Di cosa parliamo quest’estate - a parte della mediatica zanzara – parliamo di lavavetri pericolosi, di inutili Grilli parlanti o di onorevoli DS che guidano contromano e non si fanno fare la multa; oppure ancora di strani colloqui telefonico-assicurativi; o Veltronianamente (neologismo, dice Microsoft Word) cerchiamo la parabola migliore che sapientemente tocca il cuore, ma vuol dire tutto e il suo perfetto contrario.

Certo, molto più facile che parlare della coerenza necessaria per un riformismo che segni il secolo in corso (ma di questo avevamo già parlato molto tempo fa… una noiosa ripetizione?) e quindi perché parlare dei “fatti reali” da produrre o dei “modi giusti” con cui vivere il “mestiere” della politica, nel senso bello del termine, o ancora del “come” sarà la forma del (nuovo?) partito: tutti in fila a sostenere il leader? Oppure tutti capaci di usare le proprie passioni e il proprio cervello in un progetto collettivo?
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Tags: partito democratico

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