forse perché corrispondono all'immaginario romantico, che oggi celebra donne di una bellezza non classica e conturbante.
Lei, Julianne Moore, ha appunto i capelli rossi naturali come la chioma di un leone, e come un leone è impavida.
C'è un filo (rosso anche quello...) che collega coraggio e fierezza al colore dei capelli e Julianne Moore, 48 anni a dicembre, si ritiene una donna coraggiosa a livello sia emotivo sia creativo: anche nei suoi film, grazie ai quali ha avuto quattro volte una nomination all'Oscar.
Il coraggio di mostrare il suo corpo di certo non le manca.
E anzi sembra aumentare con gli anni, e con la coscienza che una donna è davvero bella quando è una donna vissuta (vedi il suo recente nudo per la copertina di Vogue).

Da quando, nel '93, si esibì nuda dalla cintola in giù (e rossa come il fuoco) nella scena del litigio coniugale in America oggi di Robert Altman, il nome di Julianne Moore è diventato sinonimo di audacia.

Ha interpretato una pornodiva in Boogie Nights....

Una moglie impasticcata in Magnolia...

Un'altra depressa e tendente al suicidio in The Hours...

E una cornificata dal marito segretamente gay in Far from Heaven.

E ha avuto l'ardire di sostituire Jodie Foster nel ruolo dell'agente dell'Fbi Clarice Starling in Hannibal, il seguito de Il silenzio degli innocenti.

Julianne Moore
in "The Forgotten"Nel 2003 ottiene una doppia candidatura all'Oscar, come miglior attrice per Lontano dal paradiso, per quale riceve la Coppa Volpi al Festival di Venezia, e come non protagonista per The Hours, ma anche questa volta non le viene assegnata l'ambita statuetta.
Negli anni seguenti partecipa a svariate pellicole più o meno di successo come Il colore del crimine, The Forgotten, I figli degli uomini e Next, quest'ultimo si è dimostrato un flop al botteghino.
In quasi tutti i suoi film la Moore esibisce una presenza quasi spettrale: la pelle chiara come la nebbia, su cui spiccano gli occhi scuri e profondi.
Un look peculiare che piace molto, appunto anche ai designer di moda e case cosmetiche come la Revlon, per cui è da anni modella e testimonial.
Sposata al regista Bart Freundlich (dieci anni più giovane di lei), da cui ha avuto i due figli Caleb (dieci anni) e Liv (sei), è nata in North Carolina ma vive da sempre a New York.
In Italia si è vista da poco in Savage Grace, variazione edipica sul caotico rapporto tra due coniugi e il figlio con disturbi mentali.

Blindness, che uscirà a gennaio 2009, tratto dal romanzo del premio Nobel José Saramago, narra di una epidemia che priva della vista l'intera popolazione.
Julianne Moore, l'unica persona rimasta immune al virus, è costretta a fingere la cecità prima per stare vicino al marito, poi per sopravvivere e portare gli altri alla salvezza.


Julianne Moore, insomma ci tiene a dimostrarsi per quel che è: intelligente, ironica e colta (e anche per questo che risulta sexy). Infatti l'amore per il cinema per lei è figlio dell'amore per i libri
"La mia passione per tutto ciò che è narrativa deriva dal fatto di aver avuto un'infanzia e adolescenza molto movimentate".
Riferendosi ai continui spostamenti della famiglia al seguito del padre, un giudice militare, in vari Paesi in Europa e America Centrale, rivela:
"Ogni anno cambiavo scuola. Cercavo rifugio nelle biblioteche. Leggevo romanzi con avidità quasi frenetica. La vita peripatetica ti costringe ad adattarti, ti costringe a trovare un modo per inserirti.
Ma è stato soprattutto l'amore per la letteratura che mi ha fatta diventare attrice. E anche ora, ho iscritto i miei figli a una scuola di quaccheri a Manhattan, dove fanno leggere e studiare, senza distrazioni mondane. I bambini non mi hanno ancora mai vista in un film. Non sanno bene quello che faccio: a loro interessa solo avere una madre e un padre, ed è giusto che sia così".

Piange spesso ma solo al cinema e come dice Julianne More:
"Non ho mai vissuto i tormenti spirituali e affettivi di tante donne da me ritratte sullo schermo. Non bisogna confondere la finzione con la vita reale.
Non porto mai i personaggi a casa: fuori del cinema conduco una vita normalissima".
Una vita in cui il lavoro è tuttavia tornato a essere una costante: negli ultimi mesi ha finito di girare The private lives of Pippa Lee, scritto e diretto da Rebecca Miller (figlia di Arthur Miller) dove recita accanto a Monica Bellucci, Keanu Reeves e Robin Wright Penn,

E il thriller soprannaturale 'Shelter' con registi Mans Marlind e Bjorn Stein.

Cos'è recitare per Julianne?
"Rispetto a quello che viviamo, la recitazione è come una vacanza. Ti lasci andare a un'altra dimensione, a un altro tempo, e fai finta di non essere te stessa. Io so bene chi sono, e posso permettermi di divagare".
Alla Moore i nostri vivi ringraziamenti per le sue fughe dalla realtà... 