Ieri mattina mi trovavo a casa di mio padre, un appartamentino al secondo piano di un palazzone che si affaccia su via emilia, dal balcone si vedono la ghirlandina, la fontana del Graziosi e la casa di Enzo Ferrari, tutte li, a pochi passi. È stata una mattina di risveglio traumatica dopo una notte dal caldo atroce, una mattina amara dopo l’uscita dell’Italia Donadoniana dall’europeo. Ma più di tutto è stato un risveglio secco.