
Ecco perché non si muove mai nulla! «Ruvo sta perdendo quello che ha», «Ruvo non rinasce», «Ruvo non ha mai avuto una decente amministrazione». Tutti i cittadini non hanno una percezione positiva di chi amministra la città. E nessuno conosce il perché (“conoscere”; volutamente ho utilizzato questo anziché l’altro verbo, cioè “capire”. Il perché tutti lo hanno capito).
A causa della mia curiosità, la quale, nuovamente, finge di ascoltare la mia coscienza che, puntualmente, mi urla «fatti i fatti tuoi!», ho voluto conoscere (cioè fare un’esperienza) il “mondo politico”. Da qualche settimana incontro esponenti della politica locale i quali (cribbio!) dicono veramente delle sciocchezze (e, cosa per me incomprensibilmente possibile, queste, loro le dicono credendoci veramente!). Parlano di cittadini (dei ruvesi), parlano dei problemi di tutti e dicono che le cose non vanno per la maggioranza di noi (insomma, tra di loro ripetono le stesse lamentele che, ad apertura di questo post, ho citato a proposito dei cittadini). Ma, leggete leggete, quando si tratta di attivarsi concretamente, la loro preoccupazione non è il cittadino (cosa che logicamente dovrebbe comportare) bensì (ora c’è da sbigottirsi) cosa potrebbe pensare l’opposizione. In pratica le persone che ci chiedono di votarle, non si preoccupano di cosa può pensare il cittadino del loro operato, ma di cosa potrebbe pensare la parte politica concorrente. Praticamente, loro danno conto non ai ruvesi, ma ai loro avversari politici. Come direbbe un mio carissimo amico “questi se la cantano e se la suonano tra di loro”.
E’ questo il meccanismo secondo cui i cittadini diventano vittime di chi li governa. Gli amministratori comunali, quando informano i cittadini lo farebbero in modo velato o non dicendo tutto, anche quando c’è di buono nelle loro azioni, perché quest’ultime (proprio perché buone) potrebbero urtare gli avversari politici, i quali, a loro volta, reagirebbero in modo da creare, con le loro critiche, una guerra mediatica al fine di distogliere gli elettori dal votarli. Ecco spiegato perché non converrebbe, a nessuno di loro, fare gli eroi ma, probabilmente preoccuparsi solo dei loro interessi. I cittadini, li considerebbero solo voti, dote che ogni esponente politico ha per scambiarli con favori.
I giovani devono cambiare le cose (perché hanno un futuro davanti), quelli che sono seduti in consiglio comunale da più di dieci anni consecutivi non porteranno a nessuna novità (il loro futuro l’hanno già avuto e, a loro, converrebbe che le cose restino così come sono). I giovani devono tornare a seguire gli ideali e a battersi per essi. Solo così si inizierà di nuovo a fare politica.
Da sessant’anni, nel modo di governare, non ci sono stati più gli ideali da difendere ma solo interessi. Torneremo agli ideali quando scopriremo di nuovo i valori.