Risparmio energetico: il Bonus Malus francese

Il Ministero francese per l'ecologia sta da tempo conducendo un azione mirata ad invogliare i cittadini francesi al risparmio energetico, introducendo incentivi e agevolazioni su auto, elettrodomestici ed ogni altro mezzo o strumento di uso e consumo, che possa se sostituito, ridurre co2 e rendere più efficiente il proprio impiego.


La prima campagna è stata quella sulle auto inquinanti, facendo rinnovare il parco macchine dei cittadini con l'introduzione di tasse per chi inquina di più e incentivi per chi riparmia carburante e co2. Un sistema di bonus/malus applicato all'ambiente che ha dato dei risultati notevoli: n otto mesi sono state vendute il 45% di auto con emissioni di CO2 inferiore ai 130 g/km consentendo alla Francia un drastico taglio del 9% delle emissioni.
Un rimedio efficace che oltre ad invogliare l'acquisto di vetture non inquinanti, incide sulle imprese automobilistica, invogliando anch'esse a produrne.
Oggi il sistema sta per essere applicato anche ad altri settori oltre a quello automobilistico, ed una commissione apposita sta studiando quali tra frigoriferi, pneumatici, computer e tv potranno godere di tasse o incentivi da parte del ministero.
In pratica, la Francia chiede ai suoi consumatori di scegliere e acquistare prodotti a basso impatto ecologico, le cui emissioni di CO2, cioé, siano sotto le soglie consigliate a livello internazionale. Una commissione di studiosi e esperti appositamente nominata dal Ministro francese per l'Ecologia, Jean-Louis Borloo ha prodotto un rapporto in cui sono stati individuati sei ambiti di intervento, che riguardano: le auto, proponendo la riduzione della velocità di transito a 10 km/h; la Co2, con l'introduzione di "contributo di energia climatico" che riguarda il trasporto, l'edilizia e industria giudicati sostenibili; la plastica con una tassa sui prodotti usa e getta; la casa con l'introduzione di norme che obblighino tutti i nuovi edifici ad avere livelli bassi di consumi dal 2015 per poi essere classificati dal 2020 "passivi", cioè autosufficienti nella produzione di energia per poi divenire dopo tale data "positivi", cioè in grado di produrre energia anche per terzi; gli ogm, con la creazione di un authority per garantire al consumatore la conoscenza dell'iter del prodotto agricolo: biologico, convenzionale o ogm; i pesticidi, praticandone la riduzione del 50 per cento del loro utilizzo in agricoltura in accordo con i coltivatori; l'agricoltura biologica,  aumentando l'offerta nella ristorazione del 20% entro il 2012 e certificando con un criterio di "alto valore ambientale" almeno il 50% dei terreni agricoli

Fonte: Autoblog, Ansa

 

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