Ieri sera ho avuto tutta la notte per pensare. E ne ho ricavate strambe suggestioni. All’improvviso il ticchettio dell’orologio che scandiva i secondi sonoramente, era diventato il suono lugubre del timer di un detonatore. Insomma ho compreso con profondità la condizione umana a partire da quel ticchettio: nostra la più completa schiavitù al tempo in tutte le sue accezioni e manifestazioni (più o meno reali).
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