La Federazione Russa è alla vigilia di un intenso periodo elettorale. Infatti i cittadini russi andranno a votare il 2 dicembre prossimo per la camera bassa con una nuova riforma elettorale che abolisce la quota di maggioritario prevista dalla precedente legislazione ed alza la soglia di sbarramento al 7%.Nel marzo del 2008 ci saranno le Presidenziali. Come si prepara la classe politica a questi passaggi cruciali? Putin ha dichiarato pubblicamente che non si candiderà nel 2008, ma ha anche lasciato capire che non ha nessuna intenzione di essere messo da parte, anzi ha precisato che vuole mantenere un ruolo di primo piano nella vita politica russa. Alle precedenti elezioni solo pochi partiti sono riusciti a superare la soglia di sbarramento. Russia Unita, con il suo leader Boris Gryzlov, è il primo partito con quasi il 40% dei voti. Il giovane partito, è un convinto sostenitore del presidente Putin. Il principale partito di opposizione, invece, è il Partito Comunista della Federazione Russa (Kprf), che nelle elezioni precedenti raggiunse il 13% dei voti, seguito dal Partito Liberal Democratico di Russia (Ldpr), capeggiato da Zirinovskij. Il Presidente russo Putin sarà capolista per il partito Russia Unita nella corsa elettorale per le elezioni alla Duma. Il dopo-Putin sarà per forza una continuazione della sua politica da parte dei suoi fedelissimi. Di ciò i russi sono assolutamente consapevoli, infatti l’attuale Presidente gode di oltre due terzi dei consensi dell’elettorato e se dipendesse dalla maggioranza dei russi l’attuale Presidente avrebbe alle elezioni presidenziali di marzo, il suo terzo mandato in tasca. I russi sono assai poco propensi a prestare orecchio ai grandi discorsi sui valori democratici di tanti occidentali ed alle loro critiche spesso infondate, poiché in questi anni la politica del loro Presidente pare aver dato i suoi frutti: lo stato è rafforzato, l’economia è in ripresa e le forze armate russe stanno tornando ad essere tra le prime al mondo. Per molti analisti il sistema è rimasto compatto solo per la capacità dell’attuale Presidente di mantenerlo tale, allontanando i suoi avversari (oligarchi in primis). Con i metodi usati non sempre liberali, ma comunque mai spudoratamente polizieschi, è riuscito a reprimere le ambizioni di coloro che ambivano a mettere le mani sulle enormi ricchezze del Paese. Un dossier apparso recentemente, pubblicato dal Russian Information Center, sottolinea infatti come alcuni oppositori di Putin stiano preparando un ritorno nella Mosca del dopo elezioni e come siano intenzionati a sfruttare la riorganizzazione del potere del Cremlino. Essi stanno facendo il giro di alcune cancellerie occidentali in cerca di sostegno (Usa e Gran Bretagna) e vantano reti di appoggi particolarmente diffuse negli ambiti della malavita non solo interna russa ma anche straniera e nei servizi segreti di numerosi stati occidentali. L’unione di ex oligarchi ansiosi di potere, servizi segreti e malavita internazionale potrebbe rappresentare per la Russia una situazione drammatica se gli uomini che stanno attualmente al potere (fino a prova contraria i più interessati al bene del Paese) non sapranno reagire in maniera forte, anche servendosi di strumenti (già utilizzati) che sono fuori dalla tradizione democratica, in virtù del raggiungimento di un fine più grande: la salvaguardia dell’integrità del Paese.
Quindi nel dibattito politico in questi giorni, sulla successione all’interno dell’èlite politica russa regna un certo grado di confusione, conseguenza delle profonde incognite connesse alla fine della Presidenza Putin ed alle possibili turbolenze nella fase di transizione che potrebbero portare con sé aspri regolamenti di conti. Quali sono i possibili scenari di successione a Putin? Finora i due candidati per le prossime elezioni presidenziali sono Medvedev ed Ivanov; poi vi sono altri candidati non ufficiali come Jakunin molto amico dell’attuale presidente. Per quanto riguarda Putin le ipotesi potrebbero essere varie;
Putin potrebbe uscire temporaneamente di scena affidando il paese ad un suo fidato luogotenente per rientrare in gioco alle successive elezioni del 2012 (infatti la Costituzione Russa vieta solo il terzo mandato consecutivo ma non il presentarsi per più mandati). Oppure potrebbe diventare Presidente di Gazprom e magari entrare anche come deputato della Duma.
Cosa pensare allora? Vista la situazione da lontano ed un’Europa Occidentale sempre pronta a stracciarsi le vesti per i diritti umani universali, ma resistente a rinunciare ai benefici derivanti dagli idrocarburi che Mosca fornisce a prezzi convenienti, quest’ultima tende a dimenticare spesso che se le prossime elezioni in Russia fossero veramente senza Putin, molto probabilmente le vincerebbero i nazionalisti ed i populisti antioccidentali. Conviene forse facilitare l’ascesa di costoro? Oggi Putin, benchè non propriamente filoccidentale, rimane l'unico interlocutore serio ed affidabile che da anni ha deciso di orientare la Russia verso l’occidente, malgrado i segnali negativi che spesso ci giungono per insabbiare un personaggio a volte scomodo ad alcuni.
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Tags: politica estera internazionale equilibri

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