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La contiguità fra il traffico aereo generato dall’Aviazione Generale e quello ultraleggero (ULM ) è da sempre un argomento che divide i protagonisti di entrambi i settori in correnti di pensiero diametralmente opposte.


L’aviazione leggera ha fatto registrare negli ultimi anni un’evoluzione tecnica e tecnologica tale da produrre una gamma vasta e diversificata di aerei ( sono aeromobili anche gli ULM ) che, per qualità e prestazioni, non hanno nulla da invidiare a quelli dell’Aviazione Generale.

Premesso che questi mezzi inducono a chiedersi quale sia davvero, oggi, l’autentica aviazione leggera, occorre avere il coraggio di denunciarne la dilagante, sostanziale illegalità.
Infatti, la maggior parte di essi infrange, anche parecchio, le limitazioni attinenti il peso massimo al decollo e la velocità di stallo fissate dalla Legge 25 marzo 1985 n. 106 ( cioè dalla Bibbia del volo ULM ) ed inoltre, per quanto utili e financo propedeutici alla sicurezza, si avvalgono di strumenti la cui installazione è ancora oggetto di controversie inerenti la legittimità del loro utilizzo.

Ne conseguirebbe che, in punta di fatto, i piloti di entrambe le categorie parrebbero giovarsi di velivoli qualitativamente analoghi.

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