venerdì 09 gennaio 2009
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 ECONOMIA
martedì 07 ottobre 2008, 23:52

Wall Street: -5%. La Ue: aiuti di Stato Fmi: crisi da 1.400 miliardi di dollari


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Milano - Le Borse europee chiudono contrastate una seduta in altalena, indebolendosi sul finale in scia all’andamento di Wall Street, che ha virato al ribasso dopo un’apertura positiva. In avvio di seduta i listini europei hanno tentato il rimbalzo rispetto al deciso crollo di ieri, dopo si sono indeboliti, per poi accelerare al rialzo dopo l’apertura della Borsa americana. In chiusura hanno di nuovo rallentato, chiudendo con segni contrastati. Positivi il Cac40 di Parigi, il Ftse100 di Londra e l’Ibex di Amsterdam, che hanno messo a segno rialzi dello 0,55%, dello 0,35% e dell’1,27%. Negative invece Francoforte, con il Dax in calo dell’1,12% e Amsterdam (Aex -1%).

Milano in ribasso dopo seduta volatile Piazza Affari chiude ancora calo una seduta sull’ottovolante. Stamani gli indici erano partiti molto forti, dopo il -8% di ieri per poi calare e quindo tornare positivi. Ma poi l’avvio incerto di Wall Street ha annullato tutti i guadagni. A Milano, oltre al ribasso dei bancari, pesa il calo di Fiat. "Si è trattato di una seduta tecnica, con molti investitori che hanno chiuso le posizioni e diversi titoli sospesi per eccesso di scostamento sul prezzo di controllo", osserva un broker. Giornata, dunque, volatile e in balia dell’incertezza sulla crisi finanziaria. "Lo scenario è decisamente incerto. Il mercato chiede un intervento globale e coordinato per affrontare la crisi ma per ora ci sono solo interventi nazionali e verbali", commenta un altro operatore. L’indice S&P/Mib termina in calo dello 0,65%, il Mibtel cede lo 0,91%. Volumi per circa 4 miliardi nel finale.

Wall Street ancora giù Chiusura in deciso calo per Wall Street. Il Dow Jones arretra del 5,11% a 9.447,11 punti, il Nasdaq cede il 5,80% a 1.754,88 punti, mentre lo S&P 500 arretra del 5,74% a 996,23 punti. Ancora giù il Toro americano che aveva aperto la seduta in rialzo ma poi una repentina inversione di tendenza, è passata in territorio negativo, con il Nasdaq composite che cede l’ 1% esatto. Il Dow Jones segna -0,46% e lo S&P 500 lo 0,68%. La Fed ha deciso di intervenire sul mercato dei cosiddetti "commercial paper", vale a dire le obbligazioni di breve durata, allo scopo di sostenerne i corsi nell’attuale drammatica situazione dei mercati. La banca centrale Usa, sulla base dei poteri di emergenza che le sono stati attribuiti dal maxipiano, creerà un'apposita società veicolo che avrà lo scopo di acquistare questi asset, di durata tre mesi.

Bernanke apre sul taglio dei tassi La crisi dei mercati finanziari peserà ancora di più sulla crescita economica. Lo ha detto il presidente della Fed, Ben Bernanke. La Fed, alla luce dei recenti sviluppi sui mercati finanziari, "é pronta a valutare se l' attuale orientamento di politica monetaria può essere considerato ancora appropriato", ha detto ancora, di fatto aprendo la strada ad un nuovo taglio dei tassi.

Fmi: "Crisi da 1.400 miliardi di dollari" Sui mercati è in atto un "terremoto senza precedenti" che costerà 1.400 miliardi di dollari, "una cifra significativamente più alta di quella stimata in aprile" prevista in 945 miliardi e leggermente superiore a quella di 1.300 miliardi del mese scorso. Lo afferma il Fondo Monetario Internazionale nel Global Financial Stability Report, sottolineando che alla fine di settembre le svalutazioni hanno raggiunto quota 760 miliardi di dollari, di cui 580 miliardi a carico di banche. Secondo il Fondo finora sono emerse soltanto il 55% delle perdite potenziali conosciute: se il "terremoto" dovesse peggiorare le svalutazioni potrebbero aumentare di altri 80 miliardi. Secondo le stime del Fmi, gli intermediari finanziari non bancari hanno accumulato finora perdite pari ad almeno a 180 miliardi, mentre le assicurazioni hanno visto andare in fumo circa 100 miliardi. Altri 60 miliardi sono stati persi da hedge funds e altri operatori di mercato. Le società pubbliche hanno proceduto a svalutazioni per 15 miliardi ma alla fine della tempesta il loro rosso non sarà inferiore a 115 miliardi. Le principali banche mondiali - aggiunge l'Fmi - avranno bisogno di circa 675 miliardi di dollari di capitali nei prossimi anni.

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20 commenti su  1  2  3  4   pagine dal più vecchio | dal più recente
#20 Maverick (26) - lettore
il 08.10.08 alle ore 7:53 scrive:
Carissimi lettori,vorrei capire una cosa,ma unicredit non era una banca illuminata come il monte dei paschi ambedue di area di sinistra e quindi infallibili,forse non gestivano i fondi pensione? La cgil ecc. perchè non ci spiegano a che livello sono i fondi pensione integrativi? Ora che mi viene in mente ma anche banca intesa era come queste? Che domande sciocche mi pongo...più tardi mi sveglierò ed andremo in piazza a manifestare contro Berlusconi ed il compagno epifani ci spiegherà perchè è tutta colpa di questo governo!
#19 amedori (122) - lettore
il 07.10.08 alle ore 22:11 scrive:
libertyfighter, questa sera ho imparato una nuova cosa: più è alto il tasso d'interesse e più i mie soldi valgono, allora sappia che per i mie soldi la banca mi elargisce la stratosferica cifra dello 0.5% annuo, TE CAPI'!! i prezzi non li fa sempre la domanda e l'offerta, è il costo di produzione che stabilisce il prezzo, altro che balle, il tasso di massimo scoperto sappia che è del 18% e questo è un costo o no!! Le aziende hanno tali e tanti costi impropri che ad elencarli tutti si diventa matti. Sembrerà una ovvietà ma le banche da che mondo è mondo sono fallite in un solo caso: quando il cliente non paga più e per le più svariate ragioni. Non ci crede? LO vada a chiedere ai Medici, ai Pitti, ai Pazzi, ai Doni e giù di lì. Elenco dei non pagatori: Papa, re d'inghilterra, re di francia. Solo il povero disgraziato pagava sull'unghia ma i ricchi niente, un cavolo.
#18 colzani (230) - lettore
il 07.10.08 alle ore 17:13 scrive:
Giannino ha centrato il bersaglio. Wilde diceva che le banche sono quei signori che ti prestano l'ombrello quando c'è il sole per poi riprenderselo quando piove. Aggiungerei con l'aiuto dei signori di governo.
#17 libertyfighter (706) - lettore
il 07.10.08 alle ore 17:09 scrive:
Mi pare che precedentemente io avessi già detto che appena approvato il piano Paulson, sarebbe uscito fuori qualcun altro che avrebbe detto che sarebbero necessari altri 1400 miliardi di dollari. Si si. Mi pare proprio di averlo detto. A coloro che inveiscono contro i tassi alti. SE la BCE abbassa i tassi, diminuiscono gli interessi sui mutui. Ma in compenso si svaluta il denaro. Quindi poi, per comprare un forno con per vernici ad acqua, ti servono 180000 euro invece che 120000. Con il risultato che comunque gliene dovrai dare di più con gli interessi, nonostante il tasso più basso. Inoltre, finché il tasso resta alto, coloro che non si sono indebitati, non vedono il loro potere d'acquisto diminuire. Viceversa, costoro starebbero pagando parte degli interessi che gli indebitati devono versare.
#16 colzani (230) - lettore
il 07.10.08 alle ore 16:59 scrive:
Utordone ha ragione e i meccanismi di cui parla sono (come ben saprà) complessi e necessitano controtendenze estreme che solo nei periodi più barbari della recente storia economica abbiamo visto. I demagoghi rassicurano con insensati slogan propagandistici la ripresa per arginare l'emorragia finanziaria e legittimare il bail-out europeo e gli 800 miliardi di dollari venduti alla Cina in valuta Amero, quindi accrescere la forbice che è poi stata la causa della depressione attuale. Se va bene imploderà tra 10 anni geometricamente accresciuta, diversamente - e me lo auguro - torneremo umilmente a generare ricchezza senza impoverire il prossimo.
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