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Storia dell’Umbria

Sezione: Città e paesi, Eventi e manifestazioni, Itinerari turistici, Ristoranti e locali, Strutture ricettive, Varie dall'Umbria | 26 ottobre 2007 scritto da admin

Anticamente ricca di corsi d’acqua e di amena vegetazione, l’Umbria è stata meta di numerose migrazioni che hanno origine fin dal Paleolitico. Popolazioni provenienti dal nord o stanziali, hanno abitato questa regione posta al centro dell’Italia, in posizione favorevole per scambi commerciali e traffici di diverso genere.

In età del ferro gli Umbri, popolo di origine indoeuropea, occupavano la sponda orientale mentre gli Etruschi, popolo probabilmente più “giovane” rispetto agli Umbri, occupavano la parte occidentale. L’antica divisione, che sfociò spesso in aperto antagonismo, fra i due popoli è ancora testimoniata dalle tracce storiche, culturali, etniche e urbanistiche delle due zone. Nelle importantissime Tavole Eugubine, risalenti al II sec. a.C. e redatte in Latino ed Etrusco, è contenuta una fondamentale testimonianza della superiorità politica e religiosa di cui godevano nel VII sec. a.C. le città etrusco-tiberine (Orvieto e Perugia).

Furono però i Romani ad imporsi contemporaneamente sulle due popolazioni, conquistando l’intera regione e soffocando un vano tentativo di difesa armata attuato da Umbri e Etruschi con i loro alleati Galli e Sanniti. Nel 299 a.C. i Romani fondarono la colonia di Narni, mentre nel 241 a.C. fu la volta di Spoleto. Grazie alla tolleranza con cui trattarono le popolazioni locali, i Romani si assicurarono la lealtà di queste quando si rese necessario fermare l’avanzata di Annibale nel 217 a.C.

Grande fattore di sviluppo per la regione fu la costruzione, sempre ad opera dei Romani, della via Flaminia, che collegava Roma all’alto Adriatico, risalendo la valle tiberina. Un nuovo focolaio di rivolta però divampo a seguito di malcontenti legati alla distribuzione agraria delle terre destinate ai veterani di Cesare e Ottaviano. Nel 40 a.C. Ottaviano fu costretto ad assediare e distruggere Perugina, per poi curarne la ricostruzione.

Sotto Augusto l’Umbria visse un periodo di grande prosperità culturale e economica. Alcune zone furono bonificate, altre furono elette a residenza di ricchi patrizi, che vi insediarono grandi latifondi. Attorno alle centuriazioni, sorsero borghi e le città si arricchirono di grandi opere pubbliche.

In epoca tardoantica, sotto Diocleziano, una riforma voluta dall’imperatore dissolse il confine naturale del Tevere tra Etruria e Umbria, costituendo un’unica regione chiamata Tuscania.

Caduto l’Impero romano, in una temperie di generale degenerazione e depauperamento delle terre e dell’economia, l’Umbria fu oggetto di conquista di Visigoti e Ostrogoti che si scontrarono più volte con lo stesso impero bizantino, che cercava di assicurarsi il controllo di una regione strategicamente ed economicamente importante. Il bizantino Narsete conquistò una terra ormai afflitta da abbandono, distruzione e povertà.   

Furono i Longobardi a imporre una svolta, con l’istituzione del ducato di Spoleto nel 571.

Sconfitti i Longobardi, Carlo Magno confermò la donazione di queste terre al Papato, donazione fatta in precedenza da Pipino. Dappertutto fiorirono castelli, monasteri e borghi fortificati che ancora oggi costituiscono il vanto della Regione. 

Rocche e fortezze resero la zona, ormai senza alcun valore economico e commerciale, estremamente importante dal punto di vista militare.

L’ambiguità della donazione di Pipino però porto presto allo scontro fra Papato e Impero.

Nel 1155 Spoleto resistette strenuamente a Federico Barbarossa e fu rasa al suolo.

In epoca comunale, Innocenzo III e i suoi vescovi tentarono di recuperare il dominio su una terra ormai sotto il solido controllo dei comuni, dando adito ad aspri scontri fra città guelfe e città ghibelline. I Guelfi erano principalmente costituiti dai ricchi mercanti che, per continuare i loro traffici, necessitavano del sostegno ecclesiastico. Perugia fu città di grandi tradizioni guelfe, dato che era l’unica a poter vantare interessi commerciali che travalicavano i confini regionali. Ghibellina fu invece Foligno e gli esponenti della sua aristocrazia, legata da sempre all’Imperatore.

Nel 1244 il Papato consolidò il suo potere facendo leva proprio sull’importante comune di Perugia e la regione conobbe un altro periodo di fioritura economica e culturale.

A partire dal XIV sec. però, la difficoltà a reggere la concorrenza commerciale delle città toscane e marchigiane affacciate sul mare e diverse tensioni sociali fecero sì che in molte città presero piede le Signorie. In questo periodo non furono poche le ribellioni contro il potere dei Papi e nella prima metà del XV il Signore di Perugia Braccio da Montone sottomise le città di Foligno, Todi, Assisi e giunse fino a Roma. Morto Braccio nel 1424, la Chiesa iniziò la riconquista dell’Umbria, restaurando il suo potere su Perugina nel 1540. Solo Gubbio rimase nelle mani del Duca di Urbino.

L’Umbria fu così ridotta ad una semplice provincia dei territori della Chiesa fino al 1860, quando fu incorporata dalle truppe piemontesi nel neonato stato italiano, facendola ritornare alla sua originaria identificazione storico-territoriale romana come regione Umbria.

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