giovedì 27 novembre 2008

Come gestire conflitti e diverbi

Dale Carnegie disse:
"Esiste solo un modo su questa terra per avere la meglio in un diverbio ed è quello di evitarlo.
Evitatelo come evitereste serpenti a sonagli e terremoti.
Nove volte su dieci,una disputa termina con ciascuno dei contendenti ancora più fermamente convinto di prima di avere assolutamente ragione."

Per risolvere problemi e affrontare errori,prima di criticare o incolpare qualcuno
pensiamoci due volte.Anzi tre.

Se chi sbaglia è consapevole di ciò che è successo e perchè è successo e sa che fare per non ripetere più lo stesso errore,non c'è assolutamente niente nulla da dire.

Non ha nessuna utilità far sentire chi ha sbagliato peggio di quanto già si senta.

Nei primi anni della mia carriera da team-leader,purtroppo tante volte,quando qualcosa andava storto,la prima cosa che mi veniva in mente
era quella di trovare a tutti i costi qualcuno da incolpare e rimproverare.

Senza pensare che nessuno ama essere dalla parte di chi riceve un rimprovero,una critica o un osservazione sgradevole.

Poi mi sono reso conto che gli errori fanno parte della natura umana.

E questo messaggio,ho cominciato a diffonderlo tra i miei collaboratori

e il modo più sicuro per farlo giungere a destinazione è stato quello di ammettere i miei stessi errori.

Dare l'esempio è molto importante.

Non si può aspettarsi dagli altri quello che non siamo disposti a esigere da sè stessi.

Ammettere prontamente le proprie responsabilità è uno dei modi di migliori per calmare le acque quando vengono mosse delle accuse.

In questo modo sono riuscito a creare un ambiente lavorativo dove le persone siano disponibili a ricevere consigli e critiche costruttive.

E' inutile dare addosso a a qualcuno,rimproverargli continuamente la sua colpa,ciò che bisogna fare è aggiustare quanto finora fatto.

Migliorare.

Fare un passo indietro e chiedersi:come posso migliorare la situazione?

Distribuire critiche e rimproveri induce gli altri ad abbassare la testa e a nascondersi.

Ed è molto difficile che chi subisce dure critiche si assuma dei rischi,sia creativo o si esponga prendendo iniziative personali.

Si perderebbe una parte importante del suo potenziale.

L'obiettivo è il miglioramento,non l'esternazione di giudizi.

Non bisogna pensare alla valutazione delle prestazioni.

Ma allo sviluppo delle prestazioni.

Questo atteggiamento invita e incoraggia all'innovazione.

Gli elementi che accettano meglio le critiche sono quelli che sono sinceramente interessati a migliorare,quelli che cercano di ottenere il cinque per cento in più di quanto è loro richiesto e accolgono di buon grado le critiche costruttive.

Uno dei punti a favore dei giapponesi è quello di far tesoro degli errori perchè è una chiave per ulteriori miglioramenti.

Quasi nessuno ama essere bersagliato di critiche,e sono decisamente in troppi quelli che amano somministrarle.

E' raro che il fatto di biasimare qualcuno migliori da solo la situazione.

Esistono eccezioni,naturalmente.
A volte è necessario che qualcuno sia criticato in modo costruttivo.

Se l'urgenza è abbastanza pressante,se il pericolo è abbastanza grave,se l'errore è compiuto abbastanza di frequente,allora bisogna dire qualcosa.

Ma bisogna comunque criticare con tono rispettoso.

Muoversi con delicatezza.Non col bastone!

In questo modo chi ha compiuto un errore sarà più ricettivo per quello che si avrà da dire.

Sarà più predisposto se ci soffermerà sulle cose che fa bene oltre che su quelle che non fa a dovere.

"Il processo di critica dovrebbe iniziare con la lode e l'onesto apprezzamento",dice Carnegie.

Mary Poppins certo pensava più o meno questo quando cantava:"Basta un poco di zucchero e la pillola va giù" :-)

Per concludere,quando hai bisogno di ricordartelo ripensa all'antica favola di Esopo della gara fra il vento e il sole...


Il vento e il sole ebbero un giorno una discussione su chi dei due fosse il più forte.

Il vento propose una gara e, vedendo un vecchio avvicinarsi lungo la strada,pose così i termini della scommessa:

il primo che fosse riuscito a indurlo a togliersi la giacca avrebbe vinto. Il sole accettò e il vento partì per primo.

Soffiò sempre più forte finchè le sue raffiche raggiunsero la forza di un ciclone. Ma più il vento soffiava,più l'uomo teneva stretta a sè la giacca.

Quando il vento cedette,toccò al sole.


Il sole si profuse sull'uomo gentilmente,e diventò sempre più caldo finchè questi,detergendosi il sudore dalla fronte,si tolse la giacca.

Il sole rivelò al vento il suo segreto: la delicatezza e la cortesia sono più forti della forza e della furia.

La stessa regola vale per clienti,dipendenti,collaboratori e amici.

Saluti
Sandro
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mercoledì 26 novembre 2008

Carisma e leadership


















Un leader si distingue per la sua capacità di creare legami e attrarre a sè le persone,è carismatico.

Ma che cosa è il carisma?

In psicologia,il termine carisma denota la capacità di esercitare una forte influenza su altre persone.

Carisma è una di quelle parole,come bellezza,potere,simpatia,che ognuno di noi sa riconoscere,ma che trova difficile da definire.

Carisma deriva da charis,una delle tre grazie della mitologia greca,e indica i doni che ciascuno di noi possiede dentro di sè.

Questi doni che possiamo chiamare magnetismo personale,sex appeal,fascino,vitalità,influenza,sono sintetizzati nella parola carisma.

Ha la stessa radice etimologica di entusiasmo en-theos cioè lasciar libero il dio che è in noi.

Ma indipendemente dalle nostre credenze religiose,siamo tutti coscienti di poter fare,realizzare,esprimere,creare,molto di più
se solo avessimo il coraggio di affrontare le false credenze,i limiti che ci imponiamo,i condizionamenti esterni...

Per poterci liberare dai condizionamenti
che influiscono quindi sui nostri risultati dobbiamo
deprogrammarci o meglio riprogrammarci

in modo da ottenere un allineamento delle nostre energie

che invece spesso sono in contrasto tra loro
perchè combattiamo il più delle volte contro noi stessi
a causa delle false credenze e i limiti che ci imponiamo.

Se non siamo allineati otteniamo lo stesso risultato di un auto che va col freno a mano tirato sprecando un sacco di energia inutilmente.

Nessun leader può permettersi di essere controllato da emozioni negative come l'ansia,la rabbia,il panico o la frustrazione perchè lo rendono non allineato.

Una persona perfettamente allineata esprime un'energia particolare,che viene chiamata appunto Carisma.

L'allineamento delle proprie energie deriva essenzialmente dall'accettare il proprio essere,dalla scoperta della propria unicità,e dal coraggio di manifestarla.

Ecco che allora l'unico modo di esprimere al massimo il proprio carisma è la scoperta,l'accettazione e l'espressione di ciò che ci rende noi stessi,che è esattamente il contrario della costante autocritica a cui ci sottoponiamo costantemente.

Il carisma è indispensabile per avere successo,
per essere in grado di fare un' ottima prima impressione molto rapidamente.

Il carisma è una combinazione di entusiasmo,estroversione e capacità di ascolto
e ciò che conta davvero è la conoscenza di sè stessi
e delle proprie potenzialità:del proprio carisma.


Saluti
Sandro

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mercoledì 29 ottobre 2008

L'Arte di saper domandare



Leo Buscaglia nel suo best-seller "Vivere,amare e capirsi" dice:
"Perchè sposare la prima persona che ti capita,se non hai chiesto prima a quella dei tuoi sogni di sposarti?"

Questo ragionamento è valido anche nel mondo degli affari:chi chiede ottiene.

Chi non chiede prende ciò che gli altri decidono di dargli.

Nella vendita una presentazione "chiusa",

senza una chiara e precisa richiesta di firma del contratto,non serve a nulla.

Molti venditori arrivano alla fase di chiusura

e si lasciano rinviare a casa con un monotono "Ci devo pensare"

felici di non aver dovuto mettersi di fronte a un "No"
.

Eppure "Chiedere apre le porte del mondo" diceva Napoleon Hill.


"Chi domanda comanda"
dice un famoso detto...

...ma vince chi fa domande nella maniera giusta!

..dico io!!!

Fare domande giuste al momento giusto e soprattutto nel modo giusto.

Infatti,le domande ben formulate ti danno la possibilità di pilotare

un colloquio di vendita verso gli obiettivi che vuoi raggiungere.

Chiedere è uno degli strumenti più importanti hai a disposizione

per comprendere il tuo interlocutore.

Le domande servono a:
  • Ottenere informazioni di cui hai bisogno
  • Verificare o confermare informazioni ricevute

Quali sono i tipi di domande che abbiamo a disposizione?

DOMANDE APERTE
stimolano l'interlocutore ad esprimersi liberamente e in modo ampio.

es.:
Che cosa ne pensa?
Secondo lei come dovrebbe/potrebbe...?
Mi spieghi...

Sono utili per:
  • spiegare problemi
  • identificare bisogni
  • approfondire
  • discutere richieste
Le domande aperte è bene usarle quando ti serve tempo per capire chi ti sta di fronte e per acquisire maggiori elementi per la tua indagine dei bisogni;le domande aperte servono anche a sbloccare un'eventuale postura di chiusura del tuo interlocutore.


DOMANDE CHIUSE
sollecitano risposte SI/NO

es.:Le interessa...?(questo/quest'altro)?
Accetta queste condizioni?
E' d'accordo con la nostra politica?
E' vero che...?
Sono utili per:
  • avere conferme
  • raggiungere un accordo
  • mettere a fuoco
  • sollecitare assenso
Le domande chiuse è bene usarle quando desideri vincolare l'interlocutore a una risposta dicotomica ovvero farlo sbilanciare da una parte o dall'altra di un'alternativa.

Le domande giuste nel momento giusto hanno il potenziale di trasformare la confusione in chiarezza,il conflitto in consenso e la frustrazione in soddisfazione.

Poni domande mirate e poi ascolta,ascolta,ascolta...

Non per niente madre natura ci ha fatto con una bocca e due orecchie,

è chiaramente un segno che dovremmo ascoltare

almeno il doppio di quanto parliamo.

La base della comunicazione efficace è l'ascoltare.

Altrettanto importante è l'ascolto attivo

cioè l'atteggiamento non verbale,la postura del corpo e lo sguardo.

Che ci permette di far percepire al nostro interlocutore

la nostra attenzione e il nostro interesse su ciò che sta dicendo.

Dobbiamo scoprire la sua mappa del mondo,solo così

potremmo metterci nei suoi panni e soddisfare i suoi bisogni.

Saluti Sandro
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mercoledì 8 ottobre 2008

La conclusione della trattativa


La conclusione della trattativa comincia prima del contatto con il cliente,
cioè nella fase preparatoria.

Sun Tsu,nel 500 a.c.,nel suo famoso libro "L'arte della guerra",
disse:"Una battaglia si vince o si perde prima di combatterla"

e anche nella vendita è così.

La trattativa con il cliente si vince o si perde ancora prima di affrontarla.

Per avere più possibilità di riuscita devi:

  • credere nel tuo prodotto/servizio e nella sua utilità per il cliente
  • avere la certezza di proporre un offerta unica
  • avere un elevata autostima e competenza
  • avere un'aspettativa positiva
  • avere una ferma volontà di arrivare al tuo obiettivo
  • concentrarti sul cliente e sul colloquio senza farti ostacolare dal tuo ego
(es.stress,ansia,nervosismo,atteggiamenti difensivi,interrompere il cliente,ecc.)

Ricorda che quello che spinge di più il cliente alla decisione d'acquisto sono le emozioni,più che i calcoli razionali,

in questa epoca di bramosia di emozioni,quello che il cliente vuole è l'ebbrezza dell'acquisto,l'emozione allo stato puro.

Avrai tanto più successo,quanto più avrai entusiasmo e passione da trasmettere.

Questo è il segreto della vendita:l'emozionare il cliente,presentando il tuo prodotto in modo seduttivo.

Il tuo fine primario deve essere quello di aiutare il cliente a raggiungere la soddisfazione che cerca.

Durante la conclusione di una trattativa,quando è il momento di prendere una decisione,il cliente si trova ad affrontare una mini-crisi dovuta alla paura di non fare una scelta giusta.

L'errore più comune è lasciare che il cliente gestisca questa situazione da solo.

Oltre alla difficoltà psicologica del cliente,esistono anche tue eventuali seghe mentali dovute a diversi fattori:

  • è il momento di chiedere soldi!
  • il temere un rifiuto
  • la paura di un eventuale "no" che può essere visto come un colpo alla tua autostima

Di fronte alle indecisioni e alle titubanze del cliente tu come venditore devi fare in modo che lui non percepisca un'eccessiva pressione che lo porterebbe a chiudersi.

Non devi avere fretta
prima di chiudere fai domande di verifica
per accertarti della sua disponibilità all'acquisto.

Non divagare sua argomentazioni già trattate,se percepisci un interesse all'acquisto da parte del cliente:rischieresti di annoiarlo e di perdere la vendita.

Non sottoporre il cliente ad una vasta scelta:potresti confonderlo e distoglierlo dalla decisione d'acquisto.

Di fronte ad eventuali segnali di acquisto chiudi immediatamente senza timori.

Infine se il cliente è indeciso forniscigli consulenza per effettuare la scelta.

Ricordati:il venditore che lascia uscire dal suo negozio un cliente senza aver cercato di chiudere una vendita ha lavorato per la concorrenza.

Saluti

Sandro
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venerdì 26 settembre 2008

Simpatia ed Empatia



La simpatia è l'abilità di percepire le situazioni

in maniera simile al nostro interlocutore,

deriva dal greco sympatheia,

letteralmente "patire insieme","provare emozioni con...",

fra due persone c'è simpatia quando ci si trova a proprio agio

perchè si riconosce nell'altro una certa somiglianza

nella capacità di sentire.

Nasce quando i sentimenti,le emozioni ed i problemi vengono condivisi.

La simpatia è "sentire con".


L'empatia è "sentire in".

Ovvero quando ci si trova a proprio agio

perchè esiste una comprensione profonda,

perchè si riconosce nell'altro la medesima capacità di sentire.

Deriva dal greco empateia che significa

"sperimentare attivamente il modo in cui un'altra persona vive un'esperienza"

ovvero il sentirsi dentro l'altro,

e diviene un'esperienza profonda

quando viene ad annullarsi la distinzione tra l'altra persona

e se stessi ,generando un unico Io.

Con il termine empatia si intende

la capacità di sentire i bisogni e i sentimenti dell'altro,

di immedesimarsi nell'altro al punto da vedere il mondo

così come l'altro lo vede e comprendere in pieno la sua esperienza.

Il sentimento dell'empatia ha molte analogie con la simpatia

ma ci sono alcune differenze che le distinguono:

la simpatia è in qualche modo un esperienza diretta,

spontanea,delle emozioni altrui;

ci si trova coinvolti emotivamente dalla situazione.


L'empatia è uno sforzo di comprensione dello stato emotivo dell'altro,

durante il quale avviene un consapevole distaccamento della propria identità

personale nei confronti dell'interlocutore.

Empatia è l'interesse autentico verso l'altro

è la capacità di mettersi nei panni dell'altro

per comprendere i suoi stati d'animo

è sintonia con l'altro

autenticità

fa bene al rapporto se c'è una reciprocità

nell'essere l'uno per l'altro empatici.


Sviluppare la capacità empatica

ci aiuta a comprendere fino in fondo l'altro,

i suoi sentimenti,le suee idee,le sue esperienze,

senza che i nostro io sovrasti l'io altrui.


E' quindi una strategia comportamentale vincente

in ogni ambito,

perchè favorisce la comunicazione e la fiducia dell'altro.

TEST DELL'EMPATIA




saluti

Sandro
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martedì 16 settembre 2008

La Legge dell' Attrazione



Oggi voglio approfondire un post che ho scritto ad aprile.

Molti studiosi condividono il fatto che l'Universo sia governato
da un certo numero di leggi Universali

esse sono immutabili e queste leggi valgono anche,
ovviamente,per l'essere umano.

La legge dell'Attrazione è una di queste.

Essa afferma che chiunque può determinare il proprio destino

tramite uno dei suoi poteri:il pensiero.

Il pensiero è come un magnete che può attrarre ciò che vuole.

Buddha disse:"Che cosa sei diventato è quello che hai pensato".

In Oriente,ormai da secoli,è riconosciuta questa legge.

La legge dell'Attrazione ha cominciato ad essere popolare in Occidente
nel diciannovesimo secolo.

Nel momento in cui le persone hanno iniziato a capire il potere del pensiero positivo e ad applicarlo nella loro vita.

Questo nuovo concetto venne presentato
per la prima volta da W.W.Atkinson
tramite un libro intitolato "Thought Vibration or the Law of Attraction in the Thought World" nel 1906



La legge dell'Attrazione quindi non è una novità.

Questo concetto che il pensiero possa influire nel corso del destino di un uomo
è stato affermato dagli uomini saggi di tutti i tempi.

Semplificando al massimo è che l'energia attrae energia simile,

Ogni uomo irradia nello spazio energia in continuazione
ed è determinata dal suo stato emozionale.

Può essere diversa da un giorno all'altro
o addirittura da un minuto all'altro.

L'energia viene anche detta "vibrazione".

Avrai conosciuto qualcuno così felice che sembrava irradiare una luce che trasmetteva buonumore a chi gli sta intorno.

Al contrario,avrai anche conosciuto qualcun altro così infelice che emanava vibrazioni talmente negative al punto da sembrare che risucchiasse la vita e la felicità a chiunque fosse intorno a lui.

Di certo non servono poteri paranormali per percepire le vibrazioni delle persone.

Sono una forma di energia molto reale.
VIBRAZIONI POSITIVE
amore
gioia
eccitazione
abbondanza
orgoglio
affetto
fiducia

VIBRAZIONI NEGATIVE
solitudine
stress
delusione
dolore
rabbia
tristezza

Questo significa che se una persona emana vibrazioni positive attirerà a sè cose positive.

Se emette vibrazioni negative,attrarrà,al contrario,cose spiacevoli.

Alcune vibrazioni vengono generate consciamente,
altre inconsciamente.

Che ti piaccia o no,tutto quello che accade è il risultato di scelte precedenti.

Sfortunatamente pochi se ne rendono conto.

L'Universo può darti ciò che tu riuscirai a credere.

L'unico ostacolo è credere di non poter chiedere.




Se vuoi approfondire la Legge dell'Attrazione
ti consiglio la lettura dei seguenti libri


"Think and crow rich"
di Napoleon Hill(in inglese)
scaricabile gratuitamente qui

"The secret"
di Rhonda Byrne
libro o dvd in italiano
acquistabile da "Il giardino dei libri"

e "La Nuova Legge di Attrazione"
ebook su Autostima .net
scarica un report gratis

Saluti
Sandro

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venerdì 12 settembre 2008

ELEMENTI DISTRUTTIVI DELLA COMUNICAZIONE ovvero che cosa non fare e non dire nelle relazioni interpersonali





"Se vuoi prenderti il miele non prender a calci l'alveare"


Questo antico proverbio cinese mette in risalto il fatto che la forma e il tono dell'espressione nella comunicazione sono importanti quanto la sostanza.

Invece di criticare,condannare e recriminare l'operato delle persone,cerca invece di capirle e di immaginare perchè la gente fa ciò che fa:è molto più utile ed interessante,oltre a generare simpatia,tolleranza e gentilezza.

Le critiche sono inutili perchè pongono le persone sulla difensiva,feriscono l'orgoglio,suscitano risentimento e le fanno sentire impotenti creando uno stato di chiusura che impedisce di migliorare la situazione.

Eccoti gli elementi e le frasi che ti impediscono di prenderti il "miele":

PREDICARE
cioè consigliare ciò che è giusto o sbagliato
secondo la propria morale e,sulla base di ciò
criticare il comportamento altrui.

PUNTUALIZZARE
ovvero specificare continuamente
quello che vogliamo che l'altro faccia.
E' irritante e fastidioso per chi ci ascolta sentirsi spiegare
per filo e per segno come dovrebbe comportarsi.
Questo atteggiamento provoca nell'altro come reazione,
il desiderio di trasgredire le regole alle quali
dai molta importanza.

RINFACCIARE
è forse l'elemento più distruttivo
in una relazione interpersonale.
E' davvero difficile poter cambiare
i comportamenti e gli atteggiamenti
rinfacciando colpe,favori,ecc...
Questo elemento scatena rabbia e frustrazione.

"NON SONO D'ACCORDO"
può capitare di non condividere
quanto detto o fatto dall'altro,ma non per questo
bisogna comunicarglielo espressamente.
Meglio dire:
"Capisco il tuo punto di vista
e credo che può esserci un modo ancora più efficace per..."

"TE L'AVEVO DETTO"
frase che scatena irritazione in chi la riceve
Se sono già incazzato per l'errore che ho fatto,
il fatto che me lo si faccia notare
non mi aiuta di certo,
anzi,mi fa incazzare ancora di più
con me stesso e....con chi me lo ha detto!

"LO FACCIO SOLO PER TE"
non fare mai pesare all'altro
quello che facciamo per lui.
Se impari a non pretendere un riconoscimento
per il tuo sacrificio,
l'altro se ne accogerà
e ti sarà doppiamente grato:
1-per il favore ricevuto
2-per non averglielo fatto pesare.

"LASCIA....FACCIO IO"
puoi far sembrare il tuo agire
come un atto di gentilezza
nei confronti dell'altro
ma in realtà provochi umiliazione e demotivazione.
Un aiuto non richiesto danneggia.
Il messaggio nascosto è:
"Lascia fare a me perchè tu non sei capace".

L'USO DELLA PAROLA "MA"
"Sono completamente d'accordo con te,ma...."
MA???Cosa vuol dire???
La parola "ma" è una delle parole
più distruttive del linguaggio umano.
Crea istintive resistenze nell'interlocutore.
Esiste un piccolo ed efficace segreto:
sostituire la parola "ma" con la parola "e"
"Sono completamente d'accordo con te,e c'è un
altro punto con cui concordo..."
In questo modo inserisci la tua opinione
in aggiunta e non in contrasto.

Saluti
Sandro

spunti da "La pentacomunicazione" di Massimo Piovano
"Come trattare gli altri e farseli amici" di Dale Carnegie


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