La Juve conquista i suoi primi tre pesantissimi punti di un torneo annunciato sofferto in tempi non sospetti e che conferma puntualmente le difficoltà di una squadra anche oggi in odore di beffa finale.
La partita contro un’irriconoscibile Udinese, mai capace di affacciarsi efficacemente dalle parti di Buffon, quanto per demeriti propri o quanto per il continuo, concentrato e martellante pressing juventino, lo dirà il prosieguo della stagione, ha prodotto molto meno di quello che l’assoluta supremazia territoriale sembrava promettere.
La Juve, pericolosa a sprazzi, non dava mai l’impressione di riuscire ad essere anche letale, questo in forza dei ben noti limiti di creatività in fase di impostazione della manovra ai quali, il solito strepitoso Camoranesi di questo periodo, non riesce sempre a sopperire da solo.
Si è fatto quel che si poteva e doveva e, a livello dei singoli ( con esclusione delle punte, sì, anche di Amauri, autore della stoccata vincente ), la squadra si è pure espressa bene: rimarchevoli le prestazioni di De Ceglie ( che bello non vedere Molinaro in campo! ) Poulsen, Sissoko e del rientrante Chiellini.
Ciò nonostante, la prevedibilità della manovra e la sterilità della mal assortita coppia d’attacco, ha generato una vittoria che, per quanto indiscutibilmente meritata, è stata veramente troppo affidata agli umori degli dei che presiedono i destini del pallone.
Il calcio di rigore rivendicato dai bianconeri friulani a mio avviso non aveva ragione d’essere concesso, ( in barba alle malevoli e prevenute opinioni telediffuse da gente come Criscito ed Altobelli ), ma la squadra ha riproposto il rischioso canovaccio già esibito a Firenze: l’ incapacità di mettere al sicuro un risultato pienamente meritato.
La serata ha altresì ribadito la scarsa considerazione che Ranieri nutre nei confronti di Giovinco ( nemmeno in panchina ), se non lo si immette in campo in partite come questa, quando mai verrà impiegato?
Ora inizia il conto alla rovescia per il ritorno nella Champions League vera e l’avversario di turno è quanto di più ostico il panorama internazionale potrebbe offrire.
Nei miei voti, auspico che l’olocausto al quale l’ultima vera grande Juve è stata consegnata, abbia almeno debellato tutte le sfavorevoli congiunzioni astrali che hanno sempre reso molto controverso il rapporto con un trofeo lasciato troppe volte, e malamente, per la strada.
Saluti bianconeri a tutti/e.