La scarsità di precipitazioni è direttamente legata all'inquinamento creato dallo smog industriale e automobilistico. Quelle famose polveri sottili, di cui sentiamo parlare quando vengono adottatati provvedimenti di limitazione della mobilità automobilistica nelle città, sono la vera causa che incide sulle piogge.
Non è stato il caso italiano di quest'anno, ma in aree sempre più vaste del pianeta piove sempre meno, e il rischio siccità è un fenomeno concreto per una larga parte della popolazione mondiale. La crisi alimentare che stiamo vivendo ha tra i suoi principali complici proprio la siccità, che sta divenendo un fenomeno incontrollato. Le cause, è innegabile, sono dovute all'incidenza che la vita produttiva delle popolazioni crea sull'eco sistema, ma la colpa non è solo dell'effetto serra, e dei relativi cambiamenti climatici, ma direttamente dello smog industriale e automobilistico. Oggi è scientificamente provato: a quantità delle precipitazioni è influenzata dalla quantità di inquinamento, più c'è né e meno piove.Ed è l'aumento delle polveri sottili nell'atmosfera, a portare a una diminuzione delle precipitazioni, per complessi fenomeni chimici che avvengono nell'atmosfera. E' questa la conclusione a cui sono arrivati o gli studiosi dell'Istituto di scienze dell'atmosfera e del clima del Cnr di Bologna (Isac-Cnr), con un articolo pubblicato sulla rivista Science, l'immissione crescente di particolato, da parte di industrie, traffico e altre attività antropiche, fa aumentare la piovosità fino ad un certo livello di inquinamento. Oltre tale livello la piovosità diminuisce. Sandro Fuzzi, uno degli autori dello studio spiega: "Le particelle disperse in atmosfera, sono necessarie per la formazione delle nubi in quanto servono come "nuclei di condensazione" delle goccioline che costituiscono le nubi stesse. In un ipotetico mondo privo di queste ubiquitarie particelle, le nubi non esisterebbero. Sono le caratteristiche delle particelle atmosferiche che fungono da nuclei di condensazione a influenzare la struttura delle nubi e la loro capacità o meno di dare luogo a precipitazioni", spiega ancora il ricercatore dell'Isac-Cnr. "Infatti, solo una piccola frazione delle nubi presenti nell'atmosfera dà luogo a precipitazione; le altre evaporano liberando di nuovo in atmosfera il vapore acqueo e le particelle che costituivano i nuclei di condensazione".
I ricercatori hanno in pratica scoperto due principali effetti in competizione tra di loro che lo smog ha sulle precipitazioni: un effetto radioattivo, che tende a ridurre la precipitazione, ed un effetto microfisico, che tende ad aumentarla. In sostanza, la sempre più massiccia immissione nell'atmosfera di particolato dovuto ai processi industriali, al traffico veicolare e ad altre attività antropiche aumenta la piovosità, fino ad un certo livello di inquinamento, ma oltre tale livello la diminuisce. E visto che lo smog tende ad aumentare, il rischio di siccità è più che concreto.
"Da anni si studia la pianura del Gange, spiega ad esempio Fuzzi, e lì si registra già, parallelamente all'aumento di polveri sottili, una massiccia riduzione delle piogge, che sta avendo pesanti ricadute sull'agricoltura".
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fonte: Science Mag, Isac-Cnr




