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ROMA, 5 LUG - Sole, mare, casco e lavaggi frequenti non hanno alcun ruolo nella caduta dei capelli: la principale causa e' legata allo stress. Per gli uomini si tratta soprattutto delle preoccupazioni legate al lavoro e ai soldi, per le donne delle pene d'amore.

Non hanno dubbi gli oltre 300 tricologi riuniti a Genova per il congresso annuale della European Hair Research Society. A giocare un ruolo determinante nella comparsa del fenomeno e' l'insieme degli stress e la loro alta frequenza.



Eulalia vaga senza meta nella citta’ perduta.
Ai bordi di una fontana, la gente cerca il proprio riflesso nell’ acqua, sperando in una risposta clemente.

Lo specchio liquido rimanda riflessi di crani lucidi: palle da biliardo su cui labbra sottili e curvate all’ ingiu’ non disegnano sorrisi da troppo tempo. L’ acqua riflette immagini di teste glabre, con due teste di spillo al posto degli occhi: piu’ che sufficienti per consentire una visione, seppure riduttiva ed incolore, di un mondo circostante che e’ fatto di lamiere, bitume ed automobili.

Nelle vetrine, le donne cercano di rivedere il proprio volto, ma non ricevono che immagini di abiti tropo corti e scarpe rosse dai tacchi vertiginosi.
Allora aprono le borsette, evitano accuratamente i fazzoletti, le agende elettroniche ed il rossetto, e afferrano il guscio d’ostrica sintetica che racchiude lo specchietto da trucco.

Si guardano, e non riescono a celare la delusione alla vista della calotta cranica liscia come un palloncino gonfio d’ elio, sotto la quale non si distingue nulla di definito: il naso, unico punto di riferimento, e’ ridotto a un paio di forellini piazzati tra gli occhi e il mento, e le orecchie, sorde ad ogni richiamo d’amore, sono nascoste chissa’ dove.

Eulalia, sfiancata dal caldo, siede al bordo del pozzo. Ha appena gettato un sassolino, che si e’ tuffato volentieri nell’acqua fresca e ora la saluta fellice.
I cerchi concentrici della superficie si stanno diradando velocemente, ed Eulalia puo’ vedere nuovamente la propria immagine riflessa.

Intorno, la gente infelice la guarda con invidia e malizia, meditando di rasarle il cranio, come se la cosa potesse fornire una sorta di compensazione morale per la tristezza di una vita piatta e senza emozioni.

Eulalia scuote la chioma e, sorridendo, lascia le strade incolori piene di gente triste, tornando a divertirsi tra le violette e le nuvole rosa del tramonto.

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