Non è la prima volta che si chiedono misure restrittive per arginare la crescente presenza di alunni stranieri nelle scuole italiane. La recente proposta, che è stata avanzata dal gruppo di Alleanza Nazionale del Comune di Torino, di inserire in ciascuna aula non più del 10% di bambini stranieri sul totale, per impedire che si creino difficoltà di apprendimento, esige un’attenta ed equilibrata riflessione di ordine psico-socio-pedagogico, partendo tuttavia dalla normativa vigente.
Come ci si regola oggi in una scuola del nostro Paese quando bisogna iscrivere gli alunni – e tra questi quelli di cittadinanza non italiana – nelle singole classi?