Ogni blogger che segue, anche distrattamente, la situazione politico-sociale italiana ha sentito e sente un'esigenza, un'insopprimibile voglia di manifestar con le parole il proprio sdegno, la propria rabbia, il proprio stupore contro quegli accadimenti che continuano a martoriare la nostra terra.
Qualsivoglia settore del nostro vivere quotidiano è sommerso da una valanga di problemi, di cose che suscitano critica, avversione, senso di sconfitta e delusione.
Aprire un quotidiano, oggi, vuol dire non soltanto conoscere gli accadimenti del mondo, ma significa in primis "deprimersi", incupirsi per il senso di impotenza dinanzi a questo grande sfacelo.