Un gruppo di attivisti canadesi per i diritti umani e di ricercatori nel campo della sicurezza informatica ha scoperto le prove di una grande sistema di sorveglianza che in Cina controlla e archivia messaggi testuali trasferiti via Internet che contengono parole di un certo peso politico.
In particolare il sistema cinese traccia i messaggi testuali inviati dagli utenti di Tom-Skype, una joint-venture tra un operatore wireless e eBay, proprietaria di Skype.
I ricercatori hanno quantificato in circa 30mila le postazioni di polizia inormatica che controllano il traffico on line, i siti web e, ovviamente, i blog per verificare l'esistenza di contenuti offensivi dal punto di vista politico, ma non solo.
Gli attivisti, che sono aggregati al Citizen Lab, un gruppo di ricerca che si occpa di politica e Internet all'Università di Toronto, ha scoperto il sistema cinese di controllo solo il mese scorso. In quell'occasione sono riusciti ad entrare in uno dei computer incriminati dove hanno trovato più di un milione di messaggi censurati. Grazie a questi messaggi hanno potuto ricostruire la lista delle parole che fanno scattare la censura.
La lista include parole legate al gruppo religioso "Falun Gong", all'indipendenza di Taiwan e al Partito Comunista cinese. Oltre alla parola democrazia, ve ne sono altre apparentemente innocue come terremoto o latte in polvere.
Ma i cinesi non si accontentano di tracciare i messaggi registrando anche le generalità di chi li trasmette, registrano anche le conversazioni via chat di Tom-Skype, in particolare quelle tra utenti cinesi e residenti all'estero. Al momento non riescono a registrare le conversazioni in voce, ma la falla del software è già abbastanza grave.