mercoledì 7 novembre 2007

la "Rete" non ha colpe per la pazzia degli uomini.

Per ora sono otto le vittime della sparatoria avvenuta in un liceo nel sud della Finlandia. Alcuni dei feriti però versano ancora in gravi condizioni.
Autore della strage un ragazzo diciottenne, uno studente della scuola che ha aperto il fuoco all'interno di un’aula, verso la fine della mattinata.
Secondo voci raccolte localmente il ragazzo era affascinato dalle armi ed aveva atteggiamenti violenti, diceva di essere un ammiratore di Hitler e Stalin.
Il giovane omicida si è poi gravemente ferito nel tentativo di suicidarsi.
Basterebbe leggere la dinamica di quanto successo, che descrive il giovane Pekka mentre si spostava per i corridoi bussando alle porte e poi sparando all'interno, per capire che questo è il tipico dramma della follia.
Ma siccome l'evidenza a volte è la cosa più difficile da accettare, aspettiamoci già da ora le polemiche e gli attacchi, che qualche benpensante, indirizzerà nei confronti di "internet" e della "rete", colpevoli di avere spettacolarizzato e globalizzato oramai anche le tragedie e la morte in diretta. Poco importa sapere che fino ad ora tali tragedie sono avvenute proprio in paesi in cui con molta, troppa facilità, ognuno può diventare possessore di un'arma da fuoco.
Troveremo sicuramente chi, con dovizia di particolari, cercherà di convincerci che basterebbe vedere le analogie, sempre più frequenti all'interno di questi fatti, per renderci conto della realtà che noi, difensori ad oltranza della rete, ci rifiutiamo di capire.
Tutti questi ragazzi, ci diranno, non sembrano avere altro scopo che una ricerca ossessiva di quella visibilità che solo la globalizzazione della rete sembra loro dare.
Anche Pekka-Eric Auvinen , questo il nome dell'omicida, aveva immesso dei filmati su Youtube e in altri siti , dove si era presentato, definendosi "un cinico esistenzialista, un darwinista antisociale, un uomo pronto a morire per le sue idee".
Basterebbero queste affermazioni per far capire la follia in cui già si dibatteva Pekka-Eric, che tra l'altro sembra non avesse mai fatto mistero delle sue simpatie neo-naziste per Hitler come per Stalin, accomunati per lui solo dal fatto che “sapevano come trattare l’umanità”.
La rete e internet , come si vede , non hanno colpa alcuna.
Non è la rete lo "scopo", il fine ultimo di questa tragedia, caso mai la rete è solo il mezzo con cui si sono state diffuse queste deliranti fantasie, così come una volta venivano scritte nei diari.
Dietro queste tragedie però vi si trova e si legge il disagio sociale, a volte la pazzia.
Spesso anche quella forma di alienazione che, con sempre maggior frequenza, sembra colpire i giovani nella nostra società del benessere, incapaci a darsi ideali e motivazioni di vita.
Una vita che sembra grigia ai più, monotona, sempre uguale a se stessa, apatica, priva di grandi ideali e di slanci, senza avvenire.
Forse bastava ascoltare o leggere in internet quei messaggi, quel disagio, forse bastava ascoltare quel giovane per capire, per rendersi conto e sperare così di evitare quanto successo. Ma la nostra è sempre più la società dell'individuo, chiuso in sè stesso, attento ai suoi problemi e per questo solo e sempre egoista.
Gli altri non esistono mai, non esiste il disagio dei figli, non esiste quello dei giovani, non esiste l'anziano vicino di scala che ha bisogno di noi.
Ci accorgiamo di loro solo quando è troppo tardi e leggiamo o di fatti come questi o di anziani morti nelle loro abitazioni nell' indifferenza generale.
Ma è sempre più facile per noi eliminare i problemi e le colpe che affrontarli, ecco perchè siamo pronti a dare ogni colpa a internet, ai media, a tutti e a tutto, piuttosto che riconoscere a volte l'evidenza di una società perennemente egoista e superficiale.
Si perchè dovremmo riconoscere in questo caso la nostra incapacità a raccogliere i segnali che anche questi ragazzi di solito mandano, anche, e non solo in internet.
Segnali inequivocabili, che andrebbero ascoltati con più attenzione, ma che spesso ci sfuggono o sottovalutiamo.
E anche questi di Pekka erano segnali inequivocabili di pazzia che solo la superficialità degli adulti ha impedito di scoprire.
Vediamo così che la soluzione di questi problemi a volte è lì, concreta e a portata di mano, raggiungibile forse con poco, basterebbe essere attenti e non sempre pronti a dare la responsabilità di ogni male umano e sociale a internet, alla rete o a Youtube.

5 commenti:

Gigi Cogo ha detto...

sono incazzato come una iena. Tutti i servizi dei TG di ieri erano da .....ecco non so, forse prendere i caporedattori e mandarli a scopare il mare. Per non dire altre cose più triviali.

Mancava poco che dicessero chiudiamo Youtube altrimenti chissà quanti ragazzi moriranno.

Deserto culturale. Totale.
Inquitente quanto l'omicio.

Biagio ha detto...

...che tristezza.

Noantri ha detto...

Sono molto d'accordo con te.
[Ste]

Franca ha detto...

I segni della pazzia c'erano tutti, ma evidentemente non c'era nessuno pronto a recepirli.
La riflessione che mi viene però riguarda la facilità con cui le armi sono vendute e la ragione c'è.
Le lobby dei produttori di armi sono fortissime.
Meditiamo gente, meditiamo...

Tiziana ha detto...

Ma possibile che la gente sia così ottusa....? ho sempre pensato che se la tv propone certe trasmissioni idiote è perchè l'italiano medio se le merita, vuole quello, ha voglia dei trenini la domenica pomeriggio, le carrambate il sabato sera e 7 sfigati in kway il mercoledi sera.... ma anche il telegiornale... che tristezza. Ha ragione biagio CHE TRISTEZZA !