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Pericolo all'Electrolux: è in atto una deindustrializzazione |
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Scritto da Rodchenko
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giovedì 04 settembre 2008 |
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Se il buon giorno si vede dal mattino, è certo che il futuro del gruppo Electrolux non è roseo. Ciò che è emerso dall'incontro di ieri fa presagire un buio avvenire per una delle più grosse realtà produttive del triveneto. Il piano aziendale proposto è tassativo con l'esubero dei 324 operai in cambio di poche e vaghe rassicurazioni per il futuro. Infatti se si esclude la nuova partnership per lo stabilimento di Scandicci, dove verranno prodotti pannelli fotovoltaici e materiale per l'energia alternativa, negli stabilimenti di Susegana e di Porcia si continuerà a produrre frigoriferi, anche di alta gamma, ma sono gli stessi che vengono prodotti in Cina a costi decisamente più bassi.
Poiché non si vuole puntare sull'innovazione e sulla ricerca di prodotti di alta qualità che potrebbero garantire un mercato internazionale sicuro, più che di un piano di rilancio, siamo in presenza di un piano di lenta dismissione; prova ne è la chiusura di metà dello stabilimento, con i 324 esuberi e l'arretramento della parte produttiva con la sovrautilizzazione di linee di produzione vecchie di 18 anni, senza nessuna nuova automazione, chiedendo agli operai di sostenere ancora altra flessibilità in cambio di nessun incentivo. Evidentemente Electrolux non è più interessata a produrre in Italia ed in particolare a Susegana e Porcia. Ci chiediamo dove siano finiti i Ministri veneti Sacconi e Zaia che si erano impegnati difendere il Veneto. |
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Ultimo aggiornamento ( sabato 06 settembre 2008 )
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