Coleambally, una piccola cittadina dell'Australia, mette in vendita se stessa, ma soprattutto la sua generosa fornitura di acqua per 3,5 miliardi di dollari.
Il prezzo comprende 600 miliardi di litri di acqua proveniente dal fiume Murrumbidgee, che scorre nel Nuovo Galles del Sud, e la piccola cittadina abitata da 600 persone.
"Sto solo cercando di capire quanto sia serio il Governo con il suo programma di acquisto dell'acqua" ha detto Robert Black, presidente dell'Irrigation Area di Coleambally.
La provocazione si inserisce in quella corsa all'oro che è diventata la compravendita di acqua in Australia.
Robert Black ritiene che "l'attuale sistema di riacquisto dell'acqua non tiene conto degli effetti che tali vendite provocano sulla comunità circostante". Il prezzo di 3,5 miliardi di dollari comprende, sempre secondo Black, 1 miliardo di dollari per la popolazione, "per ogni persona che possiede una casa a Coleambally, perchè la casa perderebbe ogni valore se si vendesse tutta l'acqua".
L'Irrigation Area di cui Black è presidente copre una superficie di 79000 ettari, utilizzata da 364 agricoltori. L'acqua viene utilizzata per produrre riso, soia, mais, girasoli ma anche per i pascoli di ovini e bovini.
Negli ultimi 18 mesi la città ha dovuto vendere il 5% della sua acqua a varie agenzie governative e nei piani del governo si sta valutando la possibilità di acquistare acqua fuori dai confini nazionali.
Insomma, la proposta di Robert Black è quella di escludere la sua area dall'irrigazione favorendo così lo sviluppo di altre aree. Questa è anche l'ipotesi di alcuni scienziati coinvolti nel problema che consigliano il governo di prendere la difficile decisione di escludere dall'irrigazione alcune aree del paese a beneficio di altre.
Anche gli agricoltori di Coleambally concordano con la proposta di Black, specialmente da quando si sono accorti che la propria fattoria del valore di 1,5 milioni di dollari veniva valutata 4 milioni.
Liberamente tradotto da "The Australian" Autore Asa Wahlquist