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    • Vote for 'Il piano industriale della RAI' bury 'Il piano industriale della RAI'
    Il piano industriale della RAI
    Avatar Posted by boblove 163 days fa (http://officineoscene.wordpress.com) View profile
    Mentre il tristo e ipocrita Prodi si arrocava nella sua folle e ingannevole ricerca di una “maggioranza possibile” (altro che “guerriero”, come spera la sinistra dell’Unione…più semplicemete e democristianamente deciso a sfruttare l’elisir delle nomine che si intravedono all’orizzonte: più di 600, tra cui Eni, Rai, Enel, Poste), il consiglio di amministrarzione della Rai votava all’unanimità il nuovo piano industriale.

    Un testo zuppo di retorica e fantasia. Un testo palesemente pornografico. Enfasi del nulla.



    IL PRIMATO DEGLI ASCOLTI

    “L’obiettivo di mantenere il primato negli ascolti dovra’ dunque

    essere inteso soprattutto nell’ottica di un primato di interesse, di

    gradimento, di soddisfazione di tutti i pubblici televisivi ed in

    questa direzione saranno decisivi una netta differenziazione rispetto

    ai modelli ed ai contenuti dell’emittenza commerciale ed una maggiore

    attenzione ai fenomeni culturali e sociali che attraversano il Paese e

    lo scenario internazionale. Questi ultimi in particolare dovranno

    essere al centro di una ritrovata riflessione sui modi di fare

    televisione per rispondere ai bisogni di una societa’ i cui fattori

    disaggreganti e problematici si manifestano con sempre maggiore

    compiutezza





    PALINSESTO

    “Le Reti, i Generi televisivi e tutte le aree di responsabilita’

    sul prodotto, ivi comprese le Testate giornalistiche, si renderanno

    disponibili ad affrontare il ridisegno complessivo dei palinsesti con

    la cancellazione delle rendite di posizione e degli spazi consolidati

    nel tempo con lo scopo di rivolgersi anche ai target di pubblico piu’

    distanti dalla nostra offerta, a partire dai giovani.

    “Il ridisegno complessivo dell’offerta televisiva , dovra’ essere compiuto abbandonando

    la logica diffusa dell’accumulo e del conseguente consolidamento degli spazi di palinsesto

    e superando le evidenti aree di sovrapposizione di canale e

    di genere. In questa logica le scelte editoriali e le nuove

    collocazioni saranno individuate in base alle effettive esigenze di

    riqualificazione e diversificazione dell’offerta ed alla necessita’ di

    intercettare l’interesse e l’ascolto di tutti i pubblici televisivi, attraverso l’azzeramento e

    la ricostruzione degli schemi di

    palinsesto.









    FORMAT E PROGETTUALITA’

    Tra le azioni generali che si ritengono necessarie c’e’ in primo

    luogo il “recupero di progettualita’ interna in grado di incidere sui

    processi ideativi e creativi”. Ovvero: “maggiore ruolo interno nella

    fase di sviluppo dei progetti per affermare la specificita’ della Rai

    in tutti i generi televisivi; identificazione, in Reti e Generi, di

    strutture creative dedicate al prodotto, e conseguente efficace

    politica di reclutamento di risorse umane; azioni di talent scouting

    diversificate sul territorio e maggiore ‘decentralizzazione’ di cicli

    produttivi e creativi; recupero del ricorso alla produzione interna

    dove cio’ sia effettivamente possibile e conveniente; ritrovato ruolo

    di indirizzo e di controllo editoriale verso la programmazione

    affidata alle produzioni esterne; innovazione dei processi produttivi

    in funzione della natura multipiattaforma di Rai.

    “Sara’ compito delle Reti e dei Generi, cosi’ come delle nuove

    offerte intercettare quelle fasce di pubblico

    sempre piu’ distanti per gusti e modalita’ (con particolare

    riferimento alla fascia 25-54 anni) sia con opportune azioni di

    rinnovamento dei prodotti sia attraverso un efficace presidio Rai

    delle nuove piattaforme, con una politica integrata su reti

    satellitari e digitali terrestri e su Internet, ciascuna in base alla

    propria mission. L’insieme delle azioni che riguardano la

    ricostruzione del palinsesto e l’innovazione dell’offerta di Reti e

    Generi dovra’ essere accompagnata da un coerente restyling grafico

    complessivo dell’offerta e della promozione, anch’esso connotato da

    forti tratti innovativi che recuperino il brand originario”.





    Non vi pare meraviglioso? Ora, sarebbe interessante sapere chi metterà un pratica il piano industriale. Forse i direttori di reti esistenti? Fabrizio del Noce, segretario di Ballandi? Antonio Marano, incapace di distinguere la differenza tra montaggio in linea e non lineare? Oppure Paolo Ruffini, democristiano senza qualità?

    Chi deve mettere in pratica il piano industriale? I più di 10.000 dipendenti Rai? Nullafacenti e senza idee da almeno 20anni? Sempre alla ricerca del mediatore politico di turno, persi nella loro noia quotiana, benedicendo le varie stutture esterne che producono idee per loro.

    Oppure i 44.000 contratti esterni, noti “collaboratori” scelti per professionalità televisiva acquisita in anni di lavoro?

    Questo consiglio di amministrazione, questa dirigenza, deve attuare il piano industriale?

    Non è pornografia della quotidianità questa?
    comments Discuss  
    Tags: società cinema sesso musica fetish

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